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Bologna. Tar respinge ricorsi contro orari slot : “Tutela salute pubblica prevale su interesse imprenditoriale”

In: Apparecchi Intrattenimento, Diritto

27 gennaio 2016 - 18:54


tribunalen

(Jamma) Il Tar Regionale per la Emilia Romagna ha respinto tre diversi ricorsi con i quali si chiedeva la sospensiva delle ordinanze di altrettanti Comuni con le quali viene introdotta una nuova disciplina “degli orari di funzionamento degli apparecchi e consegni automatici con vincita in denaro disciplinati dall’art. 110 c.6 del TULPS, presenti in esercizi autorizzati ai sensi degli art. 86 e 88”.

I giudici hanno ritenuto che “la prevenzione della ludopatia rientra nell’ambito delle possibili misure di tutela della salute pubblica e, quindi, nella ordinaria competenza sindacale ex art. 50, comma 7, del TUEL (giurisprudenza prevalente), a prescindere dalla invocata legislazione specifica (statale e regionale) sul gioco lecito e dai poteri sindacali di urgenza e contingibilità;

che rispetto a tale finalità appare, ad una prima e sommaria delibazione, pertinente la regolazione degli orari di funzionamento degli apparecchi da gioco installati nel Comune;

che le rilevantissime percentuali di incremento di pazienti patologici rilevate dal SERT si riferiscono ad un ambito territoriale (Distretto Pianura Est) comprensivo del Comune intimato, per cui, anche ove non si tratti di utenti residenti nel medesimo, la misura è comunque giustificata dalla limitatezza dell’ambito e dalla prossimità e facilità di spostamento tra i Comuni che ne fanno parte;

che, sotto il profilo del danno, appare recessivo l’interesse imprenditoriale privato rispetto alle esigenze di tutela della salute, e non d’interesse del ricorrente il profilo della finanza pubblica”.

REPUBBLICA ITALIANA

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Emilia Romagna

(Sezione Prima)

ha pronunciato la presente

ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 3 del 2016, proposto da:

XXXXXX., rappresentata e difesa dagli avv. Maria Claudia Lepore, Marco Ripamonti, Carlo Baseggio, con domicilio eletto presso Carlo Baseggio in Bologna, Via Marconi N. 32;

contro

Comune di Pieve di Cento, rappresentato e difeso dall’avv. Paolo Bonetti, con domicilio eletto presso Paolo Bonetti in Bologna, Via Altabella 3;

per l’annullamento

previa sospensione dell’efficacia,

dell’ordinanza n. 17 del 15 ottobre 2015 emessa dal Comune di Pieve di Cento ad oggetto disciplina degli orari di funzionamento degli apparecchi e consegni automatici con vincita in denaro disciplinati dall’art. 110 c.6 del TULPS, presenti in esercizi autorizzati ai sensi degli art. 86 e 88, nonché di ogni atto presupposto, connesso e consequenziale;

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio di Comune di Pieve di Cento;

Vista la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;

Visto l’art. 55 cod. proc. amm.;

Visti tutti gli atti della causa;

Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 27 gennaio 2016 il dott. Alberto Pasi e uditi per le parti i difensori Carlo Baseggio, Patrizia Cocconcelli;

Ritenuto che la prevenzione della ludopatia rientra nell’ambito delle possibili misure di tutela della salute pubblica e, quindi, nella ordinaria competenza sindacale ex art. 50, comma 7, del TUEL (giurisprudenza prevalente), a prescindere dalla invocata legislazione specifica (statale e regionale) sul gioco lecito e dai poteri sindacali di urgenza e contingibilità;

che rispetto a tale finalità appare, ad una prima e sommaria delibazione, pertinente la regolazione degli orari di funzionamento degli apparecchi da gioco installati nel Comune;

che le rilevantissime percentuali di incremento di pazienti patologici rilevate dal SERT si riferiscono ad un ambito territoriale (Distretto Pianura Est) comprensivo del Comune intimato, per cui, anche ove non si tratti di utenti residenti nel medesimo, la misura è comunque giustificata dalla limitatezza dell’ambito e dalla prossimità e facilità di spostamento tra i Comuni che ne fanno parte;

che, sotto il profilo del danno, appare recessivo l’interesse imprenditoriale privato rispetto alle esigenze di tutela della salute, e non d’interesse del ricorrente il profilo della finanza pubblica (cfr. Cons. Stato, V, 2871/14 e TAR Emilia Romagna, II, 200/14);

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia Romagna (Sezione Prima) respinge l’istanza.

Condanna parte ricorrente alla rifusione delle spese di questa fase cautelare, liquidandole in € 1.000 (euro mille) oltre accessori di legge, in favore del Comune.

La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Bologna nella camera di consiglio del giorno 27 gennaio 2016 con l’intervento dei magistrati:

Giuseppe Di Nunzio, Presidente

Alberto Pasi, Consigliere, Estensore

Italo Caso, Consigliere

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 27/01/2016

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

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