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Caltanisetta. Slot machine illegali, arrestate 19 persone

In: Apparecchi Intrattenimento, Cronache

9 ottobre 2012 - 09:22


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Affi (VE). Via le slot dai luoghi pubblici e dai circoli

 

Treviso. Multa di 7mila euro per un bar che faceva giocare un minore alla slot

 

 Denunciato per frode telematica, incassava vincite non riscosse

(Jamma) Vasto giro di slot machine truccate. E’ in corso un maxiblitz antimafia nella provincia di Caltanissetta, condotto dagli uomini della Squadra mobile che hanno arrestato 19 persone mentre per altre 27 sono state emesse misure interdittive. In carcere anche due poliziotti, due finanzieri, un vigile urbano e una guardia penitenziaria. Le ordinanze sono state firmate dal gip di Caltanissetta Maria Carmela Giannazzo che ha accolto le richieste della Procura della Repubblica Dda.

L’indagine, iniziata oltre un anno e mezzo fa, ha fatto luce su un vasto giro di apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro truccati sul territorio. L’operazione, denominata ‘Le jeux sont faits 2’, come sottolinenano gli investigatori ha fatto emergere come Cosa Nostra, “mostrando spirito imprenditoriale, grandi capitali e visione industriale del business, sia riuscita quasi a monopolizzare il mercato delle macchinette appropriandosi anche di una ingente somma destinata all’Erario”. Tra gli arrestati anche un sostituto commissario di polizia, un assistente capo della polizia penitenziaria, un assistente capo della polizia di Stato, due marescialli della Guardia di Finanza e un vigile urbano. Indagati anche altri militari della Guardia di Finanza e alcuni dipendenti civili del ministero dell’Interno. Secondo i magistrati a capo del giro d’affari “molto ingente”, come dice il capo della Mobile Giovanni Giudice, ci sarebbero tre fratelli imprenditori, in carcere con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Gli altri arrestati sono accusati di corruzione, concussione e frode informatica. Per 19 degli arrestati é stata disposta la custodia in carcere, mentre agli altri due sono stati concessi gli arresti domiciliari. “L’organizzazione – spiega ancora Giudice che ha condotto l’indagine – ha monopolizzato il settore dei videogiochi, costringendo gli esercenti a installarli nei loro locali”. I 21 provvedimenti di interdizione dall’esercizio dell’attività di impresa sono state emesse in particolare emesse nei confronti degli esercenti di bar e circoli dove si trovavano posizionate le macchinette da gioco, alterate e non collegate con la rete dei Monopoli di Stato.

Beni di sospetta provenienza illecita, per un ammontare di cinque milioni di euro, sono stati sequestrati ad uno dei responsabili,  nell’ambito dell’operazione “Les Jeux sont faits” condotta dalla questura di Caltanissetta, nella quale sono state arrestate 21 persone, che ha permesso di scoprire una vasta truffa all’erario, con video giochi abusivi e slot-machine taroccate, nella quale si celavano gli interessi di Cosa Nostra e la complicità di esponenti infedeli delle forze dell’ordine. I sigilli sono stati apposti a tre società del gruppo nonché ad un’impresa individuale , tutte con sede a Caltanissetta; sequestrati anche un bar, quattro appartamenti, una villa, un negozio, tre autorimesse, due appezzamenti di terreno, tutti ubicati in territorio di Caltanissetta. Ed ancora: due appartamenti, undici quote di usufrutto su varie abitazioni e 23 quote di nuda proprietà su immobili, ricadenti nel comune di Campofelice Di Roccella, in provincia di Palermo. Sotto sequestro anche dodici autovetture di grossa cilindrata, sei motocicli e tre depositi di conto corrente bancario.



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