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CEDT, FIT: “Una voce europea sempre più forte”

“In occasione dell’Assemblea Generale della CEDT, la Federazione ha continuato a svolgere il suo ruolo da protagonista all’interno della Confederazione, il principale organismo di rappresentanza dei rivenditori specializzati a livello continentale. Un impegno che si è rafforzato con il rinnovo degli organi direttivi della Confederazione e con la conferma a Segretario Generale CEDT del Presidente Nazionale FIT, Mario Antonelli. La Confederazione, ospitata dai colleghi spagnoli dell’Unión de Asociaciones de Estanqueros de España in una delle cornici più suggestive dell’Andalusia, ha sperimentato un’accoglienza calorosa ed un clima di grande collaborazione tra tutte le organizzazioni aderenti, eleggendo alla guida della CEDT Miguel Angel Martinez Cuadrado, Presidente della associazione iberica. La vicepresidenza è stata affidata a Peter Schweinschwaller, rappresentante austriaco, mentre la Federazione Italiana Tabaccai, come anticipato, continua a ricoprire un ruolo centrale nel Segretariato Generale attraverso Mario Antonelli. Alla tesoreria è stato confermato Serdar Kaya, della Confédération des Buralistes. Una squadra che riflette l’equilibrio e la pluralità delle diverse realtà nazionali, ma soprattutto la volontà comune di rafforzare ulteriormente la capacità della Confederazione di incidere sui processi decisionali europei in una fase particolarmente delicata per il futuro del comparto”. E’ quanto si legge in una nota della Federazione Italiana Tabaccai.

“I lavori sono iniziati già nella mattinata con una riunione della Commissione interna della CEDT dedicata alle questioni normative. Al centro del confronto, la revisione della Tobacco Products Directive (TPD), con particolare attenzione alla «Call for Evidence» e alla consultazione pubblica avviate dalla Commissione europea. Un approfondimento necessario per definire una strategia condivisa e consentire alla Confederazione di portare avanti con forza e autorevolezza la posizione dei tabaccai europei presso le Istituzioni dell’Unione. Successivamente – prosegue la nota – , dopo la pausa pranzo, si è aperta l’Assemblea generale vera e propria, caratterizzata da un’agenda intensa e da numerosi dossier sul tavolo. In primo piano, inevitabilmente, le revisioni normative attualmente in discussione a Bruxelles, dalle quali dipenderanno gli equilibri futuri dell’intero settore. Sono stati mesi particolarmente complessi a seguito della pubblicazione, il 16 luglio 2025, della proposta di revisione della Direttiva sulle accise dei tabacchi (TED). Da quel momento si sono aperti negoziati articolati e tutt’altro che semplici, che ancora oggi non hanno portato ad una sintesi condivisa. Il testo, infatti, non ha ancora ottenuto il necessario consenso unanime degli Stati membri in seno al Consiglio, requisito indispensabile per l’approvazione della direttiva e neppure il Parlamento europeo ha saputo esprimere in seduta Plenaria una sua posizione unanime, sebbene con il suo recentissimo voto sembra aver comunque sconfessato la proposta iniziale della Commissione UE, apparsa sin dall’inizio particolarmente sfavorevole, anche nei confronti dei prodotti di nuova generazione. Si tratta di prodotti che negli ultimi anni hanno profondamente trasformato il mercato e introdotto elementi di innovazione nel nostro settore. Un’innovazione che i consumatori hanno dimostrato di apprezzare e che, secondo numerose evidenze scientifiche, può rappresentare per alcuni prodotti una valida alternativa potenzialmente meno dannosa rispetto al consumo tradizionale. È proprio questo uno dei punti sui quali la CEDT continua a richiamare l’attenzione delle Istituzioni europee. Le politiche fiscali e regolatorie devono necessariamente tenere conto delle differenze esistenti tra le diverse categorie di prodotto e riconoscere sistemi di imposizione coerenti con il principio della proporzionalità e con il diverso profilo di rischio. Una regolamentazione equilibrata non significa abbassare il livello di tutela della salute pubblica, ma perseguire obiettivi di salute e sostenibilità senza ignorare l’evoluzione del mercato e le esigenze dei consumatori.

Anche sul fronte della revisione della TPD – evidenzia FIT – le preoccupazioni non mancano. La Commissione europea ha infatti avviato il processo con un rapporto di valutazione che ha mostrato diverse lacune, tanto da ricevere rilievi critici da parte dello stesso Regulatory Scrutiny Board, un suo organismo interno di controllo. Un avvio che certamente non induce all’ottimismo, ma che rende ancor più importante il lavoro svolto dalla CEDT nel portare all’attenzione dei decisori europei il punto di vista e l’esperienza concreta dei rivenditori specializzati. In questo senso, tutte le organizzazioni confederate hanno condiviso la necessità di partecipare attivamente alle consultazioni in corso. Perché dietro le norme e i numeri vi sono migliaia di piccole imprese familiari che ogni giorno garantiscono un servizio essenziale ai cittadini e contribuiscono in maniera determinante all’economia, alla raccolta erariale, alla tutela della legalità e alla tenuta del tessuto sociale delle comunità. La rete delle tabaccherie europee rappresenta infatti un presidio insostituibile, soprattutto nei piccoli centri e nelle aree rurali, dove spesso il tabaccaio è rimasto uno degli ultimi punti di riferimento per la cittadinanza. Una presenza capillare che svolge una funzione economica ma anche sociale e che non può essere sacrificata sull’altare di approcci ideologici o di misure che rischiano di produrre effetti opposti rispetto a quelli auspicati. La lotta al mercato illecito e alla contraffazione deve restare una priorità assoluta. Non possiamo permettere che prodotti così sensibili vengano sottratti ai circuiti legali e finiscano nelle mani delle organizzazioni criminali o di un commercio parallelo privo di qualsiasi controllo. Per questo destano forte preoccupazione alcune ipotesi regolatorie che continuano ad emergere nel dibattito europeo. Pensiamo, ad esempio, al pacchetto neutro, al divieto di aromi o a misure che renderebbero i prodotti legali sempre meno visibili all’interno dei punti vendita. Si tratta di scelte che rischiano di penalizzare esclusivamente la rete legale, senza incidere realmente sulla domanda e favorendo invece fenomeni di contraffazione e di mercato nero. È lecito domandarsi se sia davvero ragionevole costringere gli operatori legali a nascondere prodotti autorizzati e sottoposti a controlli rigorosi, mentre il commercio illegale continua a prosperare senza alcun vincolo, ponendo a rischio la stessa salute pubblica, oltre che la sostenibilità economica della nostra rete di vendita. Una riflessione che la CEDT intende portare con forza ai tavoli istituzionali europei, nella convinzione che la legalità debba essere sostenuta e non penalizzata.

Nel corso dell’Assemblea, tutte le organizzazioni aderenti hanno espresso forte preoccupazione per le sfide che attendono il comparto, ma anche piena fiducia nel lavoro della Presidenza e del Segretariato Generale e nella capacità della Confederazione di difendere con competenza e credibilità gli interessi della categoria. Un segnale incoraggiante – spiega FIT – arriva anche dalla crescente considerazione di cui la CEDT gode a livello europeo. Recentemente, infatti, la Confederazione è stata contattata da una nuova associazione olandese di tabaccai specializzati, nata proprio in risposta alle recenti normative introdotte nei Paesi Bassi che hanno vietato la vendita dei prodotti del tabacco all’interno dei supermercati, riservandola esclusivamente ai negozi specializzati. Un’evoluzione che testimonia come la rappresentanza dei dettaglianti specializzati sia oggi più che mai necessaria e come il modello della CEDT venga riconosciuto quale interlocutore credibile e autorevole nel panorama europeo. Non solo difesa delle categorie nazionali, dunque, ma anche una prospettiva di crescita e di ulteriore allargamento della Confederazione, con l’obiettivo di renderla ancora più rappresentativa e capace di dare voce alle esigenze delle migliaia di imprenditori che ogni giorno, con professionalità e senso di responsabilità, garantiscono un servizio essenziale alle comunità e contribuiscono alla tenuta economica e sociale dei rispettivi Paesi. In un contesto normativo sempre più complesso, la presenza di una rappresentanza forte, unita e competente costituisce una condizione imprescindibile. La Federazione Italiana Tabaccai continuerà a fare la propria parte, convinta che il futuro del settore si costruisca attraverso il dialogo con le Istituzioni, la valorizzazione della legalità e la difesa di una rete di imprese che rappresenta, ancora oggi, una componente fondamentale del sistema economico e sociale europeo”, conclude FIT.

Redazione Jamma
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