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Romania, ex presidente dell’Autorità per il gioco d’azzardo al centro di un’inchiesta per una presunta tangente da 100mila euro

L’inchiesta che sta scuotendo il settore del gioco d’azzardo in Romania continua ad allargarsi e coinvolge figure di primo piano del mondo istituzionale e dell’industria del gambling. Al centro del caso vi è un’indagine della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) che ha portato all’arresto preventivo di due persone e all’iscrizione nel registro degli indagati del sindaco di Bucarest Ciprian Ciucu.

Nel comunicato ufficiale diffuso il 18 giugno, la DNA non indica i nomi degli arrestati, limitandosi a identificarli con le iniziali R.D.M. e N.C.O. Tuttavia, diversi organi di stampa romeni hanno associato l’identità di N.C.O. a Odeta Cristinela Nestor, ex presidente dell’Ufficio Nazionale per il Gioco d’Azzardo (ONJN). Al momento, tale identificazione non è stata confermata ufficialmente dalla procura anticorruzione.

Secondo quanto riferito dalla DNA, N.C.O. è stata posta in custodia cautelare per 30 giorni con accuse che comprendono complicità nella corruzione passiva, corruzione attiva reiterata, corruzione attiva e istigazione all’utilizzo di informazioni non destinate al pubblico o all’accesso abusivo a tali informazioni.

L’indagine principale riguarda un presunto tentativo di influenzare verifiche svolte dall’ONJN nei confronti di un operatore del settore del gioco. Gli investigatori sostengono che tra novembre 2025 e marzo 2026 l’indagata avrebbe versato complessivamente 1.500 euro e 2.000 lei a un funzionario dell’ente regolatore per accelerare o ritardare alcune pratiche amministrative. A marzo sarebbe seguito un ulteriore pagamento di 500 euro.

L’episodio più rilevante riguarda però una presunta tangente da 100.000 euro che sarebbe stata promessa nell’interesse di un operatore del gioco d’azzardo con l’obiettivo di ottenere una conclusione favorevole delle verifiche in corso, evitando sia sanzioni amministrative sia eventuali segnalazioni alle autorità penali e antiriciclaggio.

Secondo la ricostruzione della DNA, un cittadino bulgaro identificato come R.D.M. avrebbe versato 45.000 euro l’8 aprile 2026, altri 5.000 euro il 17 aprile e i restanti 50.000 euro il 16 giugno, data in cui gli investigatori hanno contestato il reato in flagranza. Va segnalato che alcuni media romeni riportano erroneamente che il fermo sarebbe avvenuto ad aprile, mentre il comunicato ufficiale della DNA indica il 16 giugno come data della consegna dell’ultima tranche e della contestazione in flagranza.

Se l’identificazione proposta dalla stampa dovesse essere confermata, il caso coinvolgerebbe una delle figure più influenti nella storia recente della regolamentazione del gioco in Romania.

Prima di entrare nelle istituzioni, Odeta Nestor aveva costruito una lunga carriera nel settore finanziario. Laureata all’Università di Studi Economici di Bucarest e titolare di diversi master in ambito economico, comunicazione pubblica e investigazione delle frodi, ha ricoperto incarichi dirigenziali presso la Lotteria Nazionale Rumena e numerose società del settore dell’intrattenimento e dei casinò, tra cui Olympic Casino Bucharest.

Nel 2013 è stata nominata alla guida del neonato ONJN, incarico mantenuto fino al 2017. Durante il suo mandato venne definita da molti osservatori la “lady di ferro” delle scommesse, grazie al ruolo svolto nella costruzione del moderno sistema regolatorio del gambling romeno e nell’introduzione della disciplina del gioco online. Dopo aver lasciato l’autorità di regolazione, è rimasta attiva nel settore come consulente internazionale e come presidente dell’Associazione degli Organizzatori di Giochi d’Azzardo a Distanza (AOJND), una delle principali organizzazioni rappresentative degli operatori online.

Ancora nel maggio 2026, poche settimane prima dell’esplosione dello scandalo, Nestor era intervenuta davanti alla Commissione Giustizia del Senato romeno per discutere una proposta legislativa destinata a finanziare programmi di prevenzione della dipendenza da gioco. In quell’occasione aveva sostenuto che gli operatori già contribuiscono con risorse significative e aveva denunciato il mancato utilizzo di fondi che, secondo le sue dichiarazioni, avevano raggiunto in passato circa 70 milioni di euro.

L’indagine sulla presunta corruzione all’interno dell’ONJN ha inoltre portato all’apertura di un secondo procedimento. In questo filone la DNA ha disposto il controllo giudiziario nei confronti del sindaco di Bucarest Ciprian Ciucu, accusato di corruzione passiva. Secondo gli investigatori, alcuni imprenditori avrebbero finanziato servizi di pubblicità e consulenza elettorale a suo favore durante la campagna del 2025 in cambio di agevolazioni amministrative relative a un progetto immobiliare. Ciucu respinge le accuse e continua a beneficiare della presunzione di innocenza.

La DNA ha precisato che le indagini proseguono anche nei confronti di altre persone e che l’esercizio dell’azione penale rappresenta soltanto una fase del procedimento, senza alcuna anticipazione di colpevolezza.

Redazione Jamma
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