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Giochi, Cioffredi (Libera): “L’azzardo è una ferita sociale e un grande affare per la criminalità organizzata”

“Stefano Vaccari è uno dei pochi esponenti politici che in questi anni ha mostrato continuità e rigore nel contrasto al gioco d’azzardo”. Lo ha detto Gianpiero Cioffredi (in foto), presidente di Libera, intervenendo a Roma presso la sede nazionale della CGIL alla presentazione del libro “Non è un gioco, è azzardo“, scritto dal deputato Stefano Vaccari (PD).

Secondo Cioffredi, il volume rappresenta un richiamo al ruolo della politica nella tutela della dignità delle persone e valorizza un impegno che, a suo giudizio, è stato mantenuto con coerenza negli anni. Ha ricordato, in particolare, la relazione della Commissione parlamentare Antimafia approvata nel 2017, definendola ancora oggi “una bussola” per comprendere i legami tra gioco d’azzardo e criminalità organizzata.

Il referente di Libera ha sottolineato anche il significato del titolo del libro, spiegando che definire il fenomeno “azzardo” e non “gioco” significa rompere quella che ha definito una “trappola semantica”, che contribuisce a normalizzare il fenomeno presentandolo come una forma di svago. In questo contesto ha criticato il ricorso all’espressione “gioco responsabile”, ritenendo che rischi di trasferire la responsabilità esclusivamente sul giocatore, anziché sul sistema che promuove e diffonde l’offerta di gioco.

Cioffredi ha evidenziato come il gioco d’azzardo sia ormai un fenomeno profondamente radicato nella società, richiamando anche un aspetto simbolico: la classificazione delle sale gioco confiscate alla criminalità organizzata tra le attività ricreative e di intrattenimento da parte dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati.

Nel suo intervento ha inoltre contestato la tesi secondo cui l’aumento dell’offerta legale sarebbe servito a contrastare quella illegale. A suo giudizio, i dati investigativi dimostrano il contrario. Citando le relazioni della Direzione Investigativa Antimafia, ha ricordato che oggi sarebbero 147 i clan attivi nel settore del gioco d’azzardo, definendolo uno dei business più redditizi per le organizzazioni criminali.

Secondo Cioffredi, il gioco d’azzardo rappresenta non solo una fonte di enormi profitti, ma anche uno strumento di controllo del territorio. Ha osservato che, soprattutto nelle grandi città, la presenza delle sale scommesse coincide spesso con aree interessate da attività di spaccio, estorsione e usura, evidenziando come questi fenomeni risultino sempre più collegati.

Ampio spazio è stato dedicato anche alle conseguenze sociali della dipendenza. Cioffredi ha ricordato che una quota crescente delle persone che si rivolgono agli sportelli antiusura è costituita da giocatori patologici e ha richiamato gli studi che evidenziano una correlazione tra disturbo da gioco d’azzardo e suicidio, citando sia l’esperienza del Regno Unito sia alcune ricerche condotte in Italia.

Nella parte finale del suo intervento ha rivolto un appello affinché il fenomeno non venga ulteriormente normalizzato. Tra le priorità indicate figurano il mantenimento delle limitazioni alla pubblicità del gioco, la difesa del potere regolatorio di comuni ed enti locali e il rafforzamento delle normative regionali. Ha inoltre espresso forte contrarietà all’ipotesi di ampliare gli orari di apertura previsti dal riordino del settore, sostenendo che ciò rischierebbe di aggravare ulteriormente le conseguenze sociali dell’azzardo.

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