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Bernardi scrive a Baretta: “Il caos regna sovrano”

In: Apparecchi Intrattenimento

14 aprile 2015 - 18:18


bernardinuova

(Jamma) – A seguito delle ultime pubbliche dichiarazioni del Sottosegretario Pier Paolo Baretta sull’applicazione della decurtazioni di aggi e compensi varata dal governo con la Stabilità 2015, Eugenio Bernardi scrive a Baretla la lettera seguente:

 

Egregio On.Baretta

 

Vedo che continua a ripetere quanto mi ha detto personalmente e mi pare abbia proprio ragione la giornalista di Jamma quando parla di “disco rotto”, nulla di nuovo ma leggendo i resoconti dell’ennesimo convegno sul gioco “Il rischio e la regola” a cui a partecipato ripetere lo stesso “mantra”.

 

 

Qui il rischio è che chi ci dovrebbe “regolamentare” non conosca le regole e leggendo l’ultimo DEF (in allegato le cifre) alla fine di tante belle parole volete solo i soldi, poi se per averli si scavalca qualsiasi norma di buon senso, oltre a quelle fiscali e costituzionali sancite dall’art.3 e 53 pazienza se si scassa un sistema, certo un pò sovradimensionato che ha portato però in 10 anni di gioco (mi riferisco soprattutto alle AWP dei bar) oltre 25 miliardi alle casse dello Stato che si è speso allegramente “spending cheerful” altro che “spending review” o tesoretti.

 

 

Mi pare di sentire il Presidente Renzi che disse rivolto ai sindacati “io ricevo e ascolto tutti – poi faccio come dico io” ( mi pare più una frase del celebre Marchese del Grillo…che qui non cito per pudore), anch’ella dice di ricevere tutti e di volere una proposta …

 

Io personalmente mi sono permesso di fargliela sia qualitativa che quantitativa ma non ne vedo traccia ne nelle bozze circolate ne nei suoi discorsi.

 

Come si possano chiedere 500 milioni annui di decurtazione degli aggi, con le continue applicazioni di norme regionali o comunali che riducono orari e possibilità d’installazione di apparecchi (i quei luoghi c’è stato un crollo degli incassi), dire poi che si debbano ridurre le AWP ( perché poi solo quelle) dei 80/100 mila unità (50 mila sono già state eliminate a fine anno grazie alla Legge di Stabilità), 1/4 di apparecchi in meno vuol dire, dei presumibili 3 miliardi di PREU delle AWP nel 2014, corrispondono a  800 milioni in meno, se sapete far di conto riflettete.

 

A oggi non dare un briciolo di dati, ADM lo scorso anno al 14 aprile 2014 aveva già pubblicato il Libro Blu, a oggi ancora nulla.

 

Volumi di gioco 2013/2012 estratti dal c.d “Libro blu”   – pdf (7.09 MB)

Dati sulla raccolta dei giochi 2012

Dati sulla raccolta dei giochi 2011

Dati sulla raccolta dei giochi 2010

Dati sulla raccolta dei giochi 2009

E’ questa la tanto sbandierata trasparenza di questo Governo, oppure avete paura che i dati dimostrino altre verità, ovvero il calo delle entrate delle AWP e forse il dato stabile per le VLT e gli altri giochi cosa hanno portato allo Stato, che non meritano la Vostra bramosia di denari?

 

I dati del DEF sui futuri introiti dei giochi AWP e VLT sotto riportati non sono reali ma da illusionisti o da predizioni astrologiche.

 

Alcuni anni orsono scrissi un pezzo sull’all’ora aumento del PREU : Il settore, o meglio il gestore non è una “mucca da mungere” non vorrei poi saltassero le quote latte (PREU) , tutto andasse a pallino e la mucca senza un  minimo d’erba giornaliera ricevesse il colpo di grazia e allora addio mercato produttivo delle “vacche”.

http://www.bernardieugenio.com/prova/ita/Documenti/20110628_2_Mucche%20da%20mungere%20%28senza%20l%E2%80%99erba%20il%20latte%20finisce%29.%20Di%20Eugenio%20Bernardi.pdf  – Scrissi all’ora e lo ribadisco ora:

“Non ho ancora capito se il compito di un Ministro delle Finanze sia quello di battere costantemente cassa o magari quello che in qualche convegno dice ovvero che la tassazione è troppo alta e l’indomani smentirsi nuovamente con misure draconiane.”

 

Da ex sindacalista poco le importa dei dipendenti delle 4 mila aziende di gestione e oltre 200 di produzione che ora sono letteralmente ferme (tralasciando la rimanente filiera), viste le incertezze causate dal comma 649 dell’art.1 Legge 190 e visto che continua a ritenere una opportunità il cambio macchine AWP con un sistema da remoto, inconcigliabile come Le ho già detto e scritto, con un tipo di gioco con ciclo chiuso, chi mai avrà i soldi per acquistare quel prodotto se mai uscirà? Vedo che persivera errando, quindi alla Sua stregua persisto anch’io nel dichiararle tutta la mia amarezza di operatore del gioco lecito.

 

La prego infine di rispondere alla mia mail sotto riportata, fulcro di tutto il caos che ha prodotto il comma 649 dell’art.1 Legge 190, altrimenti anche chi volesse pagare non sa come procedere fiscalmente perché secondo un’opinione diffusa la certezza del diritto è quella che non lascia alcun spazio all’interpretazione. Ora, il diritto tributario è un diritto come tutti gli altri. Sicché non si può stabilire a priori quanta parte di esso resti affidata alla interpretazione.

 

Senza fiducia e senza certezza non c’è sviluppo e senza sviluppo non c’è futuro.

 

Distinti saluti Eugenio Bernardi

 

PS Le richiedo:

 

A tale riguardo le faccio la domanda chiave che tanti gestori e i loro commercialisti si stanno ponendo ( non certo i concessionari ): ma questi denari da riversare ai concessionari a loro richiesti dal comma 649 dell’art.1 Legge 190 ( 200 o 500 milioni che siano e dopo il pronunciamento del TAR Lazio che non ha concesso la sospensiva e che dalle Sue dichiarazioni stampa chiede insistentemente), come si devono imputare in contabilità?

Questa “decurtazione degli aggi”, che altro non sono che residuo della raccolta, del comma 649 art.1 della Legge di Stabilità come la si imputa fiscalmente?

 

Ci dite non essere una tassa ( non è PREU e cos’è?) gli viene però assegnato un codice tributo [i]  mediante il modello F24 Accise, della somma in parola, la risoluzione 28/E/2015 del 18 marzo 2015 istituisce il seguente codice tributo:– 5388 denominato “Versamento di cui all’art. 1, c. 649, della Legge 23/12/2014, n. 190”, come deve essere inquadrato fiscalmente questo che l’Agenzia delle Entrate e anche ADM non definisce e che definirei  “balzello patrimoniale retroattivo”richiesto per interposto soggetto , al concessionario ma che pagherà nella quasi totalità il gestore , visto che il riferimento temporale è agli apparecchi installati alla data del 31/12/2014 indipendentemente che questi abbiano lavorato un giorno, un mese o l’intero anno e già di per sé non mi pare corretto questo modo impositivo “una tantum”.

 

Retroattivamente si chiede una riduzione di quanto percepito nel 2014, in base a contratti che non lo prevedevano e da versare nel 2015 a chiusura di bilanci (30 aprile – è anche data di scadenza della 1a rata) e viene richiesta una rinegozazione ma per il futuro e quindi per il 2015, (dove al 31 ottobre dovrebbe scadere la 2a rata sempre riferita al 2014).

Manca la portabilità dei nulla osta di messa in esercizio come si possono attuare nuovi contratti se non si da la possibilità ad un gestore di recedere e di poter passare massivamente ad altro concessionario??

 

Deve essere contabilizzata per cassa o per copetenza, penso la seconda, visto che i concessionari spalmano ai gestori gli importi (un una tantum giornaliero sotto la voce comma 649 art.1 della Legge di Stabilità)senza comunque il rinnovo di alcun contratto e li richiedono solo sugli apparecchi attivi al 31/12/2014 e non anche su quelli installati successivamente dal 1°gennaio 2015 e se si dismette un apparecchio viene richiesta in toto la cifra di 1.207 euro in funzione sempre del comma 649 art.1 della Legge di Stabilità.

Ma se così è, come fa un gestore a richiedere lo storno di quanto ha già percepito ad un esercente che avesse cessato la propria attività il 31/12/2014 o anche precedentemente a tale data?

Chi ha scritto quella norma sa cos’è la partita doppia, sa come si chiudono dei bilanci, sa che le norme una tantum e retroattive sono incostituzionali (Non vorrei facessimo la fine della Robin tax?? )?

So che i quesiti che le ho posto sono da richiedere all’Agenzia delle Entrate, ma vista la carica che ricopre all’interno del MEF e visto che nelle bozze di Delega fiscale compaiono svariate ipotesi, per una corretta informazione al contribuente ( non al suddito) e in vista della scadenza della prima rata del 30 aprile 2014, sarebbe bene conoscere correttamente il modus operandi, perchè poi non accada che l’Agenzia delle Entrate a posteriori, come tante volte in passato è accaduto, contesti l’applicazione fatta dal contribuente.

 

[i] tributo Nell’antica Roma, contribuzione obbligatoria dei cittadini allo Stato, pagata in rapporto al censo e prelevata per tribù (donde il nome). Il termine ha poi assunto significato più ampio, per indicare ora un’imposizione pagata dal suddito al signore e dal cittadino allo Stato, ora un’imposizione pagata da principe a principe o da Stato a Stato. Oggi, denominazione generica di qualsiasi prestazione in denaro dovuta dai cittadini allo Stato e agli altri enti pubblici e cioè imposte generali e speciali, erariali e locali, sovrimposte, tasse e contributi obbligatori.

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