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AGGE: vogliono effettuare un licenziamento collettivo di 4000 aziende italiane

In: Apparecchi Intrattenimento

3 marzo 2015 - 09:00


agge

(Jamma) – In attesa dell’imminente Consiglio dei Ministri che discuterà gli ultimi dettagli della Delega Fiscale, A.G.G.E. Sardegna torna a far sentire la propria voce attraverso questo comunicato rivolto sia alle istituzioni che a tutti gli attori della filiera del gioco lecito in Italia (produttori di schede produttori di macchine e di ricambi rivenditori e gestori).


Se, come da giudizi di singoli politici e fuga di bozze incontrollate, dovesse passare la delega fiscale così com’è oggi ci sarebbe l’esclusione di quasi tutte le aziende italiane per non dire tutte dal mercato del gioco legale a beneficio di qualche produttore estero. Con la scusa che le nostre macchine non sono sicure, stanno cercando di convincerci che è giusto sostituirle con le MINI VLT, quando, chiunque con un minimo di conoscenza della materia, sa per certo, che in tema di sicurezza, questo è totalmente sbagliato, le VLT o MINI VLT che siano non sono più sicure delle nostre AWP, sebbene vi siano ulteriori margini di miglioramento e a riguardo le proposte di certo non mancano.
Vogliono pian piano farci togliere le AWP imponendo l’art. 88 TULPS in sostituzione dell’art.86, ovvero complicare e confinare ulteriormente ESERCENTI E GESTORI più di quanto non lo siano già attualmente. Il numero delle AWP collocate in esercizio è vero andrebbe ridotto e questo potrebbe avvenire con un nuovo contingentamento più restrittivo e selettivo ma senza andare a modificare l’impianto autorizzatorio. Inoltre alla diminuzione di AWP deve necessariamente ed opportunamente corrispondere una diminuzione di concessioni delle VLT ad esse correlate.
Le AWP devono ritornare ad essere progettate come apparecchi da intrattenimento (quali erano in origine) e non d’azzardo, il restyling necessariamente dovrebbe trasformarle in “MINI AWP” nel rispetto di alcuni punti, come di seguito elencati:
AWP: Diminuire la percentuale di perdita del giocatore dall’attuale 26 % al 20 o addirittura al 10% per rendere sempre più apparecchi da intrattenimento e farle rimanere nell’art. ex 86 TULPS.
Le tasse da pagare rimarrebbero il 60% del cassetto contro il 40 % destinato alla filiera così come per le VLT, che con una percentuale del 50 % del cassetto come prevede la delega, non è giusto siano tassate meno delle SLOT.
Un altro aspetto anomalo, tra l’altro contrario ai principi Costituzionali, sta nella limitazione al diritto d’impresa di quanti desiderano esercitare tale attività con meno di 200 apparecchi. È una regola pressoché paradossale perché precluderebbe la libertà d’impresa e l’ingresso ad eventuali nuovi imprenditori (giovani) intenzionati ad entrare nel mercato.
Altro, punto cui teniamo a sottolineare riguarda il tema del gioco patologico. Numerosi studi e ricerche nonché esperienze quotidiane evidenziano che i giocatori più a rischio ludopatie sono quelli che giocano in solitudine e le cosidette Gaming Hall ovvero ambienti dedicati ed appartati ne aumentano la diffusione.
Le MINI VLT rispecchiano la tipicità delle VLT ovvero tematiche d’azzardo e quindi da CASINÒ (tra l’altro la loro progettazione e tecnologia non è made in Italy) ovvero azzardo ad alto costo ed alto rischio dipendenza. Le “nostre” MINI AWP (made in Italy) al contrario devono offrire intrattenimento a basso costo.

 

 

Manca pochissimo tempo purtroppo alla ratifica di questa dannosa e impropria Delega Fiscale che colpisce ancora una volta pesantemente la nostra categoria. È giunto quindi il momento di esternare in tutte le sedi opportune il nostro profondo dissenso. Chiediamo a tutti i Gestori d’Italia di seguirci, di unirsi a noi in questa dura battaglia prima che sia troppo tardi e prima che il rischio di perdere tutto oltre al nostro lavoro diventi un’amara e insanabile realtà.
Per questo, vi invitiamo a troviamoci tutti quanti a Roma Venerdì 06 marzo 2015 – presso RINALDO ALL’ACQUEDOTTO, Via Appia Nuova, 1267, – 00178 Roma – per discutere nel merito di queste ed altre proposte da avanzare o se del caso valutare vista la gravità della situazione, di cominciare ad organizzare una manifestazione dove tutti e sottolineiamo tutti devono partecipare.

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