Prosegue il dibattito sul disegno di legge che introduce l’obbligo per le banche di aprire un conto corrente e limita la possibilità di recesso unilaterale ai soli casi previsti dalla normativa antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo. Dopo le osservazioni espresse dall’Associazione bancaria italiana (Abi), arriva la replica di Pasquale Chiacchio, presidente dell’Associazione Gestori Scommesse Italia (Agsi), da tempo impegnata sul tema del cosiddetto “de-risking” nei confronti degli operatori del gioco legale.
“Noi non ci fermiamo e non stiamo con le braccia incrociate. Rispettiamo la posizione espressa dall’Abi, ma l’approvazione del testo alla Camera conferma che il legislatore ha riconosciuto un problema reale, quello delle chiusure e dei dinieghi immotivati dei conti correnti. È il risultato di un lavoro serio, portato avanti insieme alla politica e dando voce alle difficoltà di migliaia di operatori. Ora auspichiamo che il Senato completi rapidamente l’iter della riforma”, dichiara Chiacchio.
L’approvazione del provvedimento da parte della Camera rappresenta un passaggio significativo per numerose categorie economiche che negli ultimi anni hanno denunciato difficoltà nell’accesso ai servizi bancari. Tra queste figura anche il comparto del gioco pubblico, dove operatori e imprese hanno più volte segnalato la chiusura improvvisa dei rapporti bancari o il rifiuto di apertura di nuovi conti, pur svolgendo un’attività autorizzata e regolamentata.
Agsi aveva promosso nei mesi scorsi una raccolta firme contro la discriminazione bancaria, sostenendo la necessità di garantire pari accesso ai servizi finanziari alle imprese del settore. Con il via libera della Camera, l’associazione vede riconosciute le istanze portate avanti negli ultimi mesi e guarda ora al passaggio in Senato, chiamato a pronunciarsi sul testo per l’approvazione definitiva.







