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Apparecchi da intrattenimento. Mai come ora è stato più corretto denunciare lo “stato di crisi”

In: Apparecchi Intrattenimento

10 ottobre 2012 - 09:51


risalirelacrisi

(Jamma) – La situazione di mercato degli apparecchi da intrattenimento comincia a farsi veramente difficile. Sono rimaste solo 378.812 le Newslot in esercizio, contro 415.024 nulla osta nelle disponibilità degli operatori che attendono la chiusura ufficiale delle procedure per l’assegnazione definitiva delle concessioni. Una assegnazione definitiva che porterà altri diritti per l’istallazione di apparecchi videolottery mentre il mercato fornisce da tempo segnali molto evidenti: non c’è spazio per altre sale VLT e, infatti, il numero totale dei terminali scende a 44.735 unità a fronte di circa 57.000 diritti assegnati e pagati da almeno tre anni.

Anche se per ogni terminale VLT lo Stato ha incassato 15.000 euro prima della concessione del diritto, nelle previsioni in entrata il precedente governo aveva fatto affidamento sull’ingente gettito derivante dagli apparecchi in esercizio che, è superfluo ricordarlo, contribuiscono all’Erario con una imposta diretta di aliquota percentuale agganciata alle somme giocate.
Se non incassano non versano imposte
In questo contesto, mentre diminuiscono gli apparecchi installati e i flussi delle giocate, in Parlamento i politici discutono per ridurre ancora il volume di affari del gioco, per limitare le installazioni e dirottare ulteriori somme da decurtare ai guadagni delle aziende del comparto per la cura di patologie, per l’assistenza a popolazioni colpite da calamità naturali, per lo sport o per i cavalli… e per ogni stato di crisi.
Se le decisioni sul comparto non tornano ad essere impregnate di razionalità e competenza questa volta si rischia veramente il crash di sistema e tutte le logiche conseguenze che ne derivano compresa la deriva verso un ritorno della gestione clandestina dei giochi da parte di realtà sconosciute al fisco e magari criminali.
I nuovi apparecchi Newslot
Su questo quadro incide anche un pericoloso progetto di decreto che definisce le caratteristiche tecniche per una terza generazione di apparecchi sulle quali da tempo si confrontano le maggiori associazioni del settore. Anche ieri c’è stato un incontro del tavolo di confronto dal quale i rappresentanti sono usciti con profonde divergenze e dal quale giungono notizie confuse circa la possibilità di implementare determinate specifiche progettate dai tecnici di AAMS. L’unica sicurezza è l’assoluta ignoranza circa i tempi necessari all’attuazione e sulla effettiva fattibilità del progetto di decreto.
E le concessioni…
Intanto gli aspiranti concessionari e i loro stakeholder sono pressati dalla burocrazia e dalle nuove disposizioni sulla sicurezza, sulla fiscalità di settore e sulle nuove regole per la circolazione del denaro contante.
Quando le nuove concessioni saranno realtà, a partire dal primo giorno e senza la previsione di alcun periodo transitorio, dovranno essere rispettate le disposizioni sull’Elenco, i nuovi contratti, la certificazione della raccolta, l’antiriciclaggio. Questo rappresenta un investimento importante per un sistema pubblico in regime di concessione ma tutto dovrà essere fatto in competizione con una concorrenza spietata fuori dal sistema oltre a quella di sistema. Le aziende del comparto saranno in grado di superare tante difficoltà? Avranno il coraggio di investire in un mercato governato dall’incertezza e limitato dal sistema concessorio?

Sono informati di questo i responsabili della nuova Agenzia delle dogane e dei monopoli?

m.b.

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