Il Betting and Gaming Council (BGC) ha respinto la proposta della Social Market Foundation (SMF) di raddoppiare la Machine Games Duty (MGD), sostenendo che il rapporto non valuta in modo adeguato le conseguenze che un aumento dell’imposta avrebbe sull’occupazione, sulle comunità locali, sulle attività commerciali dei centri urbani e sull’intero settore del gioco regolamentato nel Regno Unito.
Secondo il BGC, lo studio si basa su una serie di ipotesi tecniche che non riflettono la realtà del mercato britannico del gioco terrestre. L’associazione evidenzia inoltre che, sebbene gran parte dell’analisi sia incentrata sugli adult gaming centre, il previsto incremento fiscale colpirebbe anche agenzie di scommesse, sale bingo, casinò, circoli ricreativi e club dedicati ai lavoratori e ai minatori, nonostante le profonde differenze tra queste strutture in termini di supervisione, personale, controlli sull’età dei clienti, caratteristiche dell’utenza e misure di tutela dei consumatori.
Il BGC contesta inoltre il fatto che il rapporto non distingua tra tassazione in base alla categoria delle macchine e tassazione in base alla tipologia di locale, ignorando che i diversi ambienti autorizzati operano secondo regole e controlli differenti.
Tra le critiche figura anche la valutazione del rischio legato al gioco d’azzardo, effettuata in base alla tipologia di gioco anziché alla categoria delle macchine o al contesto in cui sono installate. Pur riconoscendo l’assenza di dati specifici sui livelli di rischio per categoria, il rapporto presume che le macchine di categoria B presentino lo stesso livello di rischio indipendentemente dal fatto che si trovino in un casinò con personale qualificato, controlli d’identità e sorveglianza costante oppure in un’altra sede autorizzata.
L’associazione mette inoltre in discussione l’utilizzo delle stime del Gambling Survey for Great Britain (GSGB), ritenendo che tendano a sovrastimare la diffusione del gioco d’azzardo, così come il ricorso a stime aggregate dei costi fiscali utilizzate per elaborare gli impatti economici complessivi. Secondo il BGC, questo approccio rischia di amplificare i costi attribuiti al gioco senza considerare il contributo economico garantito dalle attività terrestri, in termini di occupazione, gettito fiscale, imposte locali, investimenti e sostegno alle economie dei centri cittadini.
L’amministratrice delegata del Betting and Gaming Council, Grainne Hurst, ha ribadito la netta opposizione dell’organizzazione a qualsiasi aumento della Machine Games Duty, affermando che il rapporto non contiene elementi sufficienti a giustificare una misura così penalizzante. Hurst ha sottolineato che sale bingo, agenzie di scommesse, casinò e circoli ricreativi svolgono un ruolo importante nelle comunità britanniche e che il settore regolamentato sostiene circa 109.000 posti di lavoro, contribuisce con miliardi di sterline all’economia nazionale e offre spazi di intrattenimento frequentati da milioni di adulti.
Secondo il BGC, il raddoppio della tassa provocherebbe la chiusura di numerose attività, la perdita di posti di lavoro e un ulteriore indebolimento delle principali vie commerciali, favorendo esclusivamente il mercato illegale del gioco, che non versa imposte, non genera benefici per le comunità locali e non offre le garanzie previste dal sistema regolamentato.
L’associazione evidenzia inoltre che il rapporto non tenta di quantificare il numero di chiusure o di posti di lavoro che potrebbero essere persi a seguito dell’introduzione della misura. Viene infine richiamato anche un sondaggio contenuto nello stesso studio, dal quale emerge che la maggioranza degli intervistati, indipendentemente dall’orientamento politico, non è favorevole a un aumento delle tasse sulle gaming machine.
Il Betting and Gaming Council conclude affermando che qualsiasi futura revisione della Machine Games Duty dovrebbe basarsi su una valutazione approfondita delle diverse tipologie di locali interessati, delle misure di tutela offerte ai consumatori, del contributo del comparto all’occupazione e alle economie locali, nonché dei possibili effetti che ulteriori aumenti fiscali potrebbero avere sugli investimenti, sul mercato del lavoro, sui centri urbani e sulla crescita del gioco illegale.







