Per la prima volta i mercati previsionali sono entrati a far parte del sistema internazionale di monitoraggio dell’integrità di una Coppa del Mondo di calcio. È una delle principali novità emerse dalla revisione dell’attività svolta dal Gruppo di Copenaghen durante i Mondiali FIFA 2026, pubblicata il 22 luglio.
Il Gruppo di Copenaghen, istituito nell’ambito della Convenzione di Macolin del Consiglio d’Europa – l’unico trattato internazionale giuridicamente vincolante dedicato al contrasto della manipolazione delle competizioni sportive – ha coordinato un’operazione di monitoraggio che ha riguardato tutte le 104 partite del torneo, disputato per la prima volta con il nuovo format a 48 nazionali.
L’attività ha coinvolto 14 Piattaforme Nazionali provenienti da una rete internazionale composta da oltre 45 membri distribuiti nei diversi continenti. Il monitoraggio è stato realizzato in coordinamento con la FIFA Task Force, di cui fanno parte anche il Consiglio d’Europa e lo stesso Gruppo di Copenaghen.
L’ampliamento del Mondiale, passato da 64 a 104 incontri, ha richiesto un rafforzamento delle attività di controllo per individuare eventuali rischi di manipolazione delle competizioni. Le piattaforme nazionali hanno svolto un monitoraggio indipendente basato sull’analisi del rischio, concentrandosi sui mercati delle scommesse, sull’andamento delle quote, sull’eventuale ritiro di offerte di gioco e sulle informazioni ricavate da fonti aperte (OSINT) e dai social media (SOCMINT). Parallelamente sono stati osservati anche soggetti già in passato sospettati di essere coinvolti in fenomeni di match fixing.
Al termine della competizione sono stati diffusi alcuni dati che fotografano l’attività svolta. Tutte le 104 partite sono state sottoposte a monitoraggio, mentre 15 incontri, in particolare nell’ultima giornata della fase a gironi, sono stati inseriti in un regime di sorveglianza rafforzata. Nel corso del torneo sono stati inoltre emessi sette “Yellow Notice”, ossia segnalazioni preventive di possibili criticità, e sono state analizzate dodici controversie considerate rilevanti sotto il profilo dell’integrità sportiva.
La principale novità riguarda però i prediction market. Per la prima volta il Gruppo di Copenaghen ha infatti effettuato un monitoraggio continuo di piattaforme come Polymarket, riconoscendo che questi strumenti presentano caratteristiche differenti rispetto alle tradizionali scommesse sportive e pongono nuove sfide sotto il profilo dell’integrità delle competizioni.
Secondo il rapporto, i mercati previsionali consentono agli utenti di negoziare previsioni su un’ampia varietà di eventi, spesso in forma anonima e utilizzando metodi di pagamento difficilmente tracciabili. La possibilità che chiunque possa creare mercati su eventi molto specifici, anche legati a episodi destinati a verificarsi durante una partita, rende questi strumenti un nuovo ambito di osservazione per le autorità impegnate nella prevenzione della manipolazione sportiva.
In questo contesto assume rilievo anche uno degli esempi riportati dal New York Times/The Athletic e richiamato nelle analisi dedicate al rapporto: durante il Mondiale è stato aperto un mercato previsionale sulla possibilità che l’attaccante statunitense Folarin Balogun scendesse in campo contro il Belgio proprio nel giorno in cui il giocatore aveva ricevuto un cartellino rosso. L’episodio è stato inserito tra le sette “Yellow Notice” emesse durante il torneo. Il rapporto precisa che non rappresenta una prova di illecito, ma costituisce un esempio delle nuove problematiche che i prediction market possono porre agli organismi di controllo.
Il documento sottolinea infine come la cooperazione internazionale tra le piattaforme nazionali rappresenti uno degli strumenti più efficaci per tutelare l’integrità delle competizioni sportive. Attraverso lo scambio di informazioni, il coordinamento delle attività investigative e una valutazione indipendente dei rischi, il sistema previsto dalla Convenzione di Macolin punta a rafforzare la capacità delle autorità pubbliche di individuare tempestivamente possibili minacce e preservare la fiducia nelle competizioni calcistiche internazionali.






