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Royal Ascot, il mercato nero delle scommesse pronto a raccogliere 40 milioni di sterline

Gli operatori illegali del gioco d’azzardo potrebbero incassare circa 40 milioni di sterline in puntate durante l’edizione 2026 del Royal Ascot, uno degli eventi ippici più prestigiosi del Regno Unito. L’allarme arriva dal Betting and Gaming Council (BGC), che denuncia la crescente espansione del mercato nero delle scommesse nel Paese.

Royal Ascot rappresenta uno degli appuntamenti più importanti del calendario sportivo britannico, capace di attirare cavalli di livello internazionale, centinaia di migliaia di spettatori e milioni di appassionati che seguono le corse da casa. Proprio questa enorme popolarità rende il festival un obiettivo privilegiato per gli operatori non autorizzati.

Secondo il BGC, durante i cinque giorni della manifestazione una quota significativa delle scommesse potrebbe essere indirizzata verso siti e piattaforme illegali che operano al di fuori del sistema regolamentato britannico e senza alcun controllo da parte delle autorità.

Le preoccupazioni dell’associazione sono supportate da recenti analisi di mercato. Uno studio indipendente di WARC ha rilevato che gli operatori non regolamentati rappresentano ormai quasi la metà dell’intera spesa pubblicitaria nel settore del gioco. Parallelamente, le stime elaborate da H2 Gambling Capital indicano che il volume delle puntate effettuate tramite operatori illegali potrebbe passare da 17 miliardi di sterline nel 2026 a oltre 33 miliardi entro il 2028.

Il Betting and Gaming Council ha inoltre evidenziato come alcune misure regolatorie, tra cui l’aumento della pressione fiscale e controlli finanziari considerati eccessivamente onerosi, potrebbero involontariamente favorire il trasferimento dei giocatori verso il mercato nero, dove gli operatori ignorano apertamente le normative britanniche.

A differenza delle società autorizzate, gli operatori illegali non versano imposte, non contribuiscono al finanziamento dell’industria ippica britannica e non offrono alcuna delle tutele previste per i consumatori nel mercato regolamentato.

Grainne Hurst, Chief Executive del Betting and Gaming Council, ha dichiarato: «Royal Ascot è uno degli eventi più celebri dell’ippica mondiale e genera grande entusiasmo tra gli appassionati sia nel Regno Unito sia a livello internazionale. Purtroppo, appuntamenti di questa portata attirano anche l’interesse degli operatori criminali del gioco d’azzardo, desiderosi di sfruttare questa attenzione a proprio vantaggio».

Hurst ha aggiunto che il mercato nero non garantisce alcuna protezione ai clienti e non offre alcun contributo allo sport dal quale trae profitto. «Mentre le prove dimostrano che il fenomeno continua a crescere, è fondamentale che le decisioni politiche sostengano un mercato regolamentato forte, capace di proteggere i consumatori e contrastare la criminalità legata al gioco», ha affermato.

Nel Regno Unito tutti gli operatori autorizzati sono tenuti a rispettare rigorosi standard in materia di verifica dell’età, antiriciclaggio e gioco responsabile. Secondo il BGC, il settore regolamentato delle scommesse e del gaming sostiene circa 109.000 posti di lavoro, contribuisce con 6,8 miliardi di sterline all’economia nazionale e genera oltre 4 miliardi di sterline di entrate fiscali ogni anno, oltre a rappresentare una fonte essenziale di finanziamento per l’ippica britannica.

L’associazione conclude che la tutela e la competitività del mercato regolamentato restano gli strumenti più efficaci per proteggere i consumatori dall’offerta illegale e garantire il sostegno economico di lungo periodo alle corse ippiche nel Regno Unito.

Redazione Jamma
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