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Turchia: nel mirino le licenze offshore, Curaçao e Malta tra gli hub del gioco illegale online

La Turchia intensifica la stretta contro il gioco online illegale e punta il dito contro alcune delle principali giurisdizioni offshore utilizzate dagli operatori per ottenere licenze prima di offrire i propri servizi ai giocatori turchi. Secondo una valutazione della Direzione generale dell’Amministrazione nazionale della lotteria (Milli Piyango İdaresi, MPI), la maggior parte delle piattaforme di gioco non autorizzate accessibili nel Paese opera dall’estero e si avvale di autorizzazioni rilasciate da Curaçao, Malta, Isola di Man e Seychelles. 

L’analisi evidenzia che gli Stati Uniti rappresentano il principale Paese di hosting dei siti di gioco illegale rivolti al mercato turco. Le autorità hanno infatti bloccato l’accesso a 51.263 siti ospitati su server statunitensi, seguiti da 5.745 riconducibili all’Isola di Man e 5.698 con sede in Armenia. Complessivamente, l’Autorità turca per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (BTK) è stata incaricata di oscurare circa 535.000 siti collegati al gioco illegale. 

Nel complesso, il MPI ha individuato 84.585 siti di gioco e scommesse illegali operanti da 70 Paesi. L’amministrazione descrive il fenomeno come un ecosistema controllato dalla criminalità organizzata, sostenendo che tali reti attirino utenti di ogni fascia d’età e livello economico e siano collegate ad attività di riciclaggio di denaro, finanziamento del terrorismo, traffico di droga e altri reati gravi. 

L’attività di contrasto va ben oltre il semplice oscuramento dei siti. Attraverso 152 provvedimenti amministrativi, le autorità hanno rimosso oltre 5,58 milioni di pagine web, immagini, file audio e risorse di pagamento collegate al gioco illegale. Sono inoltre monitorati domini internet, servizi di reindirizzamento e punti di accesso mobile, mentre le restrizioni sono state estese anche ai social network, alle applicazioni di messaggistica e ai servizi di redirect tramite app. Nell’ambito dell’operazione sono stati disabilitati anche 12.548 server e indirizzi di connessione. 

Parallelamente, la repressione si è concentrata sui flussi finanziari. Le autorità stanno monitorando le transazioni in criptovalute riconducibili al gioco illegale, analizzando le operazioni sospette e trasmettendo i casi all’autorità giudiziaria per eventuali sequestri patrimoniali. Sul piano amministrativo, undici organizzazioni sono state costrette a cessare l’attività e quattro hanno perso la licenza operativa. 

L’offensiva si inserisce in una strategia più ampia già avviata nel 2025. Secondo i dati diffusi dal MPI nello scorso anno sono stati segnalati per l’oscuramento 84.585 siti di gioco illegale. L’attività ha interessato anche 14.263 fornitori di giochi e contenuti, 26 applicazioni mobili, 1.902 siti di streaming e migliaia di account social utilizzati per promuovere il gioco illegale. Le autorità hanno inoltre avviato azioni contro undici istituti di pagamento e moneta elettronica accusati di aver facilitato trasferimenti di denaro collegati alle scommesse illegali. 

Secondo il vicepresidente turco Cevdet Yılmaz, il valore del mercato illegale delle scommesse nel Paese sarebbe compreso tra 20 e 60 miliardi di dollari, una stima che spiega il rafforzamento delle misure contro gli operatori offshore e le infrastrutture tecnologiche e finanziarie che ne sostengono l’attività

Redazione Jamma
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