Il mancato riordino del gioco fisico torna al centro del dibattito nel settore. A lanciare un nuovo appello è Emilio Zamparelli, presidente nazionale di STS-FIT, attraverso un editoriale e una serie di approfondimenti pubblicati sull’ultimo numero de Il Ricevitore Italiano, rivista ufficiale dell’associazione.
Il messaggio è netto: la riforma del comparto terrestre, attesa da anni e prevista dalla legge delega per la riforma fiscale, rischia di naufragare ancora una volta, con conseguenze che, secondo il sindacato dei tabaccai ricevitori, ricadranno sull’intero sistema del gioco pubblico.
“Bye, bye riordino! Salvo un miracolo dell’ultima ora, ancora una volta sarà rinviato e, come sempre, tutto il lavoro fatto finirà nel cestino, per poi ricominciare daccapo”, scrive Zamparelli nell’editoriale di apertura. “Non si può più attendere. Non fare il riordino significa continuare a penalizzare il gioco fisico rispetto all’online e all’illegale. A pagare le conseguenze non saranno solo i tabaccai, ma anche i consumatori”.
Il presidente di STS-FIT ricorda come la delega fiscale scada ad agosto e sottolinea che, ormai, i tempi per completare l’iter del decreto legislativo siano estremamente ridotti. Da qui la convinzione che il comparto si avvii verso una nuova proroga delle concessioni esistenti e, di conseguenza, verso l’ennesimo rinvio delle gare pubbliche.
Secondo l’associazione, il settore vive da troppo tempo in una condizione di incertezza normativa. La mancata riforma costringerebbe infatti gli operatori a continuare a confrontarsi con una disciplina frammentata, caratterizzata dalla coesistenza della normativa nazionale e di regolamenti locali spesso molto diversi tra loro, soprattutto in materia di distanze dai luoghi sensibili e limitazioni orarie.
Nel numero della rivista viene ricostruito anche il percorso della riforma. STS-FIT evidenzia che il testo del decreto legislativo sarebbe arrivato fino al tavolo del Consiglio dei ministri senza però ottenere il via libera definitivo. “Pensavamo che fosse cosa fatta perché il testo del riordino, sebbene in bozza, era stato scritto, era arrivato sul tavolo del Consiglio dei Ministri e sembrava quindi che questa delega avrebbe dato il via libera alla riforma”, afferma Zamparelli, ricordando un’intervista rilasciata nei giorni scorsi.
Per il sindacato si tratta di un’occasione persa. Il riordino avrebbe potuto riportare uniformità in un comparto che negli ultimi vent’anni ha visto crescere il peso delle discipline regionali e comunali, con effetti differenti da territorio a territorio e con un progressivo ridimensionamento della rete fisica.
Ampio spazio viene dedicato anche alle possibili ragioni dello stop. Richiamando ricostruzioni di stampa, STS-FIT individua nel tema del distanziometro uno dei principali nodi che avrebbero rallentato il provvedimento. Secondo quanto riportato dalla rivista, l’introduzione di criteri uniformi a livello nazionale avrebbe potuto determinare rilevanti effetti sul gettito erariale e sulla distribuzione della rete, rendendo particolarmente complesso trovare un punto di equilibrio tra esigenze di tutela sanitaria, sostenibilità economica e competenze territoriali.
L’associazione torna poi a contestare l’efficacia delle misure proibizionistiche adottate negli ultimi anni. Vengono richiamati studi e ricerche che, secondo STS-FIT, dimostrerebbero come limitazioni degli orari e distanziometri non abbiano ridotto il fenomeno del gioco problematico, ma abbiano piuttosto favorito lo spostamento della domanda verso l’online e, in alcuni casi, verso il mercato illegale.
“La situazione ci fa capire una cosa: STS è sulla strada giusta”, si legge nell’approfondimento dedicato al tema. Il sindacato ribadisce che il giocatore non rinuncia a giocare per effetto dei divieti, ma tende semplicemente a cambiare canale di gioco, sfruttando anche la diffusione degli strumenti digitali che rendono l’offerta online immediatamente accessibile.
Da qui la richiesta di un intervento rapido del legislatore. Secondo STS-FIT, il nuovo quadro normativo dovrebbe riconoscere il ruolo della rete fisica come presidio di legalità, salvaguardandone la sostenibilità economica e garantendo regole uniformi sul territorio nazionale.
Nelle conclusioni della rivista, l’associazione invita Governo e Parlamento a non disperdere il lavoro svolto negli ultimi mesi e a riprendere il percorso del riordino. “Con la palla di nuovo al centro del campo della riforma terrestre – osserva STS-FIT – è necessario accelerare. Il settore non può permettersi di rimanere ancora una volta in una situazione di incertezza che finisce per favorire il gioco illegale e penalizzare gli operatori che lavorano nel rispetto delle regole.”







