HomeAttualitàGiochi, Quartini (M5S): “No alla compartecipazione dei Comuni al gettito dell’azzardo”

Giochi, Quartini (M5S): “No alla compartecipazione dei Comuni al gettito dell’azzardo”

Il gioco d’azzardo è prima di tutto un problema di salute pubblica e non può essere trattato soltanto come una questione fiscale. È questo il punto centrale dell’intervento svolto alla Camera da Andrea Quartini (in foto), deputato del Movimento 5 Stelle, nel corso del dibattito sulle mozioni dedicate al riordino del settore dei giochi pubblici.

Quartini ha contestato con forza l’impostazione del Governo, accusato di non assumere una posizione chiara su un fenomeno che, secondo il parlamentare, riguarda almeno un milione e mezzo di persone nel Paese e produce conseguenze gravi sul piano sociale, sanitario e familiare. Il deputato ha parlato di famiglie rovinate, dipendenze, tentativi di suicidio e situazioni di profonda fragilità, chiedendo che l’azzardo venga ricondotto pienamente nell’ambito delle politiche di prevenzione e cura.

Particolarmente dura la critica alla scelta dell’Esecutivo di riformulare integralmente le mozioni presentate dai gruppi parlamentari, trasformandole di fatto, secondo Quartini, in un testo generico e depotenziato. Per il Movimento 5 Stelle, il nodo resta la contraddizione tra la tutela della salute e l’interesse dello Stato al gettito erariale derivante dal gioco.

Nel suo intervento, Quartini ha richiamato i dati sulla raccolta complessiva del gioco d’azzardo, pari a circa 164 miliardi di euro nel 2025, a fronte di entrate per l’erario nell’ordine dei 12 miliardi. Numeri che, a suo giudizio, confermano una dipendenza strutturale delle finanze pubbliche dal settore. Il deputato ha denunciato un conflitto di interessi insanabile: lo stesso soggetto pubblico che dovrebbe proteggere i cittadini più fragili finisce per beneficiare economicamente dalla diffusione dell’azzardo.

Uno dei passaggi più significativi dell’intervento ha riguardato la possibile compartecipazione degli enti locali al gettito derivante dal gioco. Quartini ha definito aberrante l’ipotesi che Comuni, Regioni ed enti territoriali possano attingere a risorse provenienti dalla raccolta dell’azzardo. Secondo il deputato, coinvolgere gli enti locali nella distribuzione di tali entrate significherebbe trascinarli dentro un meccanismo che produce costi sociali e sanitari proprio nei territori che poi sono chiamati ad affrontarne le conseguenze.

Per il Movimento 5 Stelle, i Comuni devono essere messi nelle condizioni di proteggere le comunità, non di diventare beneficiari economici del gioco. Quartini ha ricordato che sono proprio gli enti locali a doversi confrontare con le scelte su distanziometri, orari, aperture e localizzazione dei punti di gioco. Per questo, a suo giudizio, legare anche solo indirettamente i bilanci locali al gettito dell’azzardo rischierebbe di indebolire la loro autonomia regolatoria e la capacità di adottare misure restrittive a tutela dei cittadini.

Il deputato ha inoltre criticato l’espressione gioco responsabile, definendola un ossimoro, sostenendo che nelle dipendenze il tema della responsabilità individuale non può essere usato per ridurre il ruolo dello Stato nella prevenzione. Secondo Quartini, parlare di gioco pubblico o gioco lecito contribuisce a mascherare la natura reale del fenomeno, che dovrebbe essere chiamato con il suo nome: azzardo o scommessa.

Nel mirino anche alcune scelte recenti del Governo, tra cui l’esclusione della materia dalle commissioni competenti in ambito sanitario, l’abolizione dell’Osservatorio nazionale sul gioco d’azzardo e la cancellazione dei relativi finanziamenti. Quartini ha contestato anche la costituzione di un nuovo comitato sulle dipendenze patologiche con la presenza dei concessionari, ritenendo inaccettabile il coinvolgimento diretto degli operatori economici in organismi chiamati a occuparsi di prevenzione.

Il Movimento 5 Stelle, ha ricordato il deputato, chiedeva nella propria mozione il rafforzamento degli strumenti di contrasto alla dipendenza, maggiori limiti alla pubblicità, il ripristino di presidi istituzionali dedicati e una netta separazione tra politiche sanitarie e interessi fiscali. Per Quartini, il riordino del settore non può ridursi a un compromesso tra esigenze di bilancio e tutela formale dei cittadini, ma deve partire dalla riduzione del mercato dell’azzardo e dalla protezione delle persone più vulnerabili.

La compartecipazione dei Comuni al gettito, in questa prospettiva, rappresenta uno dei punti più critici del confronto politico: non uno strumento di compensazione territoriale, ma il rischio di rendere gli enti locali parte di un sistema da cui dovrebbero invece difendere le proprie comunità.

Redazione Jamma
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