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Calciobalilla multato perché senza autorizzazione. Il giudice di pace respinge il ricorso

In: Apparecchi Intrattenimento

8 ottobre 2014 - 11:20


calciobalilla-ragazzi

(Jamma) Di quel calciobalilla multato se ne era parlato molto. In alcuni casi anche a sproposito. Anche i big della politica nazionale avevano fatto a gara per commentare, per puntare il dito, per mettersi a favore di telecamera e sottolineare come fosse uno scandalo. Ovviamente la vicenda della sanzione contestata ad un esercente che aveva installato un calciobalilla senza le dovute autorizzazioni e imposte era apparsa assolutamente funzionale per scagliarsi una volta di più contro gli apparecchi da intrattenimento a vincita.
Ma quella vicenda è andata avanti, sbandierata come il simbolo della burocrazia che sta uccidendo l’Italia. Così non solo Stefano Ceolin, come riporta la Nuova Venezia, la multa dovrà pagarla. Ma dovrà anche scucire qualche soldo in più. In barba alla nuova legge regionale che introduceva gli “avvertimenti preventivi” approvata all’unanimità dal Consiglio regionale.
Il titolare de Il Palco martedì ha ricevuto la comunicazione che il giudice di pace ha rigettato il suo ricorso presentato a fine 2013 per la sanzione che gli era stata comminata per il calcio balilla senza autorizzazione (anche se senza fini di lucro). A determinare la decisione del giudice un vizio di forma: mancavano le marche da bollo nella documentazione relativa al ricorso contro il precedente rigetto da parte del prefetto. Quindi la sanzione lievita: 20% in più dopo il primo “niet”, ulteriore 20% in più dopo la seconda battaglia persa martedì.
Quindi dopo articoli di fuoco e interviste, per Ceolin si prospetta il pagamento di quasi duemila euro di contravvenzione a tre anni e mezzo dalla visita della polizia municipale nel locale. Ma sarebbe già stato annunciato un ricorso a organi di giustizia superiori: non è una questione di soldi, secondo l’esercente, bensì una questione di principio. Perché quel biliardino era a palle libere, quindi non poteva essere considerato “gioco d’azzardo” ma sicuramente , a nostro parere, apparecchio da intrattenimento e quindi quanto meno l’esercente avrebbe dovuto comunicare l’installazione con una DIA. Ma il signor Ceolin è di opinione diversa, per lui non c’era alcun bisogno di denunciarne il possesso al Comune.

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