Si fa sempre più acceso in Austria il confronto politico sulla riforma della normativa sul gioco d’azzardo. Le trattative tra il governo federale e le forze politiche per l’aggiornamento alla legge che disciplina il settore, sono entrate nella fase finale, ma restano aperti alcuni dei nodi più delicati, a partire dal futuro del cosiddetto “piccolo gioco” , ossia gli apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro autorizzati e regolati a livello regionale.
Al centro del dibattito vi è una proposta di forte riduzione dei limiti di gioco contenuta nell’attuale bozza di riforma. Secondo il testo in discussione, la puntata massima per singola partita verrebbe ridotta dagli attuali 10 euro a 2 euro, mentre la vincita massima passerebbe da 10.000 a 2.000 euro. Una riduzione pari a circa un quinto dei limiti oggi consentiti.
La proposta sta suscitando forti critiche sia da parte degli operatori sia da parte di diversi rappresentanti dei Länder, che temono conseguenze economiche e regolatorie rilevanti. In Austria il piccolo gioco è autorizzato nella maggior parte delle regioni e rappresenta una fonte di entrate fiscali per le amministrazioni locali. Ogni Land percepisce infatti una sovraimposta pari al 16,5% applicata all’attività autorizzata. Fanno eccezione Vienna, Tirolo e Vorarlberg, che non consentono questa tipologia di offerta.
Secondo le stime riportate nel dibattito politico, le entrate complessive generate dal settore per i Länder ammontano a circa 35 milioni di euro l’anno. La quota più consistente è destinata alla Bassa Austria, alla Stiria e all’Alta Austria. Solo la Bassa Austria incassa oltre 14 milioni di euro annui.
Il timore condiviso da numerosi amministratori regionali è che una regolamentazione considerata eccessivamente restrittiva possa rendere poco sostenibile l’offerta legale, spingendo una parte della domanda verso circuiti non autorizzati. Il governatore dell’Alta Austria, Thomas Stelzer (ÖVP), ha avvertito che “quando le offerte legali vengono rese praticamente impossibili da limitazioni eccessive, a vincere sono gli operatori illegali”. Per Stelzer la nuova normativa dovrebbe trovare un equilibrio tra tutela dei giocatori, contrasto al mercato nero e salvaguardia degli interessi finanziari dei Länder.
Sulla stessa linea si è espresso il governatore della Stiria, Mario Kunasek (FPÖ), secondo cui il governo federale deve prestare particolare attenzione affinché “la protezione dei giocatori non finisca sotto le ruote della riforma”. Kunasek ritiene che l’eventuale spostamento dei giocatori verso il mercato illegale avrebbe ripercussioni significative non solo sul piano della sicurezza, ma anche sulle entrate fiscali.
Preoccupazioni analoghe arrivano anche dalla Bassa Austria. Il capogruppo regionale Kurt Hackl ha parlato del rischio di un ritorno ai cosiddetti “casinò clandestini”, sostenendo che la scomparsa di spazi regolamentati potrebbe favorire forme di offerta sottratte a qualsiasi controllo pubblico.
Particolarmente delicata è la situazione del Salisburghese. La regione ha infatti recentemente deciso di introdurre e regolamentare il piccolo gioco, seguendo il modello già adottato in altre parti del Paese. Per questo motivo l’eventuale stretta federale rischierebbe di incidere su un mercato ancora in fase di avvio.
La vicegovernatrice del Land, Marlene Svazek (FPÖ), ha criticato apertamente il progetto di riforma sostenendo che la riduzione dei limiti di puntata e vincita, insieme alla prospettata riduzione della durata delle concessioni, rischia di compromettere la sostenibilità economica del nuovo sistema prima ancora che entri pienamente a regime. Secondo Svazek, il Land continuerebbe a sostenere gli stessi costi amministrativi a fronte di un significativo calo delle entrate fiscali.
Le tensioni riflettono anche le diverse posizioni presenti all’interno della stessa maggioranza di governo. Secondo la stampa austriaca, il Partito Socialdemocratico (SPÖ) sarebbe il principale sostenitore dei limiti più severi, mentre ÖVP e Neos avrebbero assunto posizioni più favorevoli a un compromesso che tenga conto delle esigenze delle regioni e della sostenibilità economica del comparto.
La discussione si inserisce in un quadro più ampio di revisione del sistema austriaco del gioco. Oltre alle misure sul piccolo gioco, il governo sta valutando anche una liberalizzazione parziale del mercato online accompagnata da controlli più rigorosi e nuovi strumenti di tutela del giocatore.
Mentre le trattative proseguono, i Länder chiedono di essere maggiormente coinvolti nel processo decisionale. Per molte amministrazioni regionali la questione non riguarda soltanto il gettito fiscale, ma anche l’efficacia delle politiche di regolamentazione. Il timore è che un’eccessiva compressione dell’offerta legale possa produrre l’effetto opposto rispetto a quello perseguito dal legislatore, favorendo la crescita di circuiti illegali privi di controlli e garanzie per i consumatori.







