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“Calma e gesso”, una riflessione sul futuro della Newslot

In: Apparecchi Intrattenimento

27 dicembre 2014 - 09:14


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(Jamma) – Sentendo nei giorni scorsi vari colleghi ed operatori, per il consueto scambio degli auguri, al di là della preoccupazione più che legittima, visto quanto approvato nella legge di stabilità riguardo il settore, ho colto – scrive Patrizio Perla, noto operatore della Capitale – in diversi di loro una paura ed un disorientamento tale che come conseguenza ha una perdita totale di lucidità mentale che mi ha preoccupato seriamente.
E’ proprio per questo motivo che ho deciso di scrivere approfittando nella cortesia e disponibilità di questa testata, due righe affinché possano essere un contributo alla discussione ed alla pianificazione di un modus operandi per dare una giusta risposta all’attacco insensato di cui siamo stati fatti oggetto.
Come dicevo sopra ho sentito della corsa che stanno facendo tanti colleghi per poter dismettere il maggior numero di macchine in esercizio al 31/12/2014 in modo di dover pagare un importo inferiore a partire dal 01/01/2015.
Vorrei fare notare che la cifra richiesta di 500 000 000 di euro nella legge di stabilità, è una cifra fissa ed e perciò inversamente proporzionale ad un eventuale ripartizione sul numero di apparecchi in esercizio, quindi il costo per apparecchio sarebbe maggiore con la conseguenza di dover limitare ulteriormente il numero delle location che giustificherebbero un utile di esercizio.
Potrei dilungarmi sull’eventuale ripartizione prevista dei 500 000 000 di euro ovvero visto che si parla di comma 6 a e b, non è possibile considerare una cifra ” a pezzo” sommando le circa 400 000 AWP alle 56 000 VLP visto che l’introitato tra le due diverse tipologie di macchine è pressoché identico sarebbe come voler far pagare il bollo di una Ferrari come bollo di una Panda base.
Non voglio certamente fare considerazioni sull’opportunità di una più corretta suddivisione rispetto all’ utile prodotto come non voglio neanche discutere di un provvedimento a mio modesto parere illegittimo quale quello di poter intervenire, con una legge fatta da un governo della di cui legittimità nutro qualche dubbio, nei rapporti di diritto privato del contratto da noi firmato con il proprio concessionario di riferimento con il quale abbiamo apparecchi collegati.
Lungi da me il voler far politica o dispensare consigli ad alcuno, ma credo che sarebbe opportuno che qualche iniziativa legale fino alla costituzionalità della norma sia intrapresa da tutti i concessionari, invece di cercare di mollare il cerino acceso alla filiera, affinché vengano rispettati i termini delle concessioni ottenute non più di tredici mesi fa.
Queste sono solo le considerazioni personali che riguardano altri attori della filiera, per quanto ci riguarda credo che noi (prima gestori poi terzi incaricati alla raccolta ed ora parassiti che si approfittano ” di aggi e compensi anche senza corrispondere una vera attività lavorativa” ) anche volendo non possiamo soddisfare la famelica politica perché anche se dovrebbe smettere di calpestare la dignità di chi viene considerato numero e non persona deve sapere che la già elevata tassazione a cui siamo già sottoposti (dopo un utile delle 5,50% lordo), non ci permette di avere ulteriori risorse economiche da mettere a disposizione.

La mia proposta è questa:
dal 01/01/2015 lasciamo le slot accese per non incorrere in penali previste dai contratti in essere con il concessionario, svuotiamo gli hopper delle macchine e portiamo via i fondi cassa che sono immobilizzati negli esercizi, lo stesso facciamo con i cambia monete e cosi recuperiamo liquidità immediata per affrontare il momento.
Le slot senza gli hopper a livello non accetteranno monete, almeno che qualcun altro non abbia voglia di anticipare il proprio denaro, e quindi incasseranno zero.
L’obbligo che ci è stato imposto dalla legge di stabilità prevede che dal 01/01/2015 dobbiamo versare ai concessionario che provvederà successivamente a pagare quanto ci è dovuto tutto l’importo netto prodotto dalla macchina ovvero in meno out, nel nostro caso 0-0 = 0 cosi rispettiamo la norma scritta dallo scienziato di turno, che dovrebbe anche spiegarmi come nel frattempo dovrei pagare gli stipendi ai dipendenti, i fornitori, il commercialista, il gasolio etc., ma eviteremo un irreversibile indebitamento delle nostre aziende.
Valutando la raccolta media di questi ultimi mesi credo che si possa aprire una “trattativa” del valore in due quindicine superiore ai 500 000 000 richiesti.
Se consideriamo che l’importo richiesto è annuale, e se quest’anno conti alla mano abbiamo difficoltà già con l’aumento del preu dello 0,3 %previsto e già approvato precedentemente mi immagino che bagno di sangue sarà il prossimo anno dove a parte le ” minacce dell’articolo 14 ” della delega fiscale, andremo a trovarci con un numero inferiore di apparecchi installati,ed un calo sostanziale degli incassi vista la situazione generale, una limitazione sia degli orari di attivazione sia delle possibilità di installazione degli apparecchi visti gli orientamenti e le norme approvate dai comuni e dalle regioni e mai impugnati dal potere centrale.
I tempi sono certamente stretti ma vorrei richiamare tutti all’unità necessaria, vista la gravità del momento, con la speranza che una discussione ed un confronto serio, scevro da protagonismi e interessi di parte possano contribuire a difendere la dignità ed il futuro di chi fa con orgoglio un lavoro onesto, ha creato posti di lavoro, ha fatto da diga ,all’illegalità che è sempre stato male considerato ma che mai come oggi a visto la fine così immediata.
Patrizio Perla

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