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Montoro (AV), presunta truffa nelle scommesse: denunciato un 25enne, indagini su vincite per oltre 100mila euro

I Carabinieri della Stazione di Montoro hanno denunciato all’Autorità giudiziaria un 25enne della provincia di Salerno ritenuto responsabile di una presunta truffa ai danni di punti scommesse operanti in diverse regioni italiane. Secondo la ricostruzione diffusa il giovane avrebbe utilizzato un sistema che gli avrebbe consentito di ottenere schedine sportive senza effettuare il pagamento delle giocate, generando vincite e incassi per un valore complessivo stimato in oltre 100mila euro.

L’episodio che ha portato all’identificazione del giovane si sarebbe verificato presso un bar di Montoro, in provincia di Avellino. Secondo quanto emerso, il 25enne si sarebbe presentato presso il punto scommesse richiedendo la stampa di diverse schedine su eventi tennistici per un importo complessivo di circa 3.600 euro.

Approfittando di un momento di distrazione del personale, il giocatore si sarebbe poi allontanato dal locale con i tagliandi appena emessi senza corrispondere l’importo delle giocate. L’addetta al terminale avrebbe immediatamente segnalato l’accaduto al titolare dell’esercizio commerciale, che ha richiesto l’intervento dei Carabinieri.

I militari dell’Arma sono riusciti a rintracciare il giovane poco dopo e a condurlo presso la caserma di Montoro per gli accertamenti del caso. Durante la perquisizione sarebbero state rinvenute soltanto due delle schedine emesse, risultate successivamente non vincenti. Le altre giocate, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbero invece risultate vincenti per un importo complessivo di circa 5mila euro.

Per impedire l’incasso delle vincite, il titolare del punto scommesse avrebbe attivato una procedura di controllo attraverso il circuito nazionale di riferimento, vincolando la riscossione dei tagliandi esclusivamente presso l’esercizio di Montoro.

Nei giorni successivi, una seconda persona si sarebbe presentata nel locale per riscuotere le vincite. L’esercente avrebbe quindi avvisato nuovamente i Carabinieri, consentendo ai militari di intervenire e acquisire ulteriori elementi utili alle indagini.

Secondo quanto emerso dagli approfondimenti investigativi, il 25enne avrebbe adottato lo stesso schema operativo in diverse ricevitorie italiane, concentrando le proprie giocate soprattutto su incontri di tennis e utilizzando importi elevati, spesso superiori a mille euro. Gli investigatori ipotizzano che i tagliandi ottenuti senza pagamento venissero successivamente riscossi tramite terzi oppure ceduti ad altre persone in cambio di denaro contante.

Le verifiche sono tuttora in corso per accertare l’effettiva estensione delle condotte contestate e il numero di esercizi coinvolti. 

Redazione Jamma
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