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Barbieri (ASCOB) sulle SLOT: “Confrontiamoci con responsabilità per affrontare insieme questa fase difficile del settore del gioco legale”

In: Apparecchi Intrattenimento

5 gennaio 2015 - 18:27


barbieri

(Jamma) – “Per fare autocritica credo non sia mai troppo tardi; abbiamo tentato di difendere il settore trasparente del gioco pubblico e così di contrastare la cancrena del gioco illegale, ma oggi non possiamo che registrare il fallimento di questo tentativo, che coinvolge tutti gli operatori del settore, a partire dai grandi concessionari (che sono pochi) per finire coi singoli gestori (che sono tantissimi), passando attraverso le loro associazioni di categoria (piccole o grandi che siano)”.

Così commenta la Legge di Stabilità 2015 Salvatore Barbieri, presidente dell’ASCOB, che rappresenta un numeroso gruppo di gestori di sale bingo.

E prosegue:” La legge di Stabilità 2015 incide pesantemente sulle attività di raccolta del gioco pubblico con una forte riduzione di aggi e compensi, perseguita attraverso la modifica autoritaria di contratti e convenzioni in corso, e quindi “violentando” i diritti delle aziende attive nell’esercizio della raccolta pubblica del gioco. Il che porterà inevitabilmente ad un aumento esponenziale del contenzioso interno e comunitario, pur consapevoli che, nel frattempo, dovremo cercare di adeguarci, nei limiti del possibile, alla nuova normativa, che è ormai legge dello Stato”.

“Lo Stato” – continua Barbieri – “ha già ripetutamente aumentato il prelievo erariale unico sulle Newslot e sulle VLT, violando gli accordi e gli impegni presi con i concessionari con il DL 39/2009, sulle cui previsioni erano stati costruiti i business plan e realizzati gli investimenti delle aziende del settore. Per non parlare della persecuzione in corso in molti comuni ad opera delle norme locali ‘antislot’, che ormai prevedono soglie di distanza dai così detti luoghi sensibili, stabilite spesso in termini cervellotici ed incomprensibili e che di fatto impediscono di esercitare il gioco legale in quasi tutti i centri storici, dove è praticamente impossibile distanziarsi sufficientemente da una scuola, una parrocchia, o una chiesa, e ciò senza pensare che l’attività delle sale bingo si esercita soprattutto nelle ore pomeridiane, serali e notturne, quando i così detti luoghi sensibili sono ovviamente chiusi e comunque non frequentati”.

Prosegue Barbieri: “Ora interviene questo nuovo balzello, per il quale i 13 concessionari nazionali sono obbligati a versare allo Stato 500 milioni, ed i concessionari sono autorizzati a trasferire il prelievo sui proprietari e sui gestori degli apparecchi, i quali, in deroga ai contratti liberamente sottoscritti coi concessionari, dovranno trasferire ai concessionari tutto il ricavato, dedotti i premi pagati, per poi ricevere, chi sa quando, ciò che residuerà dopo che i concessionari avranno versato allo Stato i 500 milioni stabiliti. Ovviamente, ci saranno ricorsi a pioggia, ma intanto concessionari, proprietari degli apparecchi e gestori delle sale dovranno pagare tutto e subito, senza neppure sapere se riusciranno a coprire i costi di gestione. Una miscela micidiale!”
“Ciò che soprattutto lascia perplessi – afferma il presidente ASCOB – è che, per incassare quella somma, la legge consente ai 13 concessionari la possibilità di modificare a loro piacimento i contratti privati in corso coi proprietari degli apparecchi e coi gestori delle sale, circa 150.000 persone e società; e se non ci saranno, nei concessionari, forti dosi di razionalità, comprensione ed equità per fare fronte ai nuovi impegni, sarà difficile che il settore possa superare questo passaggio epocale, ed entrerà in una crisi irreversibile, che, alla fine, si rivolgerà anche contro lo Stato, che dal gioco legale incassa somme considerevoli che potrebbero venire meno, favorendo al contempo il proliferare del gioco illegale, che ai cittadini toglie molto e che allo Stato non dà nulla”.

“Già alcuni concessionari hanno proposto misure attuative (ulteriore 2% sulla raccolta, oppure 1.200 euro per apparecchi) che sembrano iugulatorie e comunque arbitrarie, e ciò ancora prima che l’ADM abbia emesso il relativo decreto attuativo, mentre manca qualsiasi giustificazione matematica della distribuzione a cascata sulla filiera del gioco.
Nel frattempo, la rinegoziazione dei contratti in corso, firmati appena un anno fa e validi per 9 anni, dovrà farsi ‘al buio’, quando ancora non sono state emanate le disposizioni attuative in esecuzione della Legge di delega n. 23-2014, che, entro il prossimo mese di marzo, dovrebbero riorganizzare tutto il settore del gioco legale, anche con riferimento ai vincoli introdotti dagli enti locali; solo dopo sarebbe possibile fare qualche previsione economica circa la capacità reddituale di ogni apparecchio installato nelle sale di gioco”.
“I dati ufficiali relativi al ‘parco apparecchi’ installato del 2014 non sono ancora disponibili – avverte Barbieri – e le previsioni che erano state fatte vanno ridimensionate alla luce dei tanti provvedimenti regionali e comunali adottati per espellere il gioco pubblico dai maggiori centri urbani. Un fenomeno che fa registrare gli effetti più eclatanti nelle regioni dove storicamente è sempre stata più consistente la raccolta del gioco, come in Lombardia, Trentino Alto Adige, Liguria, Piemonte, Lazio, Emilia Romagna, Veneto”.
“In base ai dati pubblicati nel Libro Blu 2013 della Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – spiega Barbieri – la riduzione dei guadagni per gli operatori della filiera potrebbe essere sopportabile (v. tabella), ma io penso che solo con una grande dose di ottimismo si può sperare che la riduzione della raccolta si fermi al 20%, anche se temo che andrà molto oltre.
E tuttavia, questo dato si basa su una serie di ipotesi, tutte da verificare: e cioè, che i provvedimenti adottati dagli enti locali non abbiamo avuto conseguenze sulla raccolta, che la contingenza economica non abbia ridotto la spesa dei giocatori, e, soprattutto, che la rinegoziazione dei contratti tra gli attori del comparto avvenga con una ripartizione equa del sacrificio che il settore è costretto a subire”.
E conclude: “Ed è per questo che, come presidente dell’ASCOB, rivolgo un accorato appello a tutti i protagonisti della filiera perché accettino di agire con prudenza e razionalità, senza imposizioni autoritarie, per evitare che il settore del gioco legale entri in una crisi irreversibile, dalla quale non si risolleverà più, in danno dei cittadini e dell’Erario”.

 

Dal Libro Blu della Agenzia delle Dogane e dei
Monopoli per l’anno 2013

AWP – Newslot VLT – Videolotterie TOTALE
Raccolta 25442 22085 47527
Spesa dei giocatori 6230 2779 9009
Erario 3229 1104 4333
Aggio alla filiera (Ricavi) 3001 1675 4676
Apparecchi 410688 50662 461350
Addizionale per apparecchio da suddividere tra concessionario,
esercente e proprietario degli apparecchi
1084 euro che diviso in tre parti uguali significa 362 euro per
ogni attore della filiera.
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