Nel corso di iGB L!VE 2026, Ivana Flynn, co-fondatrice di iGaming SEO Boardroom, ha acceso i riflettori su una delle minacce più insidiose per il marketing digitale: il cosiddetto SEO Terrorism, ovvero l’uso sistematico di tecniche malevole per danneggiare la visibilità online di aziende, affiliati e operatori del settore iGaming.
Durante il suo intervento, Flynn ha spiegato come gli attacchi SEO non siano più episodi isolati, ma una vera e propria guerra digitale nella quale i concorrenti utilizzano segnalazioni fraudolente, clonazione di contenuti e richieste DMCA abusive per far rimuovere pagine legittime dai risultati di Google.

Secondo l’esperta, il motore di ricerca non dispone di un canale dedicato per denunciare questo tipo di aggressioni e, nella maggior parte dei casi, le vittime devono affrontare autonomamente il processo di recupero. Per questo motivo ha invitato aziende e professionisti a conoscere e utilizzare gli strumenti disponibili, a partire dalle procedure di contro-notifica previste dal sistema DMCA, pur evidenziandone i limiti in termini di tempi e capacità di gestione.
Flynn ha sottolineato che la miglior difesa resta una strategia SEO completa e ben strutturata. Un sito tecnicamente ottimizzato, con contenuti originali, una solida architettura interna e un brand riconoscibile offre infatti una maggiore resilienza contro gli attacchi. “La SEO non è soltanto ranking”, ha spiegato, “ma anche protezione del marchio e dell’intero patrimonio digitale”.
Particolare attenzione è stata dedicata agli abusi del Digital Millennium Copyright Act (DMCA). L’intervento ha illustrato come soggetti malintenzionati possano copiare contenuti originali, pubblicarli su siti clone e presentarsi come legittimi proprietari delle opere, inducendo Google a rimuovere temporaneamente le pagine autentiche dai risultati di ricerca. In questi casi il traffico organico può crollare nel giro di poche ore, con pesanti ripercussioni economiche.
L’esperta ha raccontato di aver vissuto personalmente numerosi episodi di questo tipo, compresi tentativi di clonazione dei propri contenuti e persino dei propri profili online, spiegando come chi viene colpito una volta rischi di diventare un bersaglio ricorrente. Per questo motivo ha invitato il pubblico a monitorare costantemente le notifiche di Google Search Console e ad agire rapidamente in presenza di segnalazioni sospette.
Tra le misure preventive consigliate figurano la registrazione preventiva dei contenuti attraverso servizi specializzati di tutela del copyright, l’adozione di sistemi di monitoraggio continuo delle richieste DMCA e la predisposizione di procedure interne per rispondere tempestivamente alle contestazioni.
Flynn ha inoltre evidenziato che gli attaccanti operano spesso attraverso sistemi automatizzati, rendendo estremamente semplice e poco costoso colpire centinaia di pagine in pochi minuti, mentre il recupero della visibilità richiede giorni o settimane. Questa asimmetria rappresenta, a suo giudizio, uno dei principali problemi dell’attuale sistema di tutela del copyright online.
Nel finale del suo intervento, la co-fondatrice di iGaming SEO Boardroom ha lanciato un appello affinché Google e i legislatori introducano controlli più rigorosi sulle richieste DMCA, prevedendo verifiche sull’identità dei richiedenti e maggiori responsabilità per chi presenta segnalazioni fraudolente.
Il messaggio conclusivo è stato chiaro: nel panorama digitale del 2026 la protezione SEO non può più limitarsi all’ottimizzazione per i motori di ricerca, ma deve diventare parte integrante della strategia di sicurezza di ogni azienda, soprattutto nei settori ad alta competitività come l’iGaming.







