Dopo il passaggio in Senato e le audizioni sugli Schemi di intesa preliminare tra il Governo e le Regioni Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, si prosegue alla Camera dei deputati dove sono approdati i testi del documenti.
Si tratta di un passaggio che assume particolare rilievo anche per il settore del gioco pubblico, in un momento in cui il confronto tra Governo, Regioni ed enti locali sul riordino del gioco fisico resta aperto e caratterizzato da profonde divergenze.
Tra i temi più delicati della riforma in discussione vi è infatti la ripartizione delle competenze tra Stato e autonomie territoriali nella disciplina degli esercizi di gioco. Distanze minime dai luoghi sensibili, limitazioni degli orari di apertura e definizione degli stessi luoghi sensibili rappresentano da anni uno dei principali terreni di scontro tra amministrazioni regionali e Governo, con il settore che continua a chiedere regole uniformi su tutto il territorio nazionale.
Proprio in questo contesto assume particolare significato il contenuto dell’intesa relativa alla Lombardia. Tra le materie per le quali la Regione chiede l’attribuzione di ulteriori forme di autonomia figura infatti il governo del territorio, ambito nel quale viene espressamente richiesto il riconoscimento della competenza esclusiva regionale sulla determinazione delle distanze dei punti di gioco dai luoghi sensibili nell’ambito delle politiche di contrasto al gioco d’azzardo patologico.
La richiesta si inserisce nel quadro più ampio delle competenze che la Regione intende ottenere in materia urbanistica e territoriale, ma ha inevitabili riflessi sul settore del gioco, poiché tocca uno degli strumenti regolatori che negli ultimi anni hanno inciso maggiormente sulla distribuzione territoriale delle attività .
Ancora più significativo appare il capitolo dedicato alla tutela della salute. Nel testo dell’intesa la Lombardia chiede infatti il pieno riconoscimento della possibilità di legiferare in materia di contrasto al gioco d’azzardo patologico, pur nel rispetto dei principi generali fissati dalla normativa nazionale. L’obiettivo dichiarato è quello di consentire interventi diretti a tutela della salute dei cittadini attraverso strumenti normativi regionali.
Dalla Liguria arriva più sinteticamente la richiesta di competenza esclusiva sulla determinazione delle distanze dei punti gioco dai luoghi sensibili e il pieno riconoscimento alla Regione della possibilità di legiferare in merito al contrasto al gioco d’azzardo patologico, nel rispetto dei principi generali fissati dalla normativa nazionale, per intervenire a salvaguardia della salute dei cittadini.
Si tratta di richieste che richiamano direttamente il dibattito in corso sul riordino del gioco fisico. Nelle interlocuzioni avviate negli ultimi mesi tra Governo, Regioni e operatori, una delle questioni più controverse riguarda proprio il grado di autonomia che le amministrazioni territoriali dovranno continuare a esercitare dopo l’eventuale approvazione della riforma nazionale.
Da una parte vi sono le istanze di uniformità avanzate dal settore e sostenute da chi ritiene che il sistema concessorio richieda regole omogenee sull’intero territorio nazionale. Dall’altra vi sono le Regioni che rivendicano il mantenimento, se non addirittura il rafforzamento, delle proprie competenze in materia sanitaria e di pianificazione territoriale, considerandole strumenti indispensabili per contrastare il disturbo da gioco d’azzardo.
L’avanzamento delle intese sull’autonomia differenziata potrebbe quindi avere effetti che vanno oltre le materie direttamente coinvolte. Il riconoscimento di maggiori competenze regionali in tema di salute e governo del territorio potrebbe infatti incidere anche sul futuro assetto normativo del comparto del gioco pubblico, proprio mentre il Governo è chiamato a definire i principi del riordino della rete fisica.
Per questo motivo il passaggio parlamentare appena concluso viene osservato con attenzione dagli operatori del settore. Se il riordino punta a individuare un equilibrio tra esigenze erariali, tutela della salute e sostenibilità delle reti distributive, il tema delle competenze regionali su distanze, orari e luoghi sensibili continua a rappresentare uno dei nodi più complessi da sciogliere. E le richieste avanzate dimostrano come, almeno da parte di alcune Regioni, la volontà sia quella di preservare un ampio spazio di autonomia proprio sulle materie che più incidono sull’organizzazione territoriale dell’offerta di gioco.







