Quasi due siti su tre che compaiono tra i primi risultati delle ricerche Google dedicate a scommesse e casinò online presentano almeno una violazione delle tutele di base previste per i giocatori. È quanto emerge dall’Osservatorio sulla compliance nel gambling realizzato da Michele Martinelli, consulente SEO e GEO specializzato nel settore del gioco pubblico, che ha analizzato i principali portali italiani dedicati al gioco a distanza.
Lo studio, aggiornato a giugno 2026, ha preso in esame un campione di 67 domini selezionati in base al loro posizionamento organico per le principali parole chiave del settore. Di questi, 53 sono risultati analizzabili, mentre 14 sono stati esclusi perché protetti da sistemi che impediscono la scansione automatica. L’analisi riguarda operatori, comparatori, siti di pronostici, affiliati e testate specializzate, escludendo invece le testate generaliste prive di una sezione dedicata alle scommesse.
Per garantire l’affidabilità dei risultati, Martinelli ha affiancato alla rilevazione automatica una verifica manuale, recuperando anche le avvertenze presenti in formato immagine o caricate tramite JavaScript e controllando le sezioni dedicate al gioco delle testate giornalistiche. Il criterio adottato per valutare l’avvertenza sulla dipendenza si basa sull’articolo 7 del Decreto Balduzzi e sulle linee guida AGCOM: la sola dicitura “gioca responsabilmente” non è stata considerata sufficiente, mentre sono stati ritenuti validi solo gli avvisi che richiamano esplicitamente il rischio di dipendenza patologica.
Dai dati emerge che il 62% dei siti analizzati non riporta un’avvertenza esplicita sul rischio di dipendenza, mentre il 49% non fornisce alcun riferimento ai servizi di assistenza, come il numero verde dell’Istituto Superiore di Sanità o collegamenti a portali dedicati al gioco responsabile. Un quarto dei siti, inoltre, non espone nemmeno l’avviso che vieta il gioco ai minori di 18 anni.
Tra gli aspetti più significativi evidenziati dall’Osservatorio c’è il fatto che il 30% dei siti mostra correttamente il simbolo “+18”, ma non offre alcuna indicazione su dove un giocatore in difficoltà possa trovare supporto. Una situazione che, secondo Martinelli, evidenzia una tutela solo formale.
«Quasi due siti su tre, tra quelli che intercettano le principali ricerche sul gioco in Italia, non riportano sulla home l’avvertenza esplicita che il gioco può causare dipendenza patologica. Ma il dato che colpisce di più è un altro: circa un sito su tre mostra correttamente l’avviso +18, e quindi sa di dover tutelare il giocatore, ma non offre alcun riferimento a dove chiedere aiuto, nessun numero verde, nessun link a un servizio di supporto. Mostrano l’apparenza della tutela, non la sostanza. E un rimedio che costa pochissimo, mezza giornata di lavoro, senza budget e senza toccare le conversioni. Non è un problema di mezzi, ma di consapevolezza», afferma Martinelli.
L’Osservatorio sottolinea inoltre come l’analisi non abbia l’obiettivo di individuare singoli responsabili, ma di fotografare un fenomeno attraverso dati aggregati e anonimi. Secondo l’autore, le criticità riguardano soprattutto l’ecosistema composto da comparatori, portali di pronostici, affiliati e siti di informazione, mentre i grandi concessionari, spesso dotati di strutture dedicate alla compliance, non sono stati inclusi nelle statistiche perché non analizzabili con gli strumenti utilizzati.
Martinelli ricorda infine che il Decreto Dignità prevede sanzioni a partire da 50 mila euro per le violazioni della normativa sul gioco e osserva come l’adeguamento delle tutele di base richieda interventi tecnici minimi, senza effetti sulle conversioni o sull’esperienza degli utenti. L’intera metodologia e i dati dell’indagine sono disponibili nell’Osservatorio pubblicato sul sito michelemartinelli.com.







