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Mercato nero del gioco d’azzardo, in Uk cresce l’allarme per la tutela dei consumatori

Il mercato illegale del gioco d’azzardo rappresenta una minaccia sempre più rilevante per la tutela dei consumatori e, secondo il Betting and Gaming Council (BGC), il rischio non dovrebbe essere sottovalutato da chi definisce le politiche di regolamentazione del settore.

Alcuni sostenitori delle campagne contro il gioco d’azzardo ritengono che le preoccupazioni legate al mercato nero siano esagerate. Una posizione che l’associazione dell’industria del gioco regolamentato respinge, sostenendo che il fenomeno costituisca invece una delle principali sfide in termini di protezione dei giocatori.

Il comparto del gioco e delle scommesse autorizzato afferma di considerare con la massima attenzione i problemi legati alla dipendenza dal gioco e di riconoscere la propria responsabilità nella tutela dei consumatori. Milioni di adulti scommettono ogni mese in modo responsabile, ma una piccola parte della popolazione sviluppa comportamenti problematici. Secondo l’ultima indagine sanitaria dell’NHS in Inghilterra, lo 0,7% degli adulti soffre di gioco d’azzardo problematico. Per questo motivo, gli operatori dichiarano di continuare a investire in strumenti, tecnologie e interventi finalizzati a promuovere un gioco più sicuro e ad assistere chi necessita di supporto.

Secondo il BGC, affrontare seriamente la tutela dei consumatori significa anche contrastare l’espansione delle organizzazioni criminali che gestiscono il mercato illegale del gioco.

Di recente è stato sostenuto che gli operatori senza licenza rappresenterebbero meno del 10% del mercato. Anche accettando questa stima, l’associazione ritiene che il dato debba destare preoccupazione. Nel Regno Unito circa 22,5 milioni di adulti effettuano almeno una scommessa ogni mese e, se quasi un decimo delle somme giocate finisse nel circuito illegale, ciò significherebbe che centinaia di migliaia di persone sarebbero esposte a operatori privi delle garanzie previste dal sistema regolamentato.

Le previsioni della società di analisi H2GC indicano inoltre che il volume delle giocate effettuate presso operatori illegali potrebbe quasi raddoppiare, passando da 17 miliardi di sterline nel 2025 a oltre 33 miliardi entro il 2028. In questo scenario, quasi una sterlina su cinque giocata online potrebbe finire presso operatori non autorizzati nell’arco di tre anni.

Per il BGC, ogni giocatore che abbandona il mercato regolamentato perde automaticamente le tutele previste dalla normativa. Gli operatori illegali, infatti, non sono sottoposti al controllo della Gambling Commission, non applicano interventi per il gioco responsabile, non aderiscono ai programmi di autoesclusione come GAMSTOP e non sono obbligati a rispettare gli stessi standard in materia di verifica dell’età, protezione dei clienti e contrasto al riciclaggio di denaro.

Inoltre, queste piattaforme non versano imposte nel Regno Unito, non contribuiscono al finanziamento dello sport britannico e non partecipano ai programmi destinati alla ricerca, alla prevenzione e al trattamento dei disturbi legati al gioco.

Secondo l’associazione, un’altra differenza fondamentale riguarda le garanzie offerte ai consumatori. Gli operatori autorizzati devono assicurare che i giochi siano verificati da organismi indipendenti, che i fondi dei clienti siano protetti e che le eventuali vincite vengano corrisposte regolarmente, elementi che non possono essere garantiti nel mercato illegale.

Il dibattito sulla regolamentazione, sostiene il BGC, non dovrebbe contrapporre regole e assenza di regole, ma valutare se le politiche adottate rafforzino il mercato autorizzato oppure favoriscano involontariamente la migrazione dei consumatori verso offerte illegali. Una regolamentazione efficace, secondo l’organizzazione, deve essere proporzionata, basata sulle evidenze e soggetta a revisioni periodiche per verificarne gli effetti complessivi.

Per contrastare il fenomeno, il Governo britannico ha istituito una Taskforce dedicata al gioco illegale, iniziativa accolta positivamente dal settore. Il Betting and Gaming Council chiede tuttavia ulteriori interventi concreti, tra cui un rafforzamento delle azioni contro la pubblicità illegale, una più rapida chiusura dei siti non autorizzati, controlli più severi sui fornitori di servizi di pagamento coinvolti in transazioni illecite, maggiori responsabilità per le aziende che agevolano gli operatori illegali e un’intensificazione delle attività di contrasto nei confronti di chi si rivolge ai consumatori britannici.

Secondo Grainne Hurst, amministratrice delegata del Betting and Gaming Council, il tema non riguarda la difesa degli interessi delle imprese autorizzate, ma la protezione dei consumatori. A suo avviso esiste una differenza sostanziale tra un operatore britannico regolamentato, soggetto a obblighi di legge e controlli, e un operatore offshore che agisce al di fuori del quadro normativo. Mentre il primo è chiamato a tutelare i clienti e contribuisce all’economia attraverso tasse, occupazione e sostegno allo sport, il secondo incassa denaro senza assumersi alcuna responsabilità.

Redazione Jamma
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