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Enada Roma, Curcio (Sapar): “Settore dell’amusement? La situazione è drammatica”

In: Apparecchi Intrattenimento

14 ottobre 2015 - 12:19


CurcioEnada

(Jamma) – “Lo stato dell’arte del settore dell’amusement? La situazione è drammatica” dichiara Raffaele Curcio. “Da anni sono abbandonati ad una legislazione datata e inadeguata. Il settore andrebbe rifondato dal punto di vista della fiscalità, ma prima bisognerebbe costruire uno scheletro di norme che lo rendano sostenibile. Invece si parte sempre da quanto si può ricavare da un settore.

 

La nostra missione oggi è quella di cominciare un percorso partendo dal comparto e avanzando delle proposte al legislatore. Noi queste proposte le abbiamo fatte, ci siamo messi a disposizione per trovare formule di rivisitazione insieme alle istituzioni per rilanciare il settore. Bisogna fermarsi con il discorso della fiscalità, servono misure incentivanti. Se non si comincia da qui è inutile parlare di fiscalità. Le remore non sono più giustificate. Siamo arrivati ad un mercato fermo. Grosse sale sono in sofferenza, i costi alti, i criteri di omologazione assurdi. Non viene rispettata nemmeno una normativa sui servizi, cosa che invece avviene in tutta Europa.

 

Il settore – prosegue Curcio – è stato lasciato solo, abbandonato, forse perché non era abbastanza interessante da un punto di vista fiscale. La questione delle ticket redemption è all’ordine del giorno. Abbiamo criticato l’operatore della giornalista che se ne è occupata. Forse le riprese sono state gestite e trattate ad arte per dimostrare una tesi stabilita. Speriamo che in futuro si faccia un po’ più di chiarezza. Forse si può parlare di informazione strumentale. In un Paese dove si gioca ovunque, trovare l’azzardo nelle ticket forse è una travisazione completa. In quella trasmissione – conclude il presidente Sapar – nessuno ha detto che se c’è una situazione di abuso, di tale si tratta. E l’abuso c’è quando le regole non ci sono. Da anni chiediamo una normativa specifica, nel 2012 il legislatore l’ha prevista ma non è stata mai applicata. E forse in questa condizione qualcuno si sente libero di abusare”.

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