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Riordino giochi, Vaccari (Pd): “Scommetto che la riforma non ci sarà, arriverà un’altra proroga. Troppi sbagli dal Governo”

Il riordino del gioco pubblico avrebbe dovuto affrontare contemporaneamente il comparto online e quello fisico. La scelta del Governo di procedere solo sulla disciplina del gioco a distanza rappresenta, invece, un errore che rischia di tradursi nell’ennesimo rinvio della riforma complessiva. È la posizione espressa dal deputato del Partito Democratico Stefano Vaccari durante il webinar “Gioco d’azzardo: il rebus normativo e le esigenze dei territori”, promosso da Avviso Pubblico in collaborazione con la Regione del Veneto.

Aprendo il proprio intervento, Vaccari ha ringraziato Avviso Pubblico e la Regione Veneto, sottolineando alcuni punti di convergenza con il collega Andrea de Bertoldi. In particolare, ha voluto chiarire di non appartenere a un’impostazione proibizionista. “Il Partito Democratico non è mai stato proibizionista”, ha affermato, spiegando che l’obiettivo delle proposte avanzate negli anni è sempre stato quello della riduzione del danno, attraverso strumenti di prevenzione e tutela della salute pubblica.

Proprio su questo punto ha preso le distanze dal parallelo tra gioco, alcol e tabacco richiamato nel precedente intervento. Vaccari ha ricordato che l’alcol è classificato come alimento e ha osservato come, sia per il fumo sia per l’alcol, lo Stato sia già intervenuto con misure volte a limitarne gli effetti sulla salute, dal divieto di fumare nei luoghi pubblici fino agli avvertimenti sanitari obbligatori riportati sui pacchetti di sigarette. Analogamente, secondo il deputato, anche nel settore del gioco sono legittime politiche pubbliche finalizzate a ridurre i danni derivanti dai comportamenti a rischio.

Ripercorrendo l’evoluzione normativa del comparto, Vaccari ha ricordato che la regolamentazione moderna del gioco pubblico nasce alla fine degli anni Novanta con l’obiettivo di sottrarre attività all’illegalità. Da allora, tuttavia, il settore è stato disciplinato attraverso interventi successivi e frammentati. Proprio questa stratificazione normativa, ha sostenuto, ha creato spazi nei quali la criminalità organizzata ha trovato terreno fertile per infiltrarsi, situazione che soltanto negli ultimi anni si è cercato di contrastare con un rafforzamento dell’azione delle forze dell’ordine e della magistratura.

Secondo il parlamentare, la necessità di un riordino organico era stata evidenziata fin dall’inizio della legislatura, durante la discussione della delega fiscale. In quella sede il Partito Democratico aveva chiesto che il riordino riguardasse contestualmente gioco online e gioco fisico. Una richiesta che, a suo giudizio, non è stata accolta dal Governo.

“La maggioranza ha scelto di partire solo dall’online e questo è stato un errore”, ha affermato Vaccari, osservando che la stessa delega fiscale consentiva di affrontare l’intero comparto in modo unitario. Ha ricordato inoltre come la recente relazione della Corte dei conti abbia evidenziato che, nonostante la crescita del digitale, il gioco fisico continua a garantire oltre 5 miliardi di euro di gettito, a fronte degli 11,4 miliardi complessivi incassati dallo Stato nel 2025. Per questo motivo, ha sostenuto, il comparto terrestre avrebbe meritato una disciplina contestuale, anche per tutelare le numerose piccole e medie imprese che operano nella rete legale. Proprio per questo, ha sostenuto, la riforma avrebbe dovuto essere costruita anche per tutelare la rete delle piccole e medie imprese che in questi anni hanno operato nel mercato legale, rispettando le regole e investendo nella legalità.

Vaccari ha espresso forti critiche anche sul metodo seguito dal Governo nella predisposizione della bozza di riforma. Secondo il deputato, il testo sarebbe stato elaborato senza un reale confronto con le associazioni rappresentative del settore. Ha parlato di una consultazione svolta attraverso incontri separati con i singoli soggetti, anziché mediante un tavolo comune che consentisse un autentico dibattito sulle diverse posizioni.

Proprio alla luce delle divisioni emerse anche all’interno della stessa maggioranza, Vaccari si è detto convinto che il riordino non vedrà la luce nei prossimi mesi. Rivolgendosi direttamente al collega de Bertoldi, ha ironizzato affermando che entrambi potrebbero vincere una scommessa su un’ulteriore proroga delle concessioni, rinviando di fatto la riforma al prossimo Governo che uscirà dalle elezioni del 2027.

Secondo il deputato democratico, questo scenario prolungherebbe l’attuale situazione di incertezza normativa, lasciando irrisolti molti dei problemi segnalati dagli enti territoriali. Pur condividendo la necessità di una disciplina nazionale uniforme, Vaccari ha precisato che il riordino non può limitarsi agli aspetti economici o amministrativi, ma deve considerare anche gli effetti sociali e sanitari del fenomeno.

Richiamando i dati disponibili, ha ricordato che il gioco patologico coinvolge circa un milione e mezzo di famiglie italiane e che, secondo la Consulta nazionale antiusura, una quota rilevante delle persone con problemi di gioco ricorre all’usura per reperire denaro da destinare alle giocate. Un fenomeno che, ha osservato, produce conseguenze dirette sui servizi sociali dei Comuni, sui servizi sanitari dedicati alle dipendenze e sulla tenuta complessiva del tessuto sociale.

Vaccari ha inoltre accusato il Governo di aver mantenuto come unico vero obiettivo l’invarianza del gettito erariale prevista nella delega fiscale, senza affrontare con altrettanta decisione gli aspetti di prevenzione e tutela della salute. Ha quindi richiamato anche il tema della pubblicità del gioco, sostenendo che il divieto introdotto dal decreto Dignità continui a essere aggirato.

A questo proposito ha citato il caso di una società di Serie A che espone sulla maglia uno sponsor collegato a una piattaforma di prediction market non autorizzata in Italia e ha espresso preoccupazione per l’ipotesi che lo stesso soggetto possa diventare sponsor della Lega Serie A, definendo tale prospettiva incompatibile con la normativa vigente.

Un altro punto affrontato riguarda la disponibilità dei dati sul gioco. Vaccari ha ricordato che, durante l’esame della delega fiscale, era stato approvato un emendamento che prevedeva la messa a disposizione dei dati a favore di enti locali, Regioni e soggetti impegnati nella prevenzione e nella cura delle dipendenze. Secondo il deputato, tale disposizione è stata successivamente svuotata dalla circolare emanata il 13 marzo 2025 dal direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che ha limitato la diffusione delle informazioni richiamando esigenze di tutela della privacy.

Per Vaccari si tratta di un’interpretazione non condivisibile. “Con una circolare non si può impedire l’applicazione di una legge dello Stato”, ha affermato, sostenendo che la disponibilità dei dati costituisce uno strumento essenziale per comprendere il fenomeno e programmare efficaci politiche di prevenzione.

Nel finale del suo intervento il deputato ha richiamato anche il tema delle infiltrazioni criminali, ricordando come in alcuni Comuni italiani la spesa pro capite per il gioco risulti di gran lunga superiore alla media nazionale. In queste situazioni, ha spiegato, non si può attribuire il fenomeno esclusivamente alle abitudini dei cittadini, ma occorre valutare l’eventuale presenza di attività di riciclaggio attraverso conti di gioco, gratta e vinci o apparecchi da intrattenimento, come dimostrano diverse inchieste giudiziarie.

In conclusione, Vaccari ha sostenuto che il futuro riordino non dovrebbe limitarsi a ridurre il numero degli apparecchi sul territorio, ma dovrebbe intervenire sull’offerta complessiva di gioco. A suo giudizio, negli ultimi anni lo Stato ha progressivamente ampliato gli strumenti di gioco disponibili, anche per reperire nuove risorse finanziarie, citando tra gli esempi il continuo aumento delle tipologie di lotterie istantanee. Una moltiplicazione dell’offerta che, secondo il deputato, rende ancora più urgente l’adozione di politiche strutturali di riduzione del danno.

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