Pagnoncelli (Pdl): “Contro il gioco, il Ministero dell’Economia batta un colpo e lo faccia presto”

(Jamma) “Adottare ogni iniziativa, volta ad attuare puntualmente i principi e gli impegni assunti nella XVI Legislatura con la conversione del decreto-legge n. 158 del 2012, al fine di rendere più efficace e incisiva l’azione di contrasto alla ludopatia e a proseguire nella promozione di iniziative di sensibilizzazione circa i rischi collegati al gioco e di azioni restrittive, oltre che di controllo e monitoraggio, dirette ad arginare il fenomeno del gioco, soprattutto ad opera dei minorenni più facilmente condizionabili e suscettibili, e nei quali la tendenza alla dipendenza è molto più alta”. E’ la richiesta presentata nella mozione del pdl firmata dal senatore Marco Pagnoncelli al Senato; una delle cinque mozioni sul gioco d’azzardo su cui questo pomeriggio si sta confrontando l’Aula del Senato.

“Non possiamo tollerare il contesto in cui si sviluppa il gioco illecito – ha chiarito Pagnoncelli – Non passa giorno in cui non vengono denunciati sequestri di slot machine e videopoker. Il governo Monti ha provato timidamente a regolamentare il settore in materia di divieti pubblicitari, ma in attesa di veder attuate le prime iniziative già approvate si registra ugualmente una esplosione di pubblicità del gioco d’azzardo.

Da quanto emerge dagli ultimi dati dello studio Ipsad (Italian population survey on alcohol and other drugs) dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa, nei 3 anni dal 2008 al 2011, la percentuale di persone tra i 15 e i 64 anni che ha puntato soldi almeno una volta su uno dei tanti giochi presenti sul mercato (Lotto, Supernenalotto, Gratta e vinci, scommesse sportive, poker on line) è passata dal 42 al 47 per cento. Si tratta di circa 19 milioni di scommettitori, di cui ben 3 milioni a rischio ludopatia, soprattutto uomini, disoccupati e persone con un basso livello di istruzione; dai dati registrati, emerge la crescita, anche tra gli adolescenti, della “febbre del gioco”: ammonta a di un milione il numero di studenti che hanno riferito, nel 2012, di aver puntato denaro sui giochi e, nonostante una chiara legislazione restrittiva per i minori, risulta che ben 630.000 under 18 hanno speso almeno 1 euro giocando d’azzardo; secondo l’indagine condotta dall’Ipsad, che ha coinvolto 45.000 studenti delle scuole superiori e 516 istituti scolastici di tutta la nazione, nell’ultimo anno il 45,3 per cento degli studenti ha puntato somme di denaro. Ad essere maggiormente coinvolti nel gioco risultano essere i ragazzi (55,1 per cento contro il 35,8 per cento delle ragazze) e si stima che siano 100.000 gli studenti che già presentano un profilo di rischio moderato e 70.000 quelli con una modalità di gioco problematica; dai recenti dati elaborati dall’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, emerge per il comparto giochi una raccolta di 62 miliardi e 355 milioni di euro nel periodo gennaio-ottobre 2012, l’esistenza di 400.000 apparecchi da intrattenimento e 6.181 locali o agenzie autorizzati, frequentati da 15 milioni di giocatori abituali; a questo occorre aggiungere che spesso esiste un nesso sempre più stringente tra crisi economica e gioco che può diventare un potente catalizzatore di malessere e di sfiducia; il mercato del gioco è un settore in costante ascesa e il numero dei “malati d’azzardo” è destinato pertanto a salire in proporzione al fatturato, alla varietà dell’offerta, all’attrattività del gioco; ciò che maggiormente preoccupa è che si è di fronte ad una “nuova malattia sociale” che, sovente, genera fenomeni di disgregazione familiare e di impoverimento totale, oltre ad un aumento esponenziale del rischio di cadere nel gravissimo fenomeno dell’usura ed in patologiche dipendenze; il gioco sta diventando sempre di più una vera e propria illusione di guadagno facile per molte famiglie che si indebitano a causa della dipendenza, e per molti giovani e ragazzi che riservano molta più fiducia nei giochi e nelle slot machine rispetto alle istituzioni; nel nostro Paese, analogamente a quanto successo in altri Paesi dell’occidente, l’offerta di giochi d’azzardo è in continuo aumento ed è sempre più diversificata, tanto che quella che in passato era un’abitudine riguardante una ristretta fascia di persone è, di fatto, divenuta alla portata di tutti; l’articolo pubblicato su “Avvenire” il 13 giugno 2013 riporta i dati preoccupanti elaborati dalla Consulta Nazionale delle fondazioni e associazioni antiusura, in base ai quali la dedizione ossessiva a slot machine, videopoker e gratta e vinci sottrae ogni anno 70 milioni di ore lavorative e dirotta almeno 20 miliardi di euro dall’economia reale, cancellando così 115.000 posti di lavoro;

“le nuove slot machine hanno totalizzato 28 miliardi di giocate, pari a oltre 46 milioni di ore passate a schiacciare tasti; 5 miliardi le giocate alle videolottery (8,3 milioni di ore); 2,2 miliardi per le “grattate” sui gratta & vinci (quasi 37 milioni di ore); 15 miliardi le giocate on line (circa 167 milioni di ore); 35 miliardi le giocate a lotto, superenalotto e altri giochi tradizionali (230 milioni di ore). Totale: 49 miliardi di operazioni di gioco, pari a 69 milioni 760.000 ore perse inseguendo un miraggio”; secondo il sociologo, inoltre, l’azzardo “drena risorse ai consumi, già in forte contrazione”: se nel 2012 sono stati 90 i miliardi giocati, tenendo conto del pay out, cioè le vincite, sono almeno 20 i miliardi di euro sottratti al commercio e ai servizi destinati alla vendita. Lo studio ha anche calcolato il “potenziale di occupazione dissipato dalla spesa per giochi, valutabile in circa 90.000 addetti nel commercio e servizi e circa 25.000 addetti nell’industria”;

occorrono mezzi adeguati – ha concluso – perché nel più breve tempo possibile possano essere approvate e attuate le disposizioni citate, per evitare che il fenomeno della ludopatia aumenti, l’emergenza legata al fenomeno della ludopatia è stata spesso denunciata, anche di recente, dagli organi di stampa, dalle associazioni di volontariato e da enti che operano per fronteggiare tali forme di dipendenza. Carissimo Ministero dell’economia, batti un colpo, possibilmente subito e presto!”.