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Giochi, Albano (Sottosegr. MEF) in Parlamento: “Le maggiori entrate non derivano dall’espansione dell’azzardo ma dall’emersione del mercato legale”

L’obiettivo della regolazione del gioco pubblico non è incentivare l’espansione del gioco d’azzardo, bensì sottrarre spazio all’offerta illegale e garantire un mercato controllato, trasparente e fiscalmente tracciato. È questo il messaggio contenuto nella risposta fornita dalla sottosegretaria al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Lucia Albano, a un’interrogazione parlamentare dedicata all’impatto del gioco sulla finanza pubblica.

Nel suo intervento, la rappresentante del Governo ha ricordato che il modello italiano del gioco pubblico nasce con una finalità precisa: contrastare il mercato illegale. A supporto della risposta è stata acquisita la posizione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Albano ha evidenziato come, fino a circa vent’anni fa, una parte significativa della domanda di gioco fosse soddisfatta prevalentemente da un’offerta illegale riconducibile alle organizzazioni criminali. L’attuale sistema concessorio ha invece consentito di ricondurre tale domanda all’interno di un’offerta pubblica e legale, disciplinata dalla legge e gestita attraverso concessioni statali assegnate a operatori selezionati e qualificati, sottoposti a rigorose regole di gestione e a un rilevante prelievo fiscale.

La sottosegretaria ha inoltre sottolineato che la tutela della salute pubblica, delle famiglie e dei soggetti vulnerabili resta un’esigenza imprescindibile. Tuttavia, ha avvertito che un eventuale ridimensionamento eccessivo dell’offerta legale, qualora non fosse proporzionato alla domanda effettiva di gioco e non fosse accompagnato da adeguate politiche sociali ed educative capaci di orientare i cittadini verso forme alternative di intrattenimento, potrebbe produrre l’effetto opposto, favorendo il ritorno dei giocatori verso il circuito illegale.

Nel passaggio conclusivo della risposta, Albano ha affrontato il tema delle entrate erariali derivanti dal settore. Secondo quanto illustrato, l’aumento del gettito non rappresenta un obiettivo di politica pubblica volto a espandere i consumi di gioco d’azzardo, bensì la conseguenza del fisiologico sviluppo del mercato legale, che consente di far emergere un’attività economica altrimenti caratterizzata da opacità e fenomeni di evasione fiscale.

“L’incremento delle entrate da gioco – ha affermato la sottosegretaria – rappresenta, per quanto già detto, una conseguenza del fisiologico andamento del mercato del gioco legale, che riconduce alla legalità un settore economico che altrimenti presenterebbe profili di oscurità e di evasione fiscale, e non costituisce certo un obiettivo di espansione dei consumi d’azzardo”.

L’intervento conferma quindi l’impostazione più volte sostenuta dal Governo e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, secondo cui il sistema concessorio rappresenta uno strumento di presidio della legalità e di contrasto all’offerta illecita, mentre il gettito fiscale costituisce un effetto del funzionamento del mercato regolamentato e non la finalità dell’azione pubblica.

Redazione Jamma
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