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Svizzera, test sugli under 18: quasi una scommessa su due venduta ai minori nei punti vendita

Un progetto pilota promosso dall’Autorità intercantonale di vigilanza sul gioco (Gespa) evidenzia criticità nei controlli sull’età per le scommesse sportive in Svizzera. Secondo il rapporto, nel 47,5% dei test effettuati da minorenni è stato possibile acquistare una scommessa sportiva, mentre nel 44,5% dei casi non è stato effettuato alcun controllo sull’età.

L’indagine è stata condotta nel 2025 dal Blauer Kreuz Schweiz (Croce Blu Svizzera), insieme alle organizzazioni regionali Croix-Bleue Romande e Blaues Kreuz Zürich, su incarico di Gespa. L’obiettivo era verificare il rispetto delle norme previste dalla Legge federale sul gioco in denaro, entrata in vigore il 1° gennaio 2019, che vieta la partecipazione alle scommesse sportive ai minori di 18 anni.

Complessivamente sono stati realizzati 200 test d’acquisto validi nelle aree di Zurigo e del Canton Vaud, suddivisi equamente tra i punti vendita di Swisslos (Sporttip) e quelli della Loterie Romande (Jouez Sport). Le verifiche hanno interessato chioschi, bar, ristoranti, stazioni di servizio, sale giochi e altri esercizi autorizzati, sia attraverso il personale di vendita sia mediante terminali self-service.

I risultati mostrano che 95 dei 200 tentativi si sono conclusi con successo per i minorenni, pari a un tasso di vendita del 47,5%. Le differenze territoriali risultano significative: nel Canton Zurigo il 56% dei test presso i rivenditori Swisslos ha consentito ai minorenni di piazzare una scommessa, mentre nel Canton Vaud la percentuale è stata del 39% presso i punti vendita della Loterie Romande.

Sul fronte dei controlli, il personale ha verificato l’età nel 55,5% dei casi. Nella maggior parte delle verifiche è stato richiesto un documento d’identità, mentre in altri casi è stato effettuato soltanto un controllo verbale. Tuttavia, il rapporto segnala nove episodi nei quali, nonostante la verifica dell’età, la scommessa è stata comunque accettata. In altri tre casi, invece, la vendita è stata rifiutata anche senza alcun controllo formale.

Particolare attenzione è stata riservata ai terminali self-service. Sebbene rappresentassero solo 27 dei 200 test complessivi, hanno evidenziato le maggiori criticità: nel 66,7% dei casi i minorenni sono riusciti a effettuare una scommessa e, nei due terzi delle prove, non è stato eseguito alcun controllo sull’età. A Zurigo il tasso di successo ai terminali automatici ha raggiunto il 90,9%, mentre nel Canton Vaud si è attestato al 50%, pur su un numero limitato di verifiche.

L’analisi evidenzia inoltre differenze tra aree urbane e rurali. Nei comuni rurali i minorenni hanno potuto scommettere nel 57,5% dei test, contro il 41,7% registrato nelle città. Parallelamente, i controlli sull’età sono risultati più frequenti nei centri urbani (59,8%) rispetto alle aree rurali (47,9%).

Nel corso delle verifiche sono emersi anche alcuni episodi particolari. Nel Canton Vaud, un addetto ha suggerito a un minorenne di far presentare il codice QR a un altro cliente maggiorenne, in un altro caso una scommessa è stata addirittura offerta gratuitamente e, in due occasioni, il personale ha discusso tra sé sulla liceità della vendita di giochi in denaro ai minori. Situazioni analoghe non sono state riscontrate dal team operativo di Zurigo.

Gli autori del rapporto precisano che il campione, limitato ai Cantoni Zurigo e Vaud e costruito con finalità ispettive, non è rappresentativo dell’intero territorio svizzero e non consente di estendere statisticamente i risultati a livello nazionale. I dati forniscono tuttavia una fotografia delle criticità riscontrate durante il progetto pilota e rappresentano una base per valutare l’efficacia delle misure di tutela dei minori adottate dagli operatori autorizzati.

Redazione Jamma
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