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Gioco d’azzardo, un rischio per i più fragili: Groothuizen (Ksa) propone di rafforzare il registro Cruks

Il gioco d’azzardo è ormai diventato un’attività sempre più normalizzata, soprattutto tra i giovani, nonostante comporti rischi paragonabili a quelli legati al consumo di alcol. È questa la riflessione di Michel Groothuizen, che in un intervento pubblicato il 2 luglio sottolinea come la diffusione delle scommesse online abbia reso il gioco accessibile in qualsiasi momento, abbassando drasticamente la soglia d’ingresso e aumentando il rischio di sviluppare comportamenti problematici.

L’autore osserva che, sebbene molti giocatori riescano a mantenere il controllo delle proprie abitudini, la dipendenza rappresenta un pericolo concreto e può tradursi rapidamente in gravi difficoltà economiche. Sul mercato legale olandese la perdita media è di circa 125 euro al mese, ma per le persone più vulnerabili le conseguenze possono essere ben più pesanti.

Secondo Groothuizen, stabilire per legge quanto una persona possa spendere nel gioco sarebbe una scelta delicata, poiché inciderebbe sulla libertà individuale e rischierebbe di trasformare la regolamentazione del settore in uno strumento di politica reddituale. Allo stesso tempo ricorda che gli operatori autorizzati sono già obbligati a verificare il reddito e la capacità economica dei clienti nell’ambito degli obblighi di tutela del giocatore e delle norme antiriciclaggio, mentre la Kansspelautoriteit interviene nei confronti delle società che non rispettano tali obblighi.

L’attenzione si concentra quindi sulle categorie più esposte. Nei Paesi Bassi è attivo il registro di autoesclusione Cruks, noto anche come “Gokstop”, che consente di impedire l’accesso al gioco legale. Attualmente vi risultano iscritti circa 120.000 cittadini. Una volta registrati, non è possibile cancellare l’iscrizione prima di sei mesi, periodo che il Governo intende estendere a un anno.

Groothuizen propone di compiere un ulteriore passo in avanti introducendo l’iscrizione automatica nel registro Cruks di tutte le persone presenti nel Registro centrale delle tutele e delle amministrazioni di sostegno (CCBR), che comprende cittadini sottoposti a tutela legale, curatela o amministrazione controllata per motivi quali dipendenze, incapacità di gestire i propri interessi o gravi problemi finanziari. Nei Paesi Bassi si tratta di circa 250.000 persone in amministrazione di sostegno e altre 25.000 in regime di curatela.

Secondo l’autore, collegare direttamente il CCBR al sistema Cruks garantirebbe una protezione più efficace per una delle fasce più vulnerabili della popolazione, rispondendo anche alle richieste avanzate da amministratori di sostegno e curatori. Una soluzione già adottata in Paesi vicini come Belgio e Germania e che, conclude Groothuizen, potrebbe rappresentare uno strumento concreto per prevenire nuove dipendenze dal gioco, chiudendo almeno la porta del gioco legale a chi è maggiormente esposto al rischio.

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