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Legalità in Gioco, Gnazzi (Novomatic Italia): “Il gioco online non sostituisce quello fisico, lo completa”

L’evoluzione delle abitudini dei consumatori impone una riflessione sul rapporto tra gioco fisico e gioco online, due realtà che non devono essere considerate in contrapposizione ma complementari. È questo il messaggio lanciato da Raffaele Gnazzi (in foto) di Novomatic Italia nel corso di “Legalità in Gioco”, l’iniziativa promossa dall’On. Mauro D’Attis (FI) e realizzata con una presentazione speciale di Fortune Italia, dedicata al confronto sul futuro del settore del gioco pubblico.

Nel suo secondo intervento, Gnazzi ha evidenziato come il passaggio verso il digitale rappresenti un’evoluzione fisiologica della società contemporanea, un fenomeno già osservato in numerosi comparti economici. Ha citato, ad esempio, il commercio al dettaglio, dove l’espansione dell’e-commerce non ha determinato la scomparsa dei negozi fisici, così come la crescita dei servizi di consegna a domicilio non ha impedito ai ristoranti di continuare a svolgere un ruolo centrale nella socialità delle persone.

Secondo il rappresentante di Novomatic Italia, lo stesso principio vale per il comparto del gioco pubblico. Il gioco online, ha spiegato, non è nato per sostituire quello terrestre, ma per ampliare le modalità di fruizione offerte ai giocatori, integrando un’esperienza che continua ad avere una forte componente di relazione e socializzazione all’interno delle sale.

Gnazzi ha però sottolineato come, nonostante questa complementarità, esista oggi una profonda differenza tra la disciplina normativa applicata ai due comparti. Mentre il gioco fisico è stato oggetto, a partire dal 2004, di numerosi interventi legislativi e regolamentari, il settore online ha seguito un percorso differente, caratterizzato da vincoli molto meno stringenti sotto diversi profili.

Il manager ha ricordato che le modifiche introdotte negli anni sul gioco terrestre hanno riguardato soprattutto l’aumento della fiscalità e l’introduzione di misure come limitazioni degli orari di apertura, distanze dai luoghi sensibili e utilizzo della tessera sanitaria, interventi che, a suo giudizio, hanno inciso significativamente sull’attività degli operatori senza produrre risultati altrettanto evidenti nella prevenzione del gioco patologico.

Diversa, invece, la situazione del comparto online, che per lungo tempo ha beneficiato di una disciplina meno restrittiva. Gnazzi ha osservato come il gioco via internet non sia soggetto agli stessi limiti territoriali e orari del gioco fisico e presenti, inoltre, una struttura di costi e un regime fiscale differenti. Una disparità che, secondo Novomatic Italia, rischia di alterare gli equilibri del mercato senza produrre benefici né per gli operatori né per i consumatori.

Nel suo intervento ha precisato che il confronto non deve trasformarsi in una contrapposizione tra gioco fisico e digitale. Al contrario, entrambi rappresentano modalità diverse attraverso cui soddisfare esigenze differenti dei giocatori. Anche chi sceglie il gioco online, infatti, continua spesso a ricercare momenti di aggregazione e socializzazione che soltanto le sale possono offrire, così come accade in altri settori dove la crescita dei servizi digitali non ha eliminato il valore dell’esperienza in presenza.

Per questo motivo Gnazzi ha indicato nel riordino complessivo del settore uno degli obiettivi prioritari. Un quadro normativo più armonizzato consentirebbe, secondo il manager, di riportare equilibrio competitivo tra le diverse tipologie di gioco, offrendo ai consumatori un’offerta coerente e complementare senza creare disparità regolatorie.

Infine, ha richiamato l’attenzione sul rischio che un’eccessiva differenza di trattamento tra i vari segmenti del mercato possa favorire indirettamente l’espansione del gioco illegale. Se l’offerta legale non riesce a soddisfare in modo equilibrato le esigenze dei giocatori, ha concluso, aumenta infatti la possibilità che parte della domanda venga intercettata da circuiti non autorizzati, privi delle garanzie e dei controlli previsti dal sistema concessorio dello Stato.

Redazione Jamma
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