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DL Sport, respinto alla Camera l’ordine del giorno che chiedeva lo stop ai benefici per chi viola il divieto di pubblicità a scommesse e azzardo

La Camera dei deputati ha respinto oggi, nell’ambito dell’esame del disegno di legge di conversione del decreto Sport, l’ordine del giorno presentato dai deputati del Movimento 5 Stelle Emma Pavanelli, Gaetano Amato, Antonio Caso e Anna Laura Orrico, che chiedeva lo stop ai benefici per chi viola il divieto di pubblicità a scommesse e azzardo. Sul documento il Governo aveva espresso parere contrario, illustrato in Aula dal ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, orientamento che è stato confermato dall’esito della votazione.

L’ordine del giorno prendeva le mosse dalle disposizioni del decreto dedicate ai grandi eventi sportivi internazionali e al sostegno della pratica sportiva, richiamando il nuovo articolo 33 della Costituzione, che riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva.

Nel testo i firmatari sottolineavano la necessità che gli investimenti pubblici destinati a manifestazioni come UEFA EURO 2032 e America’s Cup Napoli 2027 producessero ricadute sociali coerenti con tali principi costituzionali. Veniva inoltre ribadita l’esigenza di rispettare rigorosamente la normativa vigente in materia di contrasto al gioco d’azzardo patologico, con particolare riferimento al divieto di pubblicità e sponsorizzazione di giochi e scommesse con vincite in denaro previsto dall’articolo 9 del cosiddetto Decreto Dignità (decreto-legge n. 87 del 2018).

Con l’atto di indirizzo il Governo veniva impegnato ad adottare iniziative, anche normative, affinché le misure contenute nel decreto fossero attuate nel pieno rispetto del valore educativo e sociale dello sport, garantendo priorità di accesso alle attività sportive per minori, persone con disabilità e famiglie in condizioni di svantaggio economico.

Sul fronte del gioco pubblico, l’ordine del giorno chiedeva inoltre che l’erogazione di benefici, contributi e agevolazioni previsti dal provvedimento fosse subordinata al rispetto del divieto di pubblicità e sponsorizzazione di giochi o scommesse con vincite in denaro. Un ulteriore impegno riguardava il divieto, nei limiti della normativa vigente, di qualsiasi forma di promozione diretta o indiretta di scommesse e giochi d’azzardo all’interno degli impianti sportivi pubblici o ad uso pubblico interessati dagli interventi previsti dal decreto.

Redazione Jamma
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