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DDL Stabilità 2015: un altro durissimo colpo per l’industria degli apparecchi

In: Apparecchi Intrattenimento

20 ottobre 2014 - 10:10


Zitro_CasinoRivera - Copia - Copia

(Jamma) – Per le slot machine un drastico taglio del 4% alla vincita minima (da 74% a 70%) e il contemporaneo aumento del Preu del 4% (dal 13,0%, aliquota prevista per il 2015, al 17%, vale a dire un incremento dal 50% al 56% del Preu sul cassetto). Per le VLT, la riduzione dall’85% all’81% del payout minimo e il contestuale incremento del prelievo erariale unico dal 5% al 9% (sul cassetto, si passa da una media di circa il 40% al 55%); pari e patta, quindi.
Questo è quanto previsto, a partire dal prossimo 1° gennaio, dal DDL Stabilità 2015 (approvato 15 ottobre 2014) all’articolo 20-bis. Una misura che nelle intenzioni del Governo dovrebbe garantire già dal 2015 1 dei 13 miliardi in più previsti dalla legge finanziaria in via di formazione.
A nostra memoria, un intervento così drastico non ha precedenti. Ma poiché in politica poche cose sono lasciate al caso, dobbiamo cercare di capire come mai il DDL in oggetto preveda un aumento dell’imposizione indiretta (PREU) sugli apparecchi da intrattenimento – che va a danno dei giocatori e dell’industria che li gestisce, dai gestori ai Concessionari di Stato – in netta controtendenza con le altre disposizioni contenute nel decreto stesso, che prevedono provvedimenti a favore degli industriali e non toccano minimamente la leva fiscale.
Evidentemente, c’è stato un qualcuno che predisposto l’articolo per conto del Governo. Ma in questa elaborazione ha omesso di segnalare un fatto decisamente importante: che per avere l’effetto è necessario passare per una fase di transizione tecnica, per l’allineamento degli apparecchi AWP e dei Sistemi VLT ai nuovi valori di payout,prima che il sistema vada a regime con i nuovi valori di payout.
Il punto nodale è che, ogni volta che si cambia il payout, è necessario omologare nuove schede di gioco AWP e nuovi sistemi di gioco VLT e questo accade per l’appunto nella fase di transizione tecnica.
L’approccio che emerge dal DDL, dunque, è di tipo meramente numerico e non tiene conto del rapporto causa/effetto dell’aumento dell’imposta indiretta. Noi ci siamo posti questo obiettivo e vi presentiamo i risultati della nostra analisi nello studio che potete scaricare in formato pdf.
Da tale studio emerge che il Governo il suo obiettivo numerico lo raggiunge; anzi, nel primo anno di applicazione (2015) esso andrà paradossalmente (e inconsapevolmente) a ottenere entrate superiori al previsto. Ciò che non è stato considerato è che a causa dell’appena menzionato scostamento temporale tra l’entrata in vigore della nuova aliquota del PREU e l’allineamento del payout sugli apparecchi AWP e sui sistemi VLT, sarà la filiera commerciale ad accollarsi per un lungo periodo l’aumento dell’imposta.
Tra l’altro, stando ad alcune fonti giornalistiche, SOGEI avrebbe inviato nei giorni scorsi una lettera al Governo per avvisare che il periodo di transizione tecnica, per l’upgrade delle macchine, è necessario un periodo di almeno due anni.
Noi siamo più ottimisti di SOGEI ed abbiamo stimato in dodici mesi la durata della fase di transizione tecnica.
Procediamo con la presentazione dei risultati della nostra analisi. Alla base vi è l’assunto che, nonostante tutto, la spesa dei giocatori resti costante nel tempo. E ciò è senz’altro vero finchè tutti gli apparecchi saranno allineati ai nuovi ridotti payout, ma dopo è probabile la situazione cambi per la riduzione del tempo d’intrattenimento che viene offerto al giocatore a parità di spesa.
Alle nuove condizioni proposte, infatti, l’intrattenimento perde ancora di più peso rispetto al fine di lucro, che è molto più dello Stato che non del giocatore; il quale, pertanto, potrebbe subire un forte effetto disincentivante.
In che modo il DDL in questione andrà a gravare pesantemente sulle già precarie condizioni dell’industria? In primo luogo, bisogna tener presente che la filiera commerciale si trova ad affrontare l’ennesimo “cambio in corsa”, tipico effetto del “rischio regolatorio”.
Oltre tutto resta incombente la conversione del parco AWP attuale con le nuove AWP3, e dall’altro andrà ad abbattere ulteriormente il valore patrimoniale del gestore.
Abbiamo visto quanto è stata lenta la migrazione dal 75% al 74% applicata all’inizio dello scorso anno. E quella, in fondo, doveva essere niente più che un’operazione di routine, che poco o nulla cambiava sulla sostanza del gioco. Adesso, invece, il discorso è tutto diverso: scendendo il payout al 70%, dovrà essere rivista tutta l’architettura dei giochi, agendo sui fattori che possono riequilibrare la perdita di intrattenimento e quindi di denaro da impiegare nel rigioco.
Non è esagerato ritenere che per andare a pieno regime. Però, per cautelarci, come analisti, in questa sede limitiamo i tempi della migrazione a un anno, prendendo come base i dati del 2013 pubblicati sul Libro Blu di ADM e considerando astrattamente immutata la spesa del giocatore.

Effetti sulla filiera commerciale della fase di transizione tecnica
Per le AWP la fase di transizione tecnica costa alla filiera commerciale circa 703 milioni di euro, la quale in pratica finanzia per intero l’aumento del PREU, con una perdita di ricavi del 21,4%. In altri termini, supponendo che restino in esercizio 400.000 apparecchi, per ogni apparecchio si perdono circa 1.800 euro. A questo onere si deve poi aggiungere il costo, non preventivabile, che le aziende di produzione dovranno sopportare per progettare i nuovi software di gioco. Di sicuro, ci vorrà molto di più dei circa 200 milioni (calcolando 500 euro per macchina) che sono serviti per adeguare le AWP alla nuova percentuale minima di restituzione del 74%.
Per le VLT la fase di transizione tecnica costa alla filiera commerciale circa 602 milioni di euro, ed anche in questo caso è la filiera commerciale finanziare interamente l’aumento del PREU. Questo significa che significa la riduzione di ricavo per apparecchio, supponendo che restino in esercizio 60.000 terminali, è di circa 10.000 euro.

Effetti sull’Erario della fase di transizione tecnica
Sommando l’incremento PREU delle AWP e delle VLT in questa fase, emerge il paradosso di cui facevamo accenno in precedenza: nell’anno di transizione tecnica (2015) il totale PREU degli apparecchi di intrattenimento dovrebbe crescere di 1.320 milioni di euro, pari ad un più 30% rispetto all’anno 2013, che è un importo notevolmente più alto di quello che è stato stimato per il provvedimento in esame.

Effetti sulla filiera commerciale a regime con i nuovi payout
Per le AWP l’entrata a regime costa alla filiera commerciale circa 431 milioni di euro.
Per le VLT l’entrata a regime costa alla filiera commerciale circa 388 milioni di euro.
Effetti sull’Erario della fase di regime
Se il mercato regge a regime l’Erario registra un aumento di Preu superiore al miliardo di euro.

CONSIDERAZIONI FINALI
Il tema delle cosiddette AWP3, sin qui solo sfiorato, merita un approfondimento. La questione si trascina da tanto tempo pendendo sulla testa dei gestori come una spada di Damocle e a questo punto è difficile, se non impossibile, prevederne i tempi di realizzazione. Tra l’altro, come sottolineavamo in precedenza, l’intervento di SOGEI presso il Governo è un segnale d’allarme forte e significativo: sostenendo che la migrazione dal 74% al 70% richiederebbe almeno due anni, la Società afferma implicitamente che l’intero sistema degli apparecchi deve essere ridisegnato con norme più efficienti rispetto alle attuali.
La riflessione che ne scaturisce è la seguente. Il fatto che la comma 6A sia un apparecchio stand alone lavori moneta contro moneta, operando quindi in totale autonomia, obbligano di fatto il regolatore ad applicare norme di omologa stringenti. Ma, di fatto, a distanza di 10 anni dalla introduzione delle AWP, non si è mai giunti all’efficienza auspicata e, ancor oggi, nessuno è riuscito ad elaborare proposte innovative che, ai più elevati livelli di sicurezza, siano più performanti in termini commerciali, meno costose in termini operativi.
L’altro tema rilevante in realtà è una domanda su quali siano le reali intenzioni del Governo nei confronti degli apparecchi da intrattenimento: “come è possibile che in una fase di stagnazione economica il Governi penalizza due comparti industriali con norme che difficilmente sarebbero state sostenibili anche in una fase di espansione economica?”.
A questa domanda ne segue una seconda: “Governo, ti ricordi che un tuo predecessore nel 2009 ha venduto 57.000 diritti VLT per un totale di oltre 800 milioni ai concessionari di rete, appoggiando la vendita con una serie di norme a tutela dell’investimento che i concessionari stessi si apprestavano ad effettuare (portandoli poi, quasi per intero, al collasso finanziario)? Norme che con il passare del tempo si sono sciolte come neve al sole?”.
Sempre per quanto concerne le VLT, l’handicap di sempre, che non mancherà di avere un peso rilevante anche nel prossimo futuro, è che il regolatore, in accordo con Sogei, ha consentito l’uso di piattaforme proprietarie, ovvero note solo al Produttore, a differenza di quanto avviene nel resto del mondo, dove sono obbligatorie piattaforme aperte che operano su standard internazionali.
L’uso di piattaforme proprietarie origina l’equazione norma=apparecchio=piattaforma, che determina lo strapotere dei fornitori di piattaforme. E il fatto che le tecnologie della piattaforma sono note solo al produttore, fa si che la procedura di omologa sia molto lunga e costosa.

wikimarco@wikigioco.com
Marco Cerigioni – co-founder di wikigioco consulting srl
Già direttore responsabile della rivista AUTOMAT (SAPAR)

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