“L’appuntamento di Siviglia del 10 giugno scorso per la Confederazione è denso di significati. Terminata l’emergenza pandemica, dopo un periodo di assestamento e di relativa calma, ci si trova ora a fare i conti con un vero e proprio tour de force che impegnerà le energie e le risorse dell’organizzazione europea dei tabaccai per molto tempo, dovendo fare i conti con le revisioni di tutte quelle direttive che impattano direttamente sul nostro settore”. E’ quanto scrive in una nota la Federazione Italiana Tabaccai.
“Il Comitato Esecutivo da poco eletto dall’Assemblea CEDT, con il compito di guidare l’attività strategica ed operativa per far fronte a sfide di importanza vitale per la categoria, è una squadra affiata e coesa, composta da Presidenti di associazioni nazionali rappresentative di tabaccai che operano secondo un modello di vendita basato sul monopolio. Questo – prosegue FIT – è un dato non secondario, perché rappresenta l’identità fondativa della CEDT: quella di dare un valore extra nazionale ad un sistema di vendita canalizzato, basato su licenze o concessioni, reale presidio di un mercato legale. Per tanti anni il nostro è stato un modello vituperato da diversi Paesi dell’Unione europea votati al libero mercato, ma la storia, alla fine, sembra darci ragione. Tanti di quei Paesi oggi hanno rivisto la regolamentazione della vendita al dettaglio secondo schemi analoghi al nostro o, comunque, improntati ad un controllo più rigoroso. Non a caso la famiglia CEDT si è allargata, divenendo polo attrattivo anche per l’associazione irlandese e belga, dopo quella ungherese. Le anime «mediterranea» (Italia, Spagna, Grecia ed in buona parte Francia) e «mitteleuropea» della Confederazione (Austria e Ungheria) si sono unite con quella «Nord occidentale» del continente (Belgio e Irlanda), dando vita ad un organismo vitale e dinamico, non ripiegato su sé stesso, ma realmente rappresentativo dei vari mercati e delle varie esperienze distributive, in grado di dire la sua in tutte le sedi istituzionali europee e con tutti gli operatori economici del settore. Un organismo che è proiettato nel futuro ma non dimentica il suo passato e la sua peculiare identità, legata al tabacco”.
“Non a caso questa Assemblea CEDT si è svolta a Siviglia, la prima città europea a lavorare su larga scala il tabacco, grazie al suo monopolio commerciale con le Americhe del XVI secolo. E con grande piacere, terminati i lavori e le votazioni, tutti i partecipanti hanno concluso il tour della città con una visita speciale alla Fabrica Real de Tabacos, un edificio immenso, costruito nel XVIII secolo ed inferiore solo all’Escorial, la residenza ufficiale del Re di Spagna ed oggi sede dell’Università di Siviglia. Qui, tra le mura che raccontano la storia di migliaia di lavoratrici e lavoratori che seguivano tutto il processo di lavorazione, dalla materia prima al prodotto finale, è stato un po’ come tornare alle origini della fondazione della CEDT, riscoprendo le proprie radici che sono ora così profonde da aver generato un albero forte e robusto, che continua a germogliare nuove foglie”, conclude FIT.







