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SAPAR chiede alla SIAE un accordo per ridurre l’importo dei diritti tv in un locale pubblico

In: Automatico

18 luglio 2014 - 09:26


saparsede

(Jamma) –  «I costi e le tante eccezioni previste dal regolamento, che possono indurre all’errore, non ci sembrano più al passo con i tempi. Viste le convenzioni già esistenti stipulate con SAPAR per la riproduzione di musica di ambiente attraverso juke box e altre piattaforme, abbiamo chiesto alla SIAE di aprire un confronto e stipulare un accordo per ridurre l’importo dei diritti che gli associati devono versare allo scopo di installare una tv in un locale pubblico». Ad annunciarlo è il segretario nazionale dell’Associazione SAPAR, Corrado Luca Bianca.
Installare un televisore all’interno di un esercizio pubblico può costare caro, fino a 2.142,23 euro per un solo apparecchio, a seconda delle dimensioni del locale e della tipologia dell’attività. Una parte di questo importo è dovuta alla RAI, un’altra al consorzio SCF (che rappresenta i fonografici), e infine c’è la quota SIAE. La Legge 22 aprile del 1941 numero 633 stabilisce che coloro che intendano installare uno o più apparecchi in locali adibiti a pubblici esercizi sono tenuti al versamento di un compenso annuale variabile alla Società Italiana degli Autori ed Editori. Per fare qualche esempio, per un televisore da 40 pollici in un locale di terza categoria, con superficie compresa tra 101 e 200 metri quadrati, si pagherà 467,33 euro, tra quota, diritti di segreteria e IVA. L’importo varia anche in base alle dimensioni dello schermo: fino a 37 pollici è previsto il pagamento della quota base, oltre addirittura raddoppio. Inoltre, se il gestore installa altri schermi indipendenti, pagherà le quote base SIAE per ogni apparecchio. Se invece i monitor sono semplicemente collegati e trasmettono le stesse immagini, corrisponderà una maggiorazione del 10 per cento dei diritti SIAE (per locali di dimensioni fino a 800 metri quadrati).
«Considerando soprattutto il periodo economico difficile vissuto dalle aziende, proporremo di rivedere alcune condizioni come il raddoppio della quota base in caso di televisore superiore ai 37 pollici, e di prevedere il pagamento dei diritti annuali in due o più soluzioni», ha concluso Bianca.

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