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Riordino del gioco fisico: anche con il decreto sarà necessaria una proroga delle concessioni di due o tre anni

Mentre il calendario politico continua a restringersi e la scadenza della delega fiscale del 29 agosto si avvicina, il riordino del gioco fisico resta ancora privo dell’ultimo tassello indispensabile: l’intesa sui contenuti del decreto, e non solo all’interno della stessa maggioranza di Governo. Senza questo decreto legislativo destinato a ridisegnare l’intero comparto terrestre non potranno partire le procedure per il rinnovo delle concessioni della rete retail.

Negli ultimi mesi il confronto tra tecnici, Mef, istituzioni e politica ha registrato diversi passaggi, con la definizione di una bozza di accordo e un lavoro tecnico volto a trovare un equilibrio tra le esigenze erariali dello Stato e le richieste degli enti territoriali, da anni favorevoli a mantenere ampi margini di autonomia nella regolazione degli orari e della distribuzione territoriale dei punti di gioco. L’intesa, tuttavia, non è ancora stata formalizzata.

Il tempo a disposizione è ormai limitato. La legge delega sul fisco scade il 29 agosto e, salvo una rapida approvazione del decreto, il rischio è che il riordino del gioco fisico rimanga ancora una volta incompiuto, dopo che quello dell’online è già entrato nella fase attuativa.

Anche nell’ipotesi più favorevole, cioè quella di un’intesa raggiunta nelle prossime settimane, il percorso verso le nuove concessioni non sarebbe comunque immediato.

L’esperienza della riforma dell’online offre un’indicazione piuttosto chiara delle tempistiche necessarie. L’accordo politico sul nuovo sistema concessorio fu raggiunto nel marzo 2024, ma il bando arrivò solo mesi dopo e il nuovo regime prese concretamente forma nel novembre 2025, con un intervallo di circa venti mesi tra la definizione delle regole e il rilascio delle nuove concessioni.

Per il comparto terrestre, ovvero scommesse, apparecchi da intrattenimento e bingo, il percorso potrebbe risultare ancora più articolato. Il decreto legislativo dovrà definire il nuovo assetto del mercato, i criteri di distribuzione dell’offerta, i requisiti concessori e le regole per la rete. Successivamente dovranno essere predisposti i bandi di gara, i disciplinari tecnici, le convenzioni e tutta la documentazione amministrativa necessaria.

Solo una volta conclusa questa fase sarà possibile pubblicare le gare, consentire agli operatori di presentare le domande, svolgere le verifiche amministrative e tecniche, assegnare le concessioni e organizzare il passaggio dal vecchio al nuovo sistema.

Per questo motivo appare sempre più probabile che, anche nel caso in cui il riordino venga approvato entro la scadenza della delega fiscale, l’attuale sistema concessorio debba essere prorogato per un periodo transitorio. Guardando ai tempi registrati per il riordino dell’online e considerando la maggiore complessità della rete fisica, è difficile immaginare che il nuovo assetto possa diventare operativo prima di due o tre anni. ipotesi che trova concorsi anche diversi operatori del mercato.

L’eventuale intesa tra i rappresentanti del Governo, le Regioni, rappresenterebbe quindi soltanto il punto di partenza di un percorso amministrativo e regolatorio destinato a svilupparsi nel medio periodo. Per operatori, concessionari e filiera del gioco terrestre, la prospettiva più realistica sembra essere quella di una lunga fase transitoria, durante la quale le concessioni attualmente in vigore continueranno a garantire la continuità del servizio pubblico, in attesa che il nuovo modello entri definitivamente a regime.

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