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Relazione sulle dipendenze e gioco d’azzardo nel Lazio: aumentano i pazienti, scommesse al primo posto tra i giovani

Nel Lazio cresce il numero delle persone in trattamento per disturbo da gioco d’azzardo (DGA), ma i dati continuano a rappresentare solo una parte del fenomeno. È quanto emerge dalla “Relazione sul fenomeno delle dipendenze nel Lazio 2025“, secondo cui gli utenti presi in carico dai servizi pubblici sono saliti a 1.129, con un incremento del 16% rispetto all’anno precedente. Nonostante la crescita, il rapporto sottolinea che il numero resta “poco consistente rispetto al problema percepito dagli operatori sanitari”, segno che molti giocatori problematici non arrivano ancora ai servizi di cura.

L’aumento conferma il recupero dei livelli precedenti alla pandemia, dopo il calo registrato nel biennio dell’emergenza sanitaria. I nuovi ingressi nel 2025 sono stati 429, pari al 38% del totale delle persone in trattamento.

Il profilo dei pazienti resta prevalentemente maschile: gli uomini rappresentano l’84,7% degli utenti, con un rapporto di circa cinque a uno rispetto alle donne. L’età media di chi è in trattamento è di 45,3 anni, ma la distribuzione evidenzia una presenza significativa sia nella fascia tra i 25 e i 40 anni sia tra gli over 55, che rappresentano oltre un quinto del totale.

Andamento nel tempo numerosità volumi di utenti DGA nel Lazio, totali, nuovi e già
in carico. Lazio 2014-2024

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda però i giovani. Gli utenti tra i 14 e i 25 anni sono 121, circa l’11% del totale, e oltre la metà è costituita da nuovi ingressi. Il dato che più preoccupa è l’età media del primo contatto con il gioco d’azzardo: 16,5 anni. Un valore inferiore alla soglia della maggiore età prevista dalla legge per l’accesso al gioco con vincita in denaro.

Distribuzione per classi di età degli utenti, nuovi o già conosciuti, in trattamento
per DGA. Lazio 2025

La relazione evidenzia infatti una “criticità sistematica”: quasi la metà dei giovani in trattamento (48,7%) ha iniziato a giocare tra i 14 e i 17 anni. Il passaggio a un comportamento continuativo avviene mediamente a 18,5 anni, quando il gioco diventa legale, ma il comportamento risulta già consolidato. L’ingresso nei servizi di cura arriva invece molto più tardi, intorno ai 21,4 anni, evidenziando un ritardo di diversi anni tra l’insorgenza del problema e la richiesta di aiuto.

Età media, per genere, del primo comportamento di gioco, del comportamento
continuativo e di primo contatto con i servizi di trattamento DGA. Lazio 2025

Anche le modalità di accesso ai Servizi per le Dipendenze confermano come la presa di coscienza avvenga soprattutto per iniziativa personale. Circa il 67% degli utenti arriva ai servizi spontaneamente, mentre il 17% viene indirizzato da familiari o amici. Alla fine del 2025 quasi tre quarti delle persone risultavano ancora in trattamento, mentre il tasso di abbandono si attestava al 13,1%.

Distribuzione percentuale per tipologia di gioco nuovi utenti nel Lazio.
Anni 2020-2025

Tra i giovani, invece, il fenomeno appare più fragile: quasi un nuovo utente su quattro interrompe il percorso terapeutico prima della conclusione, una percentuale sensibilmente superiore rispetto a quella registrata tra chi era già seguito dai servizi.

Distribuzione per tipo di gioco e per tipo di utenti in carico. Lazio 2025

punto di vista delle tipologie di gioco, la relazione segnala un lieve aumento del ricorso alle VLT e alle New Slot rispetto all’anno precedente nella popolazione complessiva. Tra gli under 26, invece, il gioco maggiormente associato al disturbo è rappresentato dalle scommesse, che costituiscono il 48,7% dei casi rilevati. Seguono il cosiddetto “azzardo generico”, mentre le VLT e le New Slot incidono per il 17,4%, con una presenza maggiore tra i nuovi utenti rispetto a quelli già in trattamento. Più contenuto il peso del gioco online e delle lotterie, anche se il rapporto evidenzia una quota ancora elevata di informazioni non rilevate, suggerendo la necessità di migliorare la raccolta dei dati clinici.

UTENTI IN TRATTAMENTO DI ETÀ 14-25 ANNI, Distribuzione per tipo di gioco e per tipo di utenti in carico. Lazio 2025

Sotto il profilo sociale, emerge che il disturbo da gioco non interessa esclusivamente persone ai margini. Tra i giovani presi in carico oltre un terzo risulta occupato e più di un quarto è composto da studenti, a conferma che il fenomeno coinvolge anche soggetti pienamente inseriti nel tessuto lavorativo e scolastico. Il quadro delineato dalla Regione Lazio conferma quindi una crescita della domanda di cura, ma evidenzia al tempo stesso l’esistenza di un’ampia area di sommerso e la necessità di rafforzare gli interventi di prevenzione, soprattutto tra i minori e i giovani adulti.

La Relazione è stata curata da Antonella Camposeragna, Luca Orlando, Giulia Arrighetti, Mirko Di Martino, Paola Michelozzi
del Dipartimento di Epidemiologia SSR Lazio – ASL Roma 1.

Redazione Jamma
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