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Testo unico, contrasto ludopatia e tutela filiere: ecco la mozione di Azione sul gioco pubblico presentata alla Camera

Riportiamo di seguito il testo della mozione sul gioco pubblico presentata ieri alla Camera da Azione, che sarà trattata in Aula insieme a quelle di M5S, IV, PD e Alleanza Verdi e Sinistra sullo stesso tema.

“La Camera, premesso che: il quadro normativo italiano che disciplina il settore dei giochi pubblici risulta particolarmente complesso a causa dell’assenza di un testo unico che raccolga le numerose disposizioni legislative che si sono stratificate in materia, generando gravi criticità anche sotto il profilo dell’uniformità applicativa sul territorio nazionale; tale regolamentazione è basata su due principi ordinamentali: spetta allo Stato stabilire le tipologie di giochi e i luoghi ove è consentito giocare, nonché scegliere le modalità attraverso le quali possono essere offerti e gestiti i giochi pubblici. Nello specifico, le attività di organizzazione ed esercizio dei giochi e delle scommesse sono, ai sensi dell’articolo 1 del decreto legislativo n. 496 del 1948, riservate allo Stato, nonostante ciò non implichi la gestione diretta ed esclusiva; l’articolo 3 del decreto legislativo 41/2024 (Disposizioni in materia di riordino del settore dei giochi) reca i principi ordinamentali del gioco in Italia, tra i quali: a) la tutela dei minori di età; b) la legalità e la trasparenza dell’offerta del gioco; c) lo sviluppo del gioco sicuro – volto ad assicurare la tutela del giocatore – e responsabile – finalizzato a prevenire la dipendenza patologica nel giocatore; d) lo sviluppo delle reti di gioco secondo modelli che assicurano competitività e solidità organizzativa, economica ed efficienza dei soggetti che compongono le relative filiere; negli ultimi anni non sono mancati gli interventi normativi finalizzati, in particolare, alla tutela dei minori e dei soggetti più vulnerabili, tra i quali l’istituzione di una Consulta permanente dei giochi pubblici ammessi in Italia, con lo scopo di monitorare l’andamento delle attività di gioco e i loro effetti sulla salute dei giocatori, e la subordinazione dell’accesso agli apparecchi da intrattenimento per il gioco lecito all’esibizione della tessera sanitaria, al fine di impedire l’accesso ai giochi da parte dei minori. Ciononostante, tali interventi si sono sovrapposti alle previsioni preesistenti, senza che vi sia mai stato un riordino organico della materia; nel corso dell’attuale legislatura, inoltre, sono stati fatti notevoli passi indietro nel contrasto al gioco d’azzardo e alla ludopatia, a partire dall’abolizione dell’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave, nonché l’abrogazione del Fondo per il gioco patologico, sostituendolo con un nuovo Fondo per le dipendenze patologiche, con una dotazione sensibilmente ridotta per quanto riguarda le sole misure finalizzate al contrasto alle forme di dipendenza da gioco d’azzardo; tale indebolimento si pone in contrasto con i principi di tutela della salute individuale e collettiva, in considerazione del fatto che le dipendenze dal gioco risultano nocive sia per il giocatore, sia per la sua rete relazionale e affettiva, sino al punto di coinvolgere intere comunità; lo scenario economico nazionale rappresenta, tuttavia, una situazione in cui il settore del gioco costituisce uno strumento essenziale di finanziamento e valorizzazione di intere filiere, e richiede, pertanto, una regolamentazione priva di stigmatizzazioni meramente ideologiche; in tale quadro emerge, ad esempio, il rapporto esistente tra la filiera ippica nazionale e il settore delle scommesse, con quest’ultimo che contribuisce al sostegno delle attività di allevamento, gestione degli impianti, organizzazione delle corse e occupazione specializzata. In particolare, i dati relativi al 2025 confermano la vitalità del mercato delle scommesse ippiche, con una crescita rispetto all’anno precedente, evidenziando come il corretto sviluppo del comparto delle scommesse legali possa generare risorse economiche rilevanti per l’intero ecosistema, favorendone la competitività, la sostenibilità e la capacità di investimento; ai sensi del già citato decreto legislativo n. 41 del 2024, l’ordinamento italiano prevede che, con cadenza annuale, il Ministro dell’economia e delle finanze trasmetta al Parlamento una relazione sul settore dei giochi pubblici, contenente, tra l’altro, dati sui progressi in materia di tutela dei giocatori e di legalità, nonché sullo stato di sviluppo delle concessioni e delle relative reti di raccolta; la prima relazione, relativa al 2025, è stata trasmessa al Parlamento il 14 aprile 2026. Quest’ultima ha evidenziato come l’ammontare del giocato sia stato, per l’anno di riferimento, pari a 165,3 miliardi di euro, a fronte di una quota incassata dall’erario di 10,4 miliardi, mentre le vincite sarebbero state pari a 143,4 miliardi di euro, evidenziando una rilevante attività delle forme di gioco a distanza nelle regioni del Nord e del Sud Italia, nonché tra gli uomini, in particolare, nelle fasce di età più giovani (tra i 18 e i 34 anni); la crescente consapevolezza degli effetti che il gioco problematico può generare su intere collettività impone una seria riflessione sulla titolarità della responsabilità circa la tutela del giocatore e dei terzi coinvolti, i quali non possono essere lasciati soli a fronte di condotte sintomatiche di perdita di controllo, impegna il Governo: 1) a promuovere, nelle more del processo di riordino del settore dei giochi pubblici, un intervento normativo organico e sistematico volto a coordinare in un quadro unitario le disposizioni vigenti in materia, garantendo uniformità applicativa sul territorio nazionale, certezza del diritto per gli operatori, tutela dei giocatori e rafforzamento dei principi di legalità, trasparenza e controllo pubblico dell’offerta di gioco; 2) ad assumere iniziative di competenza volte a rafforzare le politiche di prevenzione, monitoraggio e contrasto della ludopatia e delle dipendenze da gioco, anche attraverso il ripristino e il rafforzamento delle strutture di osservazione e monitoraggio del fenomeno, l’adeguato finanziamento degli interventi di prevenzione e cura, nonché la promozione di campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte ai soggetti maggiormente esposti ai rischi del gioco problematico; 3) ad assumere iniziative di competenza volte a monitorare l’efficacia dei sistemi di verifica dell’età per tutte le forme di gioco, sia fisiche sia a distanza, assicurando l’implementazione di standard tecnologici uniformi e interoperabili, al fine di prevenire l’accesso dei minori ai giochi con vincita in denaro e rafforzare la tutela dei soggetti vulnerabili, anche alla luce delle linee guida introdotte dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni in materia di verifica della maggiore età per usufruire di contenuti online – ivi compreso il gioco d’azzardo –, nel quadro di quanto precedentemente previsto dal decreto-legge n. 123 del 2023 convertito con modificazioni dalla legge n. 159 del 2023, cosiddetto «decreto Caivano», nonché del principio di protezione dei minori e di quanto previsto dai regolamenti UE in materia; 4) ad adottare iniziative finalizzate a garantire uno sviluppo equilibrato e sostenibile delle filiere economiche connesse al gioco legale, con particolare attenzione ai comparti che dipendono in misura significativa dai relativi proventi – quali il settore ippico –, assicurando che i processi di riordino e regolamentazione del settore siano accompagnati da misure idonee a salvaguardare l’occupazione, la competitività, gli investimenti e la sostenibilità economica delle attività produttive interessate, nel rispetto dei principi di legalità, tutela della salute e gioco responsabile”.

(1-00587) – Sottanelli, Pastorella, Benzoni, Richetti, Bonetti, D’Alessio, Grippo, Onori, Ruffino (Azione)

Redazione Jamma
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