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Gioco online, ADM chiarisce le regole sui ‘conti di gioco virtuali’: utilizzo limitato a test e verifiche tecniche

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha inviato ai concessionari del gioco a distanza una comunicazione con cui definisce in maniera più puntuale le modalità di utilizzo dei conti di gioco virtuali, precisandone finalità, limiti operativi e casi di impiego consentiti.

ADM chiarisce anzitutto che questi conti, intestati alla persona giuridica del concessionario, hanno una funzione esclusivamente tecnica e non possono essere assimilati ai conti di gioco utilizzati dalla clientela. Si tratta infatti di strumenti con “natura meramente tecnica e strumentale”, che non possono essere impiegati per l’offerta di gioco al pubblico.

L’Agenzia ribadisce inoltre il divieto di intestare conti di gioco al personale del concessionario o ad altri soggetti terzi. I conti virtuali, inoltre, non consentono operazioni di ricarica o prelievo: gli importi disponibili possono derivare esclusivamente dall’accredito di bonus.

La comunicazione individua tre sole ipotesi nelle quali è ammesso il loro utilizzo.

La prima riguarda le giocate a caratura speciale, previste per le tipologie di gioco che contemplano questa modalità di vendita. Per questa finalità ogni concessionario può attivare un solo conto di gioco virtuale per ciascuna concessione.

La seconda riguarda le giocate in ambiente di produzione, utilizzate per effettuare test direttamente sui sistemi operativi. In questo caso il numero massimo di conti virtuali è pari a cinque per concessione. Restano esclusi i giochi a totalizzatore, comprese le sessioni multiutente, e quelli che prevedono l’assegnazione di jackpot. ADM stabilisce inoltre limiti economici precisi: per ciascun conto il valore complessivo dei diritti di partecipazione acquistati non può superare i 3.000 euro nell’arco dell’anno solare, mentre il valore della singola giocata o del singolo diritto di partecipazione non può eccedere i 3 euro.

La terza ipotesi riguarda le verifiche tecnico-funzionali previste dalle convenzioni di concessione. Anche in questo caso ciascun concessionario può attivare fino a cinque conti virtuali. L’Agenzia precisa inoltre che, al momento della loro creazione, oltre alla ragione sociale e alla partita IVA dovrà essere indicato un codice fiscale fittizio, composto da undici cifre e diverso per ciascun conto.

Redazione Jamma
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