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Addizionale dei 500 milioni: nella migliore ipotesi il governo ne incasserà meno di 350, tolte le perdite IRPEF, IRES e IRAP

In: Apparecchi Intrattenimento

5 marzo 2015 - 14:37


imposte

(Jamma) – Come è noto la legge di Stabilità impone una decurtazione di aggi e compensi destinati alla remunerazione delle aziende che si occupano della raccolta dei giochi con apparecchi Newslot e VLT.

La norma è stata scritta così male che ancora non si riesce a trovare il modo di applicarla e pensare che dalla sua applicazione dipende il destino delle aziende di settore:
dei concessionari chiamati a pagare un importo insostenibile, che supera spesso il valore delle loro società, per questo costretti a sperare di rinegoziare rapidamente i contratti con i terzi incaricati per spalmare l’importo richiesto sui loro stakeholders;
degli esercenti che in questo momento di crisi non ne vogliono sapere di contratti che riducono i loro introiti, piuttosto tolgono gli apparecchi dal loro esercizio;
dei proprietari degli apparecchi che non possono rispondere della decurtazione da operare agli aggi dell’esercente e che, comunque, non riescono a sopportare questa ulteriore “tassa”.
La Stabilità pone in “stallo” un intero settore e il rimedio che si tenta di adottare con la legge di Delega Fiscale – incremento di imposta e applicazione sul margine, poi sostituzione totale degli apparecchi – rischia di peggiorare la situazione. La Delega sostanzialmente impedisce alle aziende di sperare, di “digerire” la riduzione dei guadagni come una forma di investimento per il futuro. Viene percepita, appunto,  come l’ultima estorsione…
Quello che stupisce, infine, è che nessuno sembra aver ben compreso la natura del provvedimento. Nelle richieste avanzate dai concessionari ai terzi incaricati della raccolta infatti – oltre a minacce più o meno velate che non avranno conseguenze fino a quando saranno in vigore i vecchi contratti – c’è la convinzione che la Stabilità abbia introdotto una patrimoniale di circa 1.200 euro a Newslot. Ma non è così, si tratta di una riduzione di aggi e compensi, cioè degli utili della aziende interessate che, comunque se mai riusciranno a sopravvivere a questo provvedimento irresponsabile, non verseranno alla amministrazione pubblica gli importi corrispondenti di IRES e IRAP su quelle cifre decurtate.

 

Quindi, considerando il conseguente minor gettito del 27,5% di IRES , le riduzioni di IRPEF e il 4/5% di IRAP (soldi per la sanità e per curare le dipendenze), lo Stato incasserà meno di 350 milioni con questa scellerata iniziativa.

 

Circa gli importi della ripartizione della decurtazione di aggi e compensi, in attesa dei dati contabili del 2014, rimandiamo all’articolo: Stabilità 2015, tre punti fermi per non lasciarsi prendere dal panico

m.b.
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