Nel corso della seduta odierna della Camera, nell’ambito dell’esame del decreto-legge recante “Disposizioni urgenti in materia di sport, per lo svolgimento di grandi eventi e l’efficacia del documento di identità”, è stato respinto l’emendamento 6.5 presentato dai deputati Berruto, Manzi, Orfini, Iacono, Andrea Rossi (PD) e Piccolotti (AVS).
L’emendamento proponeva una rimodulazione dell’imposta unica sui concorsi pronostici e sulle scommesse, prevedendo un’aliquota del 21% per le scommesse a quota fissa raccolte sulla rete fisica, con esclusione delle scommesse ippiche, e del 25% per quelle raccolte a distanza, applicando il prelievo sulla differenza tra le somme giocate e le vincite corrisposte.
Le maggiori entrate derivanti dalla misura, per una quota non inferiore a 13 milioni di euro annui, sarebbero state destinate al sostegno del calcio femminile, alla promozione della pratica calcistica femminile sull’intero territorio nazionale e a progetti di contrasto alla ludopatia.
Nel dibattito in Aula, Mauro Berruto (PD) ha illustrato le finalità della proposta, spiegando che si trattava di una delle due soluzioni avanzate dall’opposizione per reperire risorse aggiuntive a favore dell’intera filiera del calcio femminile. Il deputato ha affermato che l’emendamento prevedeva “un intervento di extratassazione sugli utili delle società di scommesse sportive”, sostenendo che tali risorse avrebbero consentito di finanziare non solo il professionismo, ma anche “i settori giovanili femminili, le dilettanti, il calcio a 5 femminile”. Nel suo intervento ha inoltre ribadito che la proposta avrebbe consentito di reperire 13 milioni di euro, superiori alle risorse previste dal provvedimento in esame.
Anche Elisabetta Piccolotti (AVS) ha sostenuto l’emendamento, affermando che le risorse destinate al calcio femminile avrebbero dovuto essere individuate attraverso nuovi stanziamenti e non mediante una diversa destinazione di fondi già previsti. La deputata ha ricordato che gli emendamenti 6.5 e 6.6 rappresentavano “due alternative per cercare di risolvere questo pasticcio”, aggiungendo che, in caso di mancata approvazione, l’opposizione avrebbe proposto l’emendamento soppressivo 6.7 per “riavvolgere il nastro e ricominciare da capo”.
Nel corso della discussione è intervenuta anche Sara Ferrari (PD), che ha annunciato la sottoscrizione dell’emendamento. Ferrari ha sostenuto che destinare le risorse esclusivamente al professionismo femminile, sottraendole ai settori giovanili e dilettantistici, rappresenterebbe “sostanzialmente un errore di fondo”, osservando inoltre che tale scelta rischierebbe di penalizzare il percorso di crescita delle giovani calciatrici.
L’emendamento 6.5, sottoscritto in Aula dall’intero gruppo del Partito Democratico e dall’intero gruppo di Azione, e che aveva ricevuto il parere contrario della Commissione di merito, del Governo e della Commissione Bilancio, è stato infine respinto dall’Assemblea della Camera.







