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Ricerca SWG-Brightstar, FIT: “Necessario accelerare il riordino anche per il gioco fisico”

Si è svolto recentemente a Roma l’annuale incontro dell’Osservatorio sul gioco pubblico promosso da SWG, in collaborazione con Brightstar, nell’ambito del progetto «Giocare da grandi». L’appuntamento, dal titolo «Persone in gioco. Connessioni, intrattenimento e nuove forme di partecipazione», ha visto coinvolti esperti del settore, politici e ricercatori per analizzare l’evoluzione del rapporto degli italiani con il rischio, il denaro e le abitudini sul gioco.

“Al convegno – si legge in una nota della Federazione Italiana Tabaccai – era presente anche Antonio Giuliani, Direttore dell’Ufficio Gioco a Distanza e Scommesse dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. E il suo intervento ha preso avvio direttamente da un aspetto cruciale: il riordino del gioco pubblico non deve essere letto soltanto come un intervento di razionalizzazione normativa, ma come una tappa necessaria per accompagnare il settore in una fase profondamente segnata dall’innovazione tecnologica.

Ha poi approfittato dell’occasione per ripercorrere i passaggi più significativi dell’evoluzione regolatoria del settore, sottolineando come l’impianto normativo che ancora oggi disciplina il gioco fisico risenta ormai del tempo trascorso e appaia in parte superato, vista la velocità con cui sono cambiate tecnologie, modalità di fruizione e dinamiche di mercato. A partire da uno dei segmenti che, più d’ogni altro, hanno attirato l’attenzione del legislatore – ma anche di Regioni ed Enti locali – nell’ambito del confronto sul gioco pubblico: gli apparecchi.

«Le regole tecniche degli apparecchi da intrattenimento risalgono al 2013, quelle delle VLT al 2019, mentre le concessioni delle scommesse sono ancora prorogate dal 2016 sulla base di bandi pubblicati nel 2009 e nel 2010. Nel frattempo, nel 2024 sono entrate in vigore le nuove regole del gioco a distanza, spesso oggetto di critiche. Eppure, in questi anni la tecnologia ha compiuto un’evoluzione enorme: oggi si parla di Intelligenza Artificiale, computer quantistici, criptovalute e sistemi informatici sempre più sofisticati, mentre molte delle regole che governano il gioco fisico sono rimaste sostanzialmente quelle di quindici anni fa».

Essendo Direttore dell’online – prosegue FIT -, comunque, non poteva che dedicare una parte significativa del suo intervento a tale comparto. E lo ha fatto tentando di rovesciare una lettura che, ha osservato, è piuttosto diffusa ma fuorviante, vale a dire quella secondo cui il canale digitale sarebbe, per definizione, meno presidiabile e meno sicuro rispetto alla rete fisica.

Il Dirigente ADM ha posto l’accento sull’evoluzione in atto, con la riforma definita nel 2024. Un salto regolatorio che, grazie a requisiti più rigorosi e a soluzioni tecnologiche di nuova generazione, ha imposto agli operatori uno sforzo non trascurabile di adeguamento, ma che al tempo stesso ha confermato la solidità del modello italiano, ancora una volta indicato come uno dei più avanzati sul piano internazionale.

«Molti degli strumenti oggi disponibili per il gioco responsabile esistono nel gioco on line e non nel gioco terrestre. Se il riordino non verrà approvato continueremo ad avere apparecchi installati nei bar che funzionano con regole pensate oltre dieci anni fa, con sistemi di sicurezza adeguati al contesto di allora ma non più a quello attuale. Gli avvisi sono limitati, così come le misure di protezione a disposizione del giocatore».

Da qui la richiesta di accelerare anche per il riordino della rete fisica: tecnologia e competenze ci sono già, a mancare è la cornice normativa per renderle operative.

Non solo riordino però. Al centro del dibattito dell’ultimo periodo c’è anche la pubblicità, tema che, deve essere letto in funzione di quanto sta accadendo proprio nel mercato on line. In un sistema in cui la comunicazione del gioco legale risulta formalmente vietata, anche operatori di primo piano hanno faticato a rendersi riconoscibili. In questo senso, consentendo ai concessionari di valorizzare il gioco sicuro e responsabile utilizzando il proprio logo, il D.Lgs. 41/2024 ha aperto un seppur timido orizzonte.

Da qui però il monito finale: queste aperture non vanno ridotte a una mera leva commerciale. Usarle solo in chiave pubblicitaria, ha avvertito, rischierebbe di rafforzare le diffidenze verso il comparto, svuotando di senso il messaggio di legalità e responsabilità che la norma intende promuovere. Una posizione questa, in linea con quanto sostenuto da STS anche nelle varie audizioni in AGCOM”, conclude FIT.

Redazione Jamma
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