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AWP e VLT valgono oltre 2 miliardi: le slot a maggio 2026 dominano il gettito del gioco

Nei primi cinque mesi del 2026 le tasse e le imposte sulle attività di gioco hanno assicurato allo Stato incassi complessivi per 2,532 miliardi di euro. È quanto emerge dal Conto Riassuntivo del Tesoro al 31 maggio 2026, pubblicato dalla Ragioneria Generale dello Stato, che registra le riscossioni effettuate tra il 1° gennaio e il 31 maggio.

La componente principale è rappresentata dal prelievo erariale sugli apparecchi e congegni da gioco previsti dall’articolo 110, comma 6, del Tulps, quindi AWP e VLT. Il gettito complessivo indicato dal documento raggiunge 2.019.244.963,71 euro, di cui 2.019.150.116,10 euro in conto competenza e 94.847,61 euro riferiti ai residui. La fiscalità sugli apparecchi concentra così circa quattro quinti dell’intera categoria delle tasse e imposte sulle attività di gioco. 

All’interno della stessa categoria, i proventi delle attività di gioco ammontano a 167.945.043,91 euro. La quota del 40% dell’imposta unica sui giochi di abilità e sui concorsi pronostici, nella quale rientrano le entrate collegate al comparto delle scommesse e dei pronostici, ha prodotto 262.357.959,88 euro. Il diritto fisso erariale sui concorsi pronostici ha invece generato 32.327.264,74 euro, mentre le altre entrate della categoria raggiungono 50.315.301,48 euro. Nel complesso, la categoria “Tasse e imposte su attività di gioco” registra 2.512.730.861,25 euro di competenza e 19.459.672,47 euro di residui. 

Il Conto del Tesoro riporta inoltre altre due quote dell’imposta unica sui giochi di abilità e sui concorsi pronostici, contabilizzate in differenti categorie del bilancio. La quota del 35% ha assicurato 218.529.946,52 euro, mentre quella del 25% ha prodotto 156.084.860,64 euro. Sommando anche la quota del 40%, le tre componenti dell’imposta unica indicate nel documento raggiungono complessivamente circa 636,97 milioni di euro. 

Tra le altre entrate legate al settore figura l’imposta sugli intrattenimenti, che nei primi cinque mesi dell’anno ha generato 16.722.344,03 euro, di cui 16.576.687,26 euro in conto competenza e 145.656,77 euro da residui. 

Sul fronte delle concessioni, i canoni relativi alla gestione della rete telematica degli apparecchi da divertimento e intrattenimento e dei giochi numerici a totalizzatore nazionale hanno prodotto 210.120.916,50 euro. Quasi l’intero importo, pari a 210.118.523,20 euro, è riferito alla competenza dell’esercizio. 

Sempre per il settore degli apparecchi, il documento registra versamenti per 877.776,16 euro effettuati dai concessionari del gioco praticato mediante apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, del Tulps. La voce è classificata tra i contributi versati allo Stato. 

Per quanto riguarda il bingo, i proventi incassati tra gennaio e maggio ammontano complessivamente a 70.111.941,66 euro. Di questi, 69.709.281,66 euro provengono dalla competenza e 402.660 euro dai residui. 

Il documento riporta anche 455.615.296,31 euro di proventi del Lotto e 839.361.901,76 euro derivanti dalla vendita dei biglietti delle lotterie nazionali a estrazione istantanea. La ritenuta del 6% sulle vincite del Lotto ha inoltre generato 266.284.361,55 euro. 

I dati confermano il peso determinante degli apparecchi da intrattenimento nelle entrate erariali del comparto. Accanto al Preu di AWP e VLT, il bilancio registra il contributo dell’imposta unica collegata a giochi di abilità, scommesse e concorsi pronostici, dei canoni concessori, del bingo, del Lotto e delle lotterie istantanee.

Redazione Jamma
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