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Corte di Cassazione. Videopoker, non c’è reato senza la prova del fine di lucro

In: Apparecchi Intrattenimento, Diritto

1 marzo 2012 - 17:34


corte-cassazione

(Jamma) Non sussistete il reato di gioco d’azzardo per chi ha i videopoker in sala giochi se non c’è prova del fine di lucro. Servono elementi in grado di dimostrare che gli apparecchi consentano vincite in denaro o in altre utilità economiche. E’ quanto ha confermato la Corte di Cassazione, III sez Penale con una sentenza del 27 febbraio scorso.

L’imputato, possessore di una sala giochi, aveva installato all’interno tre apparecchi da gioco del tipo videopoker, di quelli che consentono vincite puramente aleatorie a prescindere dalla abilità fisica, mentale o strategica del giocatore. Ma i giudici di legittimità hanno escluso il reato di giochi d’azzardo in assenza di elementi che dimostrino che lo scopo del gioco è di procurare vincite in soldi o di altra natura. Il ricorso è stato quindi accolto, proprio in relazione alla omessa motivazione di un elemento essenziale affinché possa considerarsi realizzato il reato di gioco d’azzardo, cioè il fine di lucro.

 



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