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Leo (Mef): “Delega fiscale completata”. Ma il riordino del gioco fisico resta al palo

Con l’approvazione definitiva del Testo unico in materia di adempimenti e accertamento, il Consiglio dei ministri ha completato l’ottavo e ultimo Testo unico previsto dalla legge delega per la riforma fiscale. Il provvedimento conclude il lavoro di sistematizzazione della normativa tributaria avviato dal Governo, ma lascia ancora aperti alcuni tasselli della delega, tra cui uno particolarmente atteso dal comparto del gioco pubblico: il riordino del gioco fisico.

Il nuovo Testo unico, composto da 368 articoli, raccoglie e coordina la disciplina relativa agli adempimenti fiscali e all’attività di accertamento, completando un percorso che ha già portato all’adozione dei Testi unici su sanzioni tributarie, tributi erariali minori, giustizia tributaria, versamenti e riscossione, registro e altri tributi indiretti, IVA e imposte sui redditi.

Secondo il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, l’intervento ha consentito di riorganizzare oltre 440 provvedimenti legislativi, rendendo il sistema tributario più organico e comprensibile per cittadini, professionisti e imprese.

Con questo provvedimento si conclude anche, di fatto, la fase principale dell’attuazione della delega fiscale, che dal 2023 ha dato vita a numerosi decreti legislativi di riforma, intervenendo su temi quali fiscalità internazionale, Irpef, Statuto del contribuente, contenzioso tributario, adempimento collaborativo, concordato preventivo biennale, sistema sanzionatorio, riscossione, imposte indirette e settore del gioco online.

Sul fronte del gioco, tuttavia, il percorso rimane incompleto.

La legge delega n. 111 del 2023 prevedeva infatti il riordino complessivo del settore del gioco pubblico, online e fisico.

Il primo obiettivo è stato raggiunto con il decreto legislativo n. 41 del 2024, che ha ridisegnato la disciplina del gioco a distanza e ha posto le basi per la nuova gara delle concessioni online, avviata da ADM nel 2025.

Diversa la situazione del gioco fisico, il cui riordino continua invece ad attendere il provvedimento attuativo previsto dalla delega. Si tratta dell’intervento destinato a ridefinire l’organizzazione territoriale della rete, i criteri per la distribuzione dei punti vendita, il rapporto tra normativa statale e regolamentazioni regionali e comunali, nonché il quadro concessorio delle attività di raccolta.

Negli ultimi mesi il Governo ha più volte ribadito la volontà di arrivare a una riforma condivisa con Regioni ed enti locali. Il confronto in Conferenza Unificata è proseguito anche nel corso del 2026, ma ad oggi non si è ancora tradotto nell’approvazione del decreto legislativo.

Il completamento della delega fiscale è fissato al 29 agosto 2026, termine entro il quale dovranno essere adottati gli ultimi decreti legislativi ancora pendenti. Successivamente sarà possibile intervenire soltanto attraverso decreti correttivi e integrativi, fino al 29 agosto 2028.

Proprio per questo motivo il riordino del gioco fisico rappresenta uno dei principali dossier ancora aperti nell’ambito della riforma fiscale. Il settore attende una disciplina organica che superi l’attuale frammentazione normativa, caratterizzata da regole differenti sul territorio nazionale e da un equilibrio ancora irrisolto tra competenze statali e poteri degli enti locali.

Conclusa la stagione dei Testi unici, l’attenzione del Governo si sposterà ora sul progetto del Codice tributario, destinato a raccogliere in un corpus organico l’intera legislazione fiscale italiana. 

Il Codice non costituisce un decreto attuativo della delega e, pertanto, non è soggetto alla scadenza del 29 agosto 2026. Si tratta di un’iniziativa autonoma, affidata al Consiglio superiore dell’economia e delle finanze istituito presso il MEF, con l’obiettivo di raccogliere in un unico corpus organico l’intera legislazione tributaria italiana. Proprio perché non rientra nell’attuazione della delega fiscale, il Governo ha indicato come orizzonte temporale la fine della legislatura, e non la scadenza prevista per i decreti delegati.

In altre parole, mentre per il Codice tributario l’Esecutivo dispone ancora del tempo necessario per sviluppare un progetto di lungo periodo, per il riordino del gioco fisico il destino sembra essere ormai segnato.

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