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Confiscati beni per un valore di oltre 45 milioni di euro ad un noto imprenditore di Catania

In: Apparecchi Intrattenimento

8 settembre 2014 - 15:27


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(Jamma) –  Altro duro colpo ai patrimoni della mafia: i Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Caltanissetta appartenenti al G.I.C.O. – Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata in collaborazione con colleghi dello S.C.I.C.O. – Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata di Roma, hanno confiscato 16 società con sede in Catania e provincia, Roma, Modena e relativi compendi aziendali, quote societarie, depositi bancari e rapporti finanziari in essere presso istituti di Credito siti a Milano, Roma, Biella, Padova, Siena Lecce, Palermo e Ragusa, terreni siti nella provincia di Catania sui quali insiste una villa bifamiliare con piscina, 8 autoveicoli, 2 fabbricati siti nella provincia di Catania e nr. 1 imbarcazione tipo “entrofuoribordo”, per un valore di oltre 45 milioni euro.
Con la confisca, disposta dal Tribunale di Caltanissetta – Sezione Misure di Prevenzione, prosegue l’iter giudiziario iniziato nel mese di dicembre dell’anno 2011, con l’esecuzione del decreto di sequestro emesso, ai sensi della normativa antimafia,  dal Tribunale di Caltanissetta – Sezione per l’applicazione delle misure di prevenzione, a seguito della proposta per l’irrogazione della misura di prevenzione personale e patrimoniale avanzata dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta nei confronti di un operatore 62enne di Catania.
Il noto imprenditore, operante nel settore dei giochi mediante il noleggio di slot machines, la gestione di sale da gioco, l’affidamento di lotterie e la raccolta di scommesse anche a distanza, coinvolto già in numerose inchieste, tra cui quella denominata “Atlantide – Mercurio”, che ha decimato, con 24 arresti nel 2009, un clan gelese ed ha portato alla recente condanna dell’imprenditore a 4 anni di reclusione in 1° grado, da parte del Tribunale di Gela, e
quella denominata “Hermes” della DDA di Napoli che lo vedeva in strettissima correlazione con altro noto imprenditore, anch’egli operante nel medesimo settore contiguo a clan camorristici.
La complessa e laboriosa attività d’indagine, iniziata nel mese di luglio 2010, si è concretizzata, dapprima, nella dettagliata ricostruzione degli interi nuclei familiari – attuali e storici, delle parentele, nonché dei relativi rapporti relazionali dell’imprenditore e la successiva comparazione di questi con gli elementi investigativi emersi dalle indagini eseguite nei procedimenti penali che negli anni lo avevano coinvolto, uno dei quali ha, di recente, come anticipato, portato ad una prima condanna.
La penetrante attività investigativa di carattere economico-patrimoniale, incentrata sull’acquisizione e sull’analisi di un’enorme quantità di dati e notizie, ricavabili dalle banche dati in uso alla Guardia di Finanza, e dai rilevamenti effettuati presso i numerosi enti interessati, sia nella provincie di Caltanissetta e Catania che di altre regioni d’Italia, è stata effettuata anche con l’utilizzo dello strumento di ausilio investigativo denominato “Molecola”, validato dallo S.C.I.C.O.
AI termine degli accertamenti eseguiti congiuntamente dai militari dello S.C.I.C.O. e del G.I.C.O. di Caltanissetta, è stato possibile acclarare e segnalare alla locale D.D.A. l’esistenza di una netta sperequazione tra i redditi dichiarati e l’incremento patrimoniale accertato. La specifica analisi contabile eseguita ha, nella sostanza, consentito di evidenziare una marcata sproporzione del patrimonio direttamente e indirettamente posseduto dall’imprenditore.
Il Tribunale di Caltanissetta – Sezione Misure di Prevenzione – condividendo le tesi investigative segnalate nel tempo alla locale D.D.A., emetteva decreto d’urgenza a firma del Presidente della Sezione M.P. nei confronti dell’imprenditore e dei suoi familiari e collaboratori.
Il provvedimento di confisca eseguito, riguarda un totale di 16 società e decine  di punti operativi, attivi nelle città di Roma, Catania, Messina, Napoli, Modena e Massa, tutti operanti nel settore dei giochi mediante, il noleggio di slot machines, la  gestione di sale da gioco, l’affidamento di lotterie e la raccolta di scommesse anche a  distanza. La confisca odierna ha riguardato altresì conti correnti, disponibilità finanziarie e numerosi beni mobili ed immobili tra i quali due ville con piscina del valore  di 4 milioni di euro, numerose autovetture, una barca di 12 metri ed oltre 40 conti correnti e/o disponibilità finanziarie riconducibili al proposto direttamente o indirettamente tramite interposte persone.
L’importante risultato ottenuto dalla Guardia di Finanza nel delicato settore dell’aggressione ai patrimoni illeciti costituiti dalla criminalità organizzata, concretizza ulteriormente la strategia che vede il Corpo quotidianamente impegnato ad individuare  e segnalare all’Autorità Giudiziaria i capitali direttamente ed indirettamente riconducibili ad esponenti di “cosa nostra”. Dall’inizio dell’anno, infatti, il Nucleo di Polizia Tributaria di Caltanissetta ha inoltrato alla locale Magistratura proposte di sequestri beni per circa 16 milioni di euro, sottoposto a sequestro beni per circa 9 milioni di euro ed eseguito la confisca di beni per circa 290 milioni di euro.

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