La crescente attenzione normativa e politica nei confronti dell’industria del gioco impone un cambio di paradigma: non è più sufficiente dimostrare di aver introdotto misure di gioco responsabile, ma occorre fornire prove concrete della loro efficacia. È questo il messaggio lanciato da Ewa Bakun, Director dell’ICE Research Institute, nel corso del suo intervento a iGB L!VE 2026 intitolato “Turning scrutiny into solutions: why evidence matters more than ever”.
Secondo Bakun, il settore si trova oggi ad affrontare un contesto caratterizzato da una pressione sempre maggiore da parte di regolatori, governi e opinione pubblica. Le aspettative nei confronti degli operatori non riguardano più soltanto l’adozione di strumenti di tutela, ma la capacità di dimostrare, attraverso dati e ricerche scientifiche, che tali strumenti producono risultati misurabili nella riduzione dei rischi legati al gioco.
La direttrice dell’ICE Research Institute ha evidenziato come gran parte della ricerca accademica disponibile sia particolarmente efficace nell’analizzare i problemi, ma meno orientata a verificare quali soluzioni funzionino realmente. Inoltre, spesso esiste un divario significativo tra la pubblicazione degli studi e la loro concreta applicazione nel settore. Per questo motivo, l’obiettivo dell’istituto non è produrre semplicemente nuove ricerche, bensì trasformare le evidenze scientifiche in strumenti operativi capaci di supportare decisioni aziendali e regolatorie.
Bakun ha ricordato che l’ICE Research Institute è nato in occasione del trasferimento di ICE da Londra a Barcellona con l’intento di creare un progetto che andasse oltre l’organizzazione dell’evento fieristico, contribuendo allo sviluppo sostenibile dell’intero ecosistema del gioco. Grazie al dialogo continuo con operatori, fornitori, regolatori, accademici e decisori politici, l’istituto punta a colmare la distanza tra ricerca e pratica, facilitando l’adozione delle migliori evidenze disponibili.
L’attività dell’istituto si basa su alcuni principi fondamentali. Il primo è quello della ricerca applicata, orientata a risolvere problemi concreti del settore. Il secondo riguarda la prevenzione, con particolare attenzione agli strumenti capaci di evitare l’insorgenza dei comportamenti problematici piuttosto che intervenire quando il danno è già avvenuto. Centrale è anche la volontà di sviluppare studi che offrano indicazioni operative immediatamente utilizzabili dall’industria.
Nel corso dell’intervento sono stati illustrati sei progetti di ricerca già finanziati dall’ICE Research Institute. Il primo analizza il modo in cui i media rappresentano il gioco nel dibattito pubblico spagnolo, studiando come il linguaggio utilizzato possa influenzare la percezione sociale, le decisioni politiche e la stigmatizzazione delle persone più vulnerabili.
Un secondo progetto, sviluppato con il Politecnico di Valencia, valuta l’efficacia delle misure di prevenzione e degli interventi di gioco responsabile utilizzando metodologie neuroscientifiche e misurazioni fisiologiche, superando i tradizionali questionari per comprendere le reali reazioni dei giocatori.
Grande attenzione viene dedicata anche allo studio dei fattori di vulnerabilità individuale. In collaborazione con la Dual Disorders Foundation, un gruppo di ricercatori sta analizzando i meccanismi neurobiologici e psicologici che possono aumentare il rischio di sviluppare comportamenti di gioco problematici, con l’obiettivo finale di realizzare strumenti pratici per identificare precocemente le situazioni di maggiore rischio.
Un ulteriore filone di ricerca riguarda l’effettivo utilizzo degli strumenti di autoesclusione e delle tecnologie di protezione dei giocatori. In collaborazione con l’Università di La Rioja, i ricercatori stanno cercando di comprendere perché molti utenti non utilizzino questi strumenti e quali ostacoli, legati alla conoscenza, alla fiducia o all’accessibilità, ne limitino la diffusione.
L’intelligenza artificiale rappresenta un’altra delle aree prioritarie. Secondo Bakun, la questione non è se l’IA debba essere utilizzata nel settore del gioco, ma come impiegarla in modo trasparente, responsabile e conforme ai principi di governance. Il progetto sviluppato con diverse università europee punta a creare un modello di valutazione che consenta alle aziende di misurare il livello di trasparenza e gestione del rischio nell’utilizzo delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale.
Infine, particolare attenzione viene riservata al rapporto tra giovani, tecnologia e social media. La ricerca, sviluppata insieme all’Università di La Rioja e ad altri partner accademici spagnoli, mira a comprendere come rafforzare l’educazione digitale e fornire ai ragazzi strumenti utili per affrontare in modo consapevole le pressioni dell’ambiente online prima ancora che entrino in contatto con il gioco.
Nelle conclusioni del suo intervento, Ewa Bakun ha sottolineato che la credibilità futura dell’industria dipenderà sempre più dalla capacità di dimostrare risultati concreti. Regolatori e decisori politici chiedono evidenze, non semplici dichiarazioni di intenti, e la capacità di misurare l’efficacia delle iniziative rappresenterà un elemento strategico per l’intero comparto.
“La domanda non è più cosa diciamo di fare, ma cosa possiamo dimostrare di aver ottenuto”, ha affermato Bakun, ribadendo che la missione dell’ICE Research Institute consiste nel trasformare la conoscenza scientifica in azioni concrete, favorendo decisioni migliori, politiche più efficaci e strategie di prevenzione realmente basate sulle evidenze.




