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Austria, la riforma del gioco divide il settore: operatori chiedono modifiche su licenze, tasse e tutela dei giocatori

La bozza della nuova legge sul gioco d’azzardo in Austria ha acceso il confronto tra il governo, gli operatori storici e le principali società internazionali del settore. Nel corso della consultazione pubblica, numerosi operatori hanno presentato osservazioni al testo, chiedendo modifiche su licenze, tassazione, requisiti di accesso al mercato e misure di tutela dei giocatori. Tra le aziende interessate figurano Brightstar, gruppo statunitense interessato alla futura concessione della lotteria, la francese FDJ United, oltre a operatori dell’online come Entain (bwin), Evoke, Bet-at-home e Kaizen Gaming. Anche gli operatori di apparecchi da gioco e Casinos Austria, storico monopolista insieme alla controllata Österreichische Lotterien, hanno espresso le proprie osservazioni.

Uno dei principali punti contestati riguarda il sistema di rilascio delle licenze. Gli operatori evidenziano che il progetto non prevede un diritto automatico a ottenere una concessione, anche nel caso in cui siano soddisfatti tutti i requisiti previsti dalla legge. Inoltre, secondo Bet-at-home, manca un termine entro il quale le autorità dovrebbero verificare la conformità dei candidati, lasciando incertezza sui tempi effettivi del processo autorizzativo. Un altro elemento criticato è l’obbligo, per gli operatori internazionali che intendono ottenere una licenza online, di ritirarsi dal mercato austriaco per almeno nove mesi a partire dall’inizio del 2027. Secondo Kaizen Gaming, questa misura rischierebbe di spingere una parte dei giocatori verso il mercato nero, con conseguenze negative sia per la tutela dei consumatori sia per il gettito fiscale.

Numerose osservazioni riguardano anche il regime fiscale previsto dalla riforma. Il progetto stabilisce un prelievo del 45% sul ricavo lordo delle slot online, calcolato come differenza tra giocate e vincite. Evoke osserva che gli eventuali risarcimenti riconosciuti ai giocatori a seguito di contenziosi non ridurrebbero la base imponibile, determinando, secondo la società, un doppio onere fiscale. Anche Entain e Bet-at-home hanno espresso perplessità sul trattamento fiscale dei bonus. Critiche arrivano inoltre ai limiti previsti per il gioco online, che fissano una puntata massima di 5 euro e una vincita massima di 10.000 euro per partita. Secondo diversi operatori, tra cui Kaizen Gaming e Casinos Austria, tali limiti potrebbero rendere meno competitiva l’offerta legale rispetto a quella degli operatori non autorizzati. La società di consulenza QLot Consulting propone invece che tali parametri vengano definiti attraverso regolamenti attuativi.

Anche le misure di tutela dei giocatori sono oggetto di osservazioni. La bozza introduce una pausa obbligatoria di 15 minuti dopo 90 minuti consecutivi di gioco. Kaizen Gaming propone invece pause più frequenti ma più brevi, suggerendo un’interruzione di cinque minuti ogni ora di gioco accompagnata dalla visualizzazione del tempo trascorso e delle perdite accumulate. Per gli operatori con sede all’estero la riforma richiederebbe inoltre l’apertura di una filiale in Austria e la garanzia dell’esecuzione delle decisioni dei tribunali civili austriaci nel Paese di stabilimento. Entain ritiene che tali condizioni possano penalizzare numerosi operatori con licenza maltese.

Nel corso della consultazione sono stati sollevati anche temi non pienamente disciplinati dalla bozza. Secondo alcuni pareri, il testo non chiarisce la disciplina delle scommesse sui risultati delle lotterie nazionali e internazionali, offerte da operatori come Lottoland. QLot Consulting ritiene inoltre che la legge dovrebbe regolamentare espressamente anche le loot box, i mercati di previsione come Polymarket e il settore degli eSports. La società di consulenza ha inoltre espresso perplessità sull’abolizione dei Video Lottery Terminals (VLT) gestiti dalle Lotterie Austriache, evidenziando che tali apparecchi sono già dotati di registrazione obbligatoria e strumenti aggiuntivi di protezione dei giocatori. Secondo QLot, un’eventuale apertura del mercato dovrebbe avvenire gradualmente e solo dopo che la futura autorità di regolazione del gioco sarà pienamente operativa. Una posizione analoga è stata espressa anche dalla Confederazione sindacale austriaca (ÖGB).

Casinos Austria, i rappresentanti dei dipendenti delle Lotterie Austriache e la Camera del Lavoro (AK) hanno inoltre evidenziato il possibile impatto occupazionale del divieto dei VLT, stimando circa 200 posti di lavoro a rischio. Gli stessi soggetti propongono di sostituire il limite ai depositi con un limite alle perdite nette e ritengono che l’eventuale incremento dei limiti di deposito debba essere consentito esclusivamente agli operatori che abbiano verificato la solvibilità del giocatore. Infine, Österreichische Lotterien ha depositato un parere giuridico secondo cui un numero illimitato di concessioni sarebbe incompatibile con il principio costituzionale del monopolio, sostenendo inoltre che il progetto favorirebbe operatori che in passato hanno operato senza licenza, senza prevedere un adeguato periodo di verifica del loro comportamento prima dell’accesso al mercato regolamentato.

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