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Enada e quel ‘sole nero’ sul comparto dell’apparecchio da gioco

In: Apparecchi Intrattenimento, Cronache

21 marzo 2015 - 10:23


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(Jamma) Un’Italia con il naso all’insù per non perdersi lo straordinario, e rarissimo, spettacolo dell’eclissi solare. Così i giornali ci hanno raccontato nel giorno di equinozio di primavera, un giorno che ha visto protagonista il ‘sole nero’ e che meglio di ogni altro rappresenta il settore del gioco pubblico che anche quest’anno Enada, come da 27 anni, intendeva celebrare. La penombra che per qualche manciata di minuti ha avvolto la penisola è la stessa che abbiamo visto su un settore che tutti vorrebbero ricordare vitale e frenetico come venti anni fa. Anni in cui le incertezze venivano trasformate in opportunità e la primavera era davvero il simbolo del rinnovamento e fertilità, avvento della vita e resurrezione della natura, così come vogliono le culture pagane e altre antiche tradizioni.

Di questo rinnovamento, voluto dalla politica e rincorso con un decreto che, ambiziosamente, intende riorganizzare, di un colpo, tutto il settore, si è parlato tanto nei tre giorni di fiera. Ma forse nemmeno abbastanza come avremmo voluto. Quello che si è visto a Enada è un settore industriale ripiegato su se stesso. Chiuso ed isolato, nemmeno più interessante per tentare qualche scoop. Lontana, lontanissma la politica e quel legislatore che oggi pare invece più preoccupato a rassicurare l’opinione pubblica. Lontana, addirittura assente, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, o per meglio dire quella parte dell’Agenzia che occupa gli Uffici romani di Piazza Mastai. C’era invece la parte operativa del ‘regolatore’, c’erano quelli che operano sul territorio, gli Uffici Provinciali, le persone che insieme agli imprenditori e agli esercenti vivono sul campo le contraddizioni e i paradossi del mercato del gioco pubblico.

Questa manifestazione come altre edizioni precedenti, purtroppo, non ha aperto spiragli di speranza,cercando di mascherare, nemmeno troppo bene, la sfiducia e la delusione di migliaia di operatori che vedono non riconosciuti gli sforzi e le energie, anche economiche, investite negli ultimi 10 anni. Le oltre 5.000 imprese che operano nel mondo degli apparecchi da intrattenimento attendono fiduciose che nelle prossime settimane il Governo adotti provvedimenti che diano stabilità, quindi possibilità di investire, ad un mondo che con l’indotto occupa 180.000 addetti, coinvolge 110.000 esercizi pubblici e relative 390.000 persone, con questo spirito s’è chiusa la 27a edizione della manifestazione, spiega l’organizzatore. Più che di fiducia forse dovremmo parlare di determinazione, di voglia di reagire. Una vita di lavoro e di investimenti, come nel caso di decine di aziende che erano lì, a Rimini, e che non si cancellano con tre righe di un decreto messo insieme in qualche ufficio romano, aggiustando articoli e commi su indicazioni di funzionari più o meno competenti.

Il mio auspicio è che quel cono d’ombra che ha colpito Enada e che, obbiettivamente, ci ha impedito di vedere oltre 25.000 vistitatori, addirittura il 2,5% in più rispetto al 2014, sia solo temporaneo, come l’eclissi del 20 marzo. Se questo dovesse accadere sarà solo merito di chi oggi resta convinto delle sue capacità e del fatto che i risultati raggiunti non sono il frutto della buona stella. mc

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