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Gioco d’azzardo patologico, il Parlamento europeo discute una petizione per risarcire le vittime della ludopatia

La commissione per le Petizioni del Parlamento europeo (PETI) esaminerà il prossimo 23 giugno la petizione n. 0419/2025 presentata dal cittadino italiano Giovanni Fiorillo, che chiede un rafforzamento delle misure di protezione contro la dipendenza da gioco d’azzardo nell’Unione europea e il riconoscimento dei giocatori patologici come vittime da risarcire.

La petizione, che finora ha raccolto otto sostenitori e per la quale è consentita la raccolta di adesioni, affronta temi che spaziano dalla sanità pubblica ai diritti fondamentali, dalla giustizia alle questioni economiche e sociali. Il documento si riferisce a tutti gli Stati membri dell’UE e sollecita un intervento europeo più incisivo sul fenomeno del gioco problematico.

Nella sua istanza, Fiorillo racconta in prima persona le conseguenze della dipendenza da gioco, descrivendo perdite economiche, gravi ripercussioni sulla salute e ricoveri ospedalieri. Secondo il firmatario, gli strumenti oggi maggiormente utilizzati dall’industria e dalle autorità, come i messaggi che invitano a “giocare responsabilmente” o i sistemi di autoesclusione, non sarebbero sufficienti ad affrontare le cause profonde della dipendenza.

La petizione sostiene che la crescita del settore del gioco, in particolare delle slot machine e dei casinò online, sia stata accompagnata da un aumento dei casi di gioco patologico. Il firmatario denuncia quella che definisce una carenza di assistenza adeguata per le persone colpite dalla dipendenza e richiama l’attenzione sulle conseguenze che il fenomeno può avere non solo sul piano economico, ma anche su quello psicologico, familiare e sociale.

Tra le richieste avanzate figura l’adozione di una regolamentazione più severa del settore, accompagnata da interventi di prevenzione e cura più efficaci. Fiorillo propone inoltre il riconoscimento di forme di risarcimento economico e assistenziale per le persone affette da disturbo da gioco d’azzardo, paragonando la loro condizione a quella delle vittime di altre dipendenze.

Nel testo vengono rivolte critiche sia ai governi nazionali sia agli operatori del comparto. Da un lato si contesta alle istituzioni di aver consentito una crescita eccessiva dell’offerta di gioco senza predisporre adeguate misure di tutela; dall’altro si accusa l’industria di trarre profitto dalle fragilità dei soggetti più vulnerabili senza assumersi responsabilità proporzionate agli effetti sociali prodotti.

La petizione propone inoltre di eliminare eventuali incentivi economici che favoriscano l’espansione del gioco, di rafforzare le misure di contrasto al riciclaggio di denaro e di migliorare il coordinamento tra operatori del settore e servizi sanitari territoriali per individuare e trattare precocemente i casi di dipendenza.

L’esame da parte della commissione PETI rappresenta il primo passaggio istituzionale europeo per valutare l’ammissibilità sostanziale delle richieste e l’eventuale opportunità di ulteriori approfondimenti. Pur non avendo potere legislativo diretto, la commissione può decidere di mantenere aperta la petizione, chiedere informazioni alla Commissione europea o promuovere ulteriori iniziative di approfondimento sul tema.

Redazione Jamma
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